TI LOVVO e L’amore al Tempo di Internet, intervista a Jimmy Ingrassia

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Nel gennaio 2015 per Jimmy Ingrassia accade qualcosa di importante: l’agenzia mondiale “ANSA” decide di pubblicare in anteprima esclusiva il videoclip del singolo “ TI LOVVO ”.

Noi abbiamo intervistato Jimmy e abbiamo chiesto di tutto, dalla sua visione dell’amore ai Talent Show.

Intervista a cura di Angela Mingoni

 

Bene Jimmy, iniziamo subito da TI LOVVO, che è anche uno slang ormai tristemente entrato anche nel nostro linguaggio comune.
Sempre più spesso lo sentiamo dire, lo leggiamo.
Immagino che la scelta del titolo e della tematica del pezzo vada contro questo imbarazzante fenomeno di costume.

Beh di certo non va a favore, però non vuole neanche essere un attacco, bensì un’ironia sul curioso codice verbale coniato inizialmente dai più giovani ma che poi si è allargato anche ad una più elevata fascia d’età.
Poi sinceramente la canzone utilizza queste due parole per far riferimento a tutto ciò che nasce dalla rete, quindi il titolo è solo un richiamo, perché in realtà il brano parla di delirio digitale, del bisogno spasmodico di scrivere sui propri social tutto ciò che si fa, dove si va, con chi si sta e dell’innamoramento o dei flirt che ormai sempre più spesso nascono dalle chat piuttosto che da un incontro reale.

Vista la tua denuncia nei confronti del mondo digitale, viene da pensare che tu abbia un’avversione verso i social network o il mondo di Internet in genere.
Come fai dunque a gestire i tuoi canali social?
Nel senso, sebbene alienante ormai la maggior condivisione e diffusione di prodotti arriva proprio da questo mondo.

Assolutamente no, non ho nessuna avversione contro i social network o contro la rete, anzi dici bene, soprattutto chi fa il mio mestiere non può sottovalutare l’importanza e le possibilità che questo mezzo ci dà, ma come la maggior parte delle cose ha un effetto positivo se usata moderatamente, il troppo stroppia in tutte le cose.
Io uso i social per pubblicizzare i miei brani i miei concerti i miei dischi, ma di certo non pubblico tutto ciò che faccio durante la giornata, non ci tengo ad informare i miei amici virtuali del fatto che abbia mangiato o meno, che sia andato in bagno oppure no.

Com’è cambiato, secondo la tua visione, il modo di amare tra le persone?

Si è molto più superficiali, molto più intolleranti, credo che il sentimento dell’amore abbia perso molto anche grazie al sistema , che ci propina sempre più interessi che ci distolgono dall’essenza della vita e noi vuoi o non vuoi ci caschiamo dentro con tutte le scarpe.

La tua è una carriera lunga, fatta di duro lavoro e tanta gavetta.
Lo scorso anno hai partecipato a The Voice dimostrando le tue indiscusse qualità d’artista.
Cosa ricordi con più piacere dell’esperienza e come è cambiata la tua vita artistica?

Beh The Voice of Italy mi ha dato senza dubbio più notorietà, un programma del genere, la TV, hanno una potenza tale che nessun altro mezzo ancora riesce ad eguagliare.
E’ stata un’esperienza in più, che come tutte le cose ha i suoi pro ed i suoi contro, nel senso che ci sono situazioni in cui aver partecipato ad un talent può agevolarti, per esempio nelle proposte di collaborazione artistica di concerti fatti nelle varie piazze italiane, altre invece in cui proprio il fatto di averne preso parte ti penalizza a prescindere, in quanto alcuni locali sono allergici alla parola talent.
Io consiglierei a tutti noi di vedere almeno un concerto completo di un artista prima di giudicarlo, in senso artistico naturalmente, perché a volte da un solo brano non si evince tutto ciò che un cantante/cantautore trasmettere, io per esempio sono come un Diesel, ho bisogno di carburare per dare il meglio della prestazione, per questo chi viene ai miei concerti per il 90 % dei casi per fortuna ritorna.

Tu bazzichi da molto anche nel mondo della televisione. A parte la questione talent come ti sembra oggi l’approccio del piccolo schermo verso la musica?
Cioè il nostro Paese arriva da una lunga tradizione; pensiamo solo a Canzonissima o a Cantatutto, Il Musichiere, Settevoci.

Penso che i canali principali come Rai e Mediaset dovrebbero dare più spazio ad artisti emergenti, anche attraverso i già più volte citati Talent, ma in maniera completamente diversa di come fanno già.
Prima di tutto non dovrebbero essere cantate cover, perché altrimenti la musica si ferma e non si rinnova, ma solo brani originali scelti dopo una lunga cernita, poi, vietato cantare in lingua inglese, dato che l’obiettivo in genere è quello di produrre e promuovere un nuovo artista in Italia, se invece si parte già con l’idea di portare l’artista fuori da questa nazione allora tutto cambia.
Il linguaggio inglese sui testi rotola perfettamente a differenza dell’italiano, pertanto chi canta in inglese è mille volte più avvantaggiato di chi canta in italiano, spesso invece si vedono sfide di questo genere.
Altra regola sarebbe abolire proprio la SFIDA nella musica, al contrario la musica deve essere condivisione.
Insomma questo per dire che secondo me la musica sul piccolo schermo al momento non è trattata come si dovrebbe, si pensa solo all’odience e l’arte, se presente, viene messa in secondo piano.

Grazie Jimmy per la tua disponibilità!

Grazie a voi!

Vero, non abbiamo chiesto come ci si sente ad avere l’anteprima di un proprio video sull’ ANSA, ma la risposta mi pareva alquanto scontata.
In compenso guardiamoci qui il video di TI LOVVO:

 

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