VANESSA JAY MULDER (2)

Vanessa Jay Mulder si racconta a Radiotweetitalia

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Come tanti altri artisti internazionali anche Vanessa Jay Mulder è capitata in Italia quasi per caso. Partita dal suo paese di nascita, il Suriname, passando per L’Olanda, il suo primo viaggio nel bel paese è stato a Milano nei primi anni novanta. Subito rimase innamorata della storia d’arte, bellezza e buon cibo nostrani. Per caso, durante quel viaggio le fu fatta una proposta di lavoro: si trattava fare la protagonista nel nuovo video di un cantante Italiano di nome Raf. Il video era per il suo brano ‘Siamo soli’. Da quel momento è rimasta di base in Italia pur viaggiando spesso tra l’America e l’Olanda.

L’angelo di “Angel” il tuo attuale singolo, sei tu?

No, è dedicato ad una persona speciale. Un Angelo che in un momento difficile della mia vita mi ha salvato e con la sua presenza mi ha dato la forza di rinascere.

Come ti piace venga definito il tuo stile musicale?

Più che definirla spero che in qualche modo possa toccare le persone che l’ascoltano. Se la mia musica riesce a trasmettere qualcosa di positiva ne sono stra-felice. Poi, se proprio vogliono definirla con un termine più categorico allora soul/r&b o hip hop/soul va bene.

In passato sei stata vocalist per grandi nomi (Raf e Zucchero su tutti). Un ricordo di quel periodo….

Ricordo quel periodo con tantissimo affetto. Ho imparato tanto stando su palchi importanti davanti a migliaia di persone. Il ricordo più bello però rimane Pavarotti & Friends dove oltre a l’emozione di un palco così importante ho anche conosciuto Bono Vox e la principessa Diana.

Hai aperto un concerto di Lauryn Hill e Rita Marley. Wow! Cosa puoi dirci in merito?

Anche questo è stato una grande esperienza! Ho avuto modo di parlare con la grande Rita Marley dietro le quinte. Le ho chiesto qualche consiglio e lei con molta generosità e garbo me lo diede.

Nel tuo album di debutto come solista nel 2017 hai avuto la collaborazione di Henry Padovani, fondatore e primo chitarrista dei Police. Come ci sei riuscita?

Ho conosciuto Henry quando lavoravo per Zucchero. Lui era il suo manager. Siamo subito diventati amici. Quando ho fatto il mio primo album mi propose un brano che secondo lui era perfetto per me. Ed io me ne innamorai subito. Era ”Baby you left me”.

Com’è stato lavorare con il produttore Grammy Awards Tommaso Colliva all’album Essensuality, il tuo ultimo progetto discografico?

È stata una bellissima esperienza. Tommaso ha una grande cultura musicale e ha capito subito quello che volevo. Poi lui ha una squadra di persone fantastiche quindi per me sono stati giorni di grande creatività e continuo feedback. Un ricordo indimenticabile.