VELODRAMA; musica per l’eticAmorale

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La rock band romana Velodrama fa il suo esordio discografico con l’album “L’ EticAmorale” per Latlantide, distribuito da Edel. Il disco, prodotto da Alex Marton, è stato anticipato da due singoli in radio:
Io personalmente me ne frego”, e “I miei giorni d’ anarchia”, manifesti programmatici e sonori di una band che dimostra la capacità di sapere scrivere canzoni di power rock con una predisposizione naturale ad aperture pop sempre efficaci, e allo stesso tempo riesce a scrivere testi mai scontati, di denuncia, di indignazione, andando a descrivere con lucidità quell’eticAmorale di cui siamo circondati oggi, 2015. Un disco attualissimo.

Come definiresti con quattro aggettivi la tua/vostra musica?
Potente, amara, coinvolgente. riflessiva.
Come si intitola la tua/vostra ultima fatica discografica e come è stato il percorso di produzione della stessa?
Si intitola “L’EticAmorale”, un disco gonfio di emozioni, racchiuse in 10 brani, il percorso per la realizzazione di questo duro processo artistico è stato lungo e faticoso, perchè a quasi metà lavoro, ci siamo resi conto che dovevamo intervenire nuovamente su delle diverse formule di arrangiamento e armonia, e li sul momento le cose sembravano non aver mai fine, ma poi il grande sforzo a portato ad un ottimo risultato.

Se ti chiedessi quanta gente “mi porti” ad un tuo concerto, come reagiresti?
Dipende che posto occupi per farmi questa domanda, immagino il proprietario di un locale, beh! Ti risponderemo in quanto band, che può essere lecita se ci chiedi un minimo di seguito, ma se conti sulle nostre sole forze per riempire il locale, saresti decisamente fuori strada e al quanto scorretto/a. Molte band emergenti come noi soffrono per questa ricorrente domanda, penso che noi, in qualità di musicisti, dovremmo occuparci e preoccuparci solo ed esclusivamente del lato artistico, ovvero la cura di ogni dettaglio che spazia dalla musica a tutto il contorno che concerne lo show, ma NON siamo dei P.R., non vendiamo prevendite fuori dal locale o in rete, quello spetta all’organizzazione del locale, un locale ben organizzato DEVE avere un suo seguito a prescindere dall’artista ospite.

Quanto sono importanti i social per la tua/vostra musica?
Hanno un ruolo molto importante oggi, la gente trascorre la maggior parte delle ore in rete, ed i social sono diventati i quotidiani della nuova era, scatenando la curiosità di tutti, ciò non toglie che hanno contribuito al collasso del mercato discografico, riducendo quasi a zero le vendite e l’esistenza stessa dei compact disc. Se oggi si vuole ascoltare in disco nuovo o vecchio, basta andare in rete, lo si trova per intero, una volta dovevi andate nei negozi di dischi, comprarlo ed amarlo e custodirlo come quello che è, ovvero un importante oggetto di arte.

A quanti concerti di musica di altri artisti indie sei stato negli ultimi sei mesi e cosa ne pensi dell’underground indipendente?
Credo 9 volte se non ricordo male, ma di solito non tengo il conto. Credo fermamente che oggi l’undergruond indipendente di cui anche noi ne facciamo parte, sia la linfa vitale per la NUOVA musica italiana, rappresenta una speranza per essa, nel sottosuolo musicale c’è un fermento culturale che vale la pena di essere scoperto, ma che in pochi raccontano, e la colpa è stà nel mezzo tra la pigrizia delle nuove generazioni e la mancanza di informazione da parte dei media, che pensano solo ad incentivare la grande lavatrice a scopo di lucro dei talent show musicali.