THE LEMON SQUEEZERS… L’ELECTRO SWING CHE COLPISCE

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THE LEMON SQUEEZERS
presenta
Pop Hurt
Maninalto!

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Pop Hurt è il quarto album dei Lemon Squeezers. Un disco composto da 11 tracce dalle sonorità moderne, che consente di volgere lo sguardo verso un mondo electro-surreale e incantato. E’ un lavoro che vede al proprio interno soluzioni stilistiche differenti, dall’electro swing al dubstep, planando spesso su atmosfere funk e soul. Sax, trombone, synth, chitarra, contrabbasso elettrico, batteria e voce si alternano e si mescolano in un “suono” frenetico, acceso, energico.

Come definiresti con quattro aggettivi la tua/vostra musica?
Moderna e retro al tempo stesso; contaminata da molti generi diversi; ritmica; positiva.

Come si intitola la tua/vostra ultima fatica discografica e come è stato il percorso di produzione della stessa?
Il nostro ultimo album si intitola Pop Hurt, ed è stata una vera e propria fatica discografica, mai spiacevole da affrontare ma sicuramente molto impegnativa. L’album è composto da 11 brani scritti e prodotti interamente da noi.
La nostra musica è caratterizzata da un elemento pop che è facile trovare in tutte le canzoni senza però che questo le renda necessariamente confinate a quel genere musicale. Si tratta più di sensazioni derivanti dall’ascolto. Per noi un bel colpo.
La produzione di questo album ci ha regalato la possibilità di sperimentare in maniera continua e ci ha portati ad aumentare la nostra curiosità rispetto alla ricerca di nuove soluzioni. L’inserimento della componente elettronica nella nostra musica ha sicuramente aiutato in questo aspetto e quindi ne abbiamo approfittato.

Se ti chiedessi quanta gente “mi porti” ad un tuo concerto, come reagiresti?
In molti anni di attività ci è capitato spesso che ci ponessero questa domanda. In questi casi ormai rimaniamo abbastanza indifferenti. Quando prendiamo accordi per esibirci forniamo sempre tutto il materiale necessario affinché un promoter capisca fin da subito se il nostro progetto può fare al caso suo. Pensiamo quindi che sia una domanda fuori luogo, antipatica e controproducente nel rapporto tra musicisti e organizzatori di concerti.

Quanto sono importanti i social per la tua/vostra musica?
I canali social sono sicuramente molto importanti ed essere social all’interno di un panorama musicale non è affatto facile. Permette di comunicare direttamente con chi ti segue e offre la possibilità di stimolare curiosità e interesse. Se l’obiettivo è quello di farsi conoscere e diffondere la propria musica è importante che il pubblico abbia contenuti da condividere (nel vero senso della parola) e qualcosa in cui identificarsi. Per questo è fondamentale che il modo in cui ti presenti sia trasparente ma allo stesso tempo ben studiato.

A quanti concerti di musica di altri artisti indie sei stato negli ultimi sei mesi e cosa ne pensi dell’underground indipendente?
Amiamo andare a vedere i concerti che ci interessano e supportiamo i gruppi che ci piacciono senza fare distinzione tra artisti indie o meno, sia per quanto riguarda il genere musicale che per quali etichette li producono. Siamo in un periodo storico in cui il pubblico non ha un motivo particolare per preferire i concerti di band mainstream a quelli di gruppi indie, se non per i gusti personali e il prezzo del biglietto di ingresso. Le possibilità che i gruppi indipendenti hanno per mettersi in mostra ci sono grazie principalmente agli strumenti online. Il successo concreto e quello sui palchi è più difficile da ottenere; è necessario azzeccare un linguaggio che faccia presa su un pubblico sempre più bombardato da novità, che può risiedere nell’abilità nel suonare, nell’efficacia comunicativa dei testi, nella qualità del videoclip, nella condivisione del concept delle band.