The Sound Of Soul in 12Eanàir

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Scritto da Angela Mingoni

Mescolate ruvido rock’n’roll ad influenze elettroniche, agitate a lungo ed avrete 12Eanàir.
Sebbene l’incipit dell’album non sia entusiasmante, mano a mano che si susseguono, i pezzi proposti dai Sound Of Soul rivelano un forte potenziale.
Il fatto è che Capitalism part 1 lo devi ascoltare ancora una volta, perché al secondo ascolto intriga con quel sapore di ballad, interrotto  bruscamente per lasciare spazio a Capitalism part 2 che segue l’onda della ballata ma con una carica maggiore. Tutto si risolve in un crescendo sempre più potente ed avvolgente.

La voce di Paolo Traini in Easy in the Eyes ricorda il  John Bon Jovi dei tempi migliori con quel timbro basso e sensuale  accompagnato dalla chitarra acustica. Il sound intimo non viene abbandonato ma le sfumature elettro  impreziosiscono e rendono la traccia ancora più sofisticata.
Lo stesso accade in State of Families; tralasciando l’influenza della distorsione iniziale, qui il gioco diventa ancora più serio e il pezzo carica di una forte energia grazie al canto ruvido ed alla potenza degli strumenti; semplicemente chitarra e batteria che si fondono insieme, in totale armonia.

Senza alcun dubbio Creation è il pezzo migliore. Il sound nineties ha quel gusto piacevolmente retrò di quelle canzoni perfette che le si ascoltava fino allo sfinimento, quando ci si straziava d’amore o se la vita non andava proprio nella direzione desiderata. Questa quinta traccia ti trasporta in un mood profondamente malinconico con le parole che si ripetono perentorie ed entrano in testa e te la fanno ricordare a lungo. 

Per molto tempo resteranno nella coscienza collettiva le immagini ed il discorso conclusivo de Il Grande Dittatore di Chaplin che in Ten Things viene omaggiato con una citazione forte: you are not machines you are not cattle you are men.

Life e The River vanno a chiudere 12Eanàir non tradendo l’intento di dar vita ad un album melodico ed intimo che non risente troppo delle influenze irlandesi, o per meglio dire dublinesi, di cui i ragazzi  si sono nutriti negli anni.

Gli abruzzesi Sound Of Soul non rinnegano le loro origini ma offrono un sound ben lontano dall’indierock italiano, ancora acerbo che solo nel tempo riuscirà a convincere a pieno.

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