ROYAL BRAVADA…. STONER E GROOVEY…DA URLO

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ROYAL BRAVADA
presentano
WAR
etichetta; Bulbart

Dopo il primo album e due anni di live, Royal Bravada pubblicano WAR, un ep, nell’ottica di comporre il loro secondo album.
La band, mutata nel frattempo in una formazione a 4, per il 2016 promette molte novità, tra cui la pubblicazione di nuovi videoclip, nuovi singoli tratti da “WAR”.

“WAR” racchiude tutto l’energia dei Royal Bravada e spazia verso nuove sonorità, che dilagano dal brit-indie allo stoner rock, uno stile decisamente più originale e affinato da un intenso percorso di composizione e arrangiamento fra Milano e Londra. I testi sono più maturi ed emotivamente coinvolgenti, seppur a tratti evocativi e ricchi di metafore. Odio ed amore la fanno da padroni, insieme a rabbia e paura, ma anche euforia che si slancia verso la ricerca di un’effimera felicità.
“Ovunque guardiamo c’è guerra, anche dentro noi stessi, costantemente”.
WAR esce a fine maggio 2016, con un concerto di release nella speciale location di Villa Tittoni a Desio, che promette di essere, in puro stile RB, spettacolare, energico, genuino e tutto da ballare.
WAR è registrato in varie location, fra cui Wall Of Sound (MI), Clockwork studio (LC) e Blend Noise studio (MI).

BREVE BIOGRAFIA
Il progetto Royal Bravada nasce a Monza nel 2012 da cinque ragazzi con gusti musicali decisamente eclettici. In poco tempo proprio le diverse influenze di ognuno dei componenti contribuiscono alla creazione di un progetto fresco, nuovo, caratterizzato da un drumkick inarrestabile, giri di basso arroganti, chitarre ruvide e taglienti, melodie insistenti e orecchiabili mescolate ad un suono maturo e testato nel quale si riconosce uno slancio brit-pop e post-punk. In pochi mesi i RB compongono cinque tracce e registrano il loro primo EP “BLACK BONES”.

Sostenuti da una schiera sempre maggiore di fan, concerto dopo concerto i Royal Bravada hanno bene in mente il loro obiettivo: scrivere la soundtrack di una generazione con la faccia pulita come quella degli Arctic Monkeys, che si agita come Beck, e che ha aspirazioni epiche alla Kasabian, ma non ha paura di guardare ai giganti del rock n roll. Il tutto mescolato in salsa chimica.
Nel 2014 nasce così “ROYAL BRAVADA”, primo album omonimo che vuole in tutto e per tutto raccogliere tutta l’ essenza di Royal Bravada:
“Royal Bravada è difficile da spiegare. È un ossimoro. Royal è Doctor Jekyll. Bravada è il nostro spirito incontrollabile e un po’ folle, il nostro Mr. Hyde.”

INTERVISTA

Come definiresti con quattro aggettivi la tua/vostra musica?

viscerale – esplosiva – vera – letale

Come si intitola la tua/vostra ultima fatica discografica e come è stato il percorso di produzione della stessa?

WAR, un ep di 4 canzoni nate tra Milano e Londra nel corso di tutto il 2015. WAR parla di quell’amore stupendo e necessario nella vita di tutti ma che può fare anche male, un amore che continuamente ti trascina sul fondo per riportarti su. L’amore è il più antico degli assassini. Nelle canzoni non c’è solo amore in senso stretto tra due persone: passioni, gioie, sofferenze e conflitti possono scaturire da emozioni di attaccamento a qualsiasi cosa. Un’idea forte che si rincorre fino alla morte per esempio.

Se ti chiedessi quanta gente “mi porti” ad un tuo concerto, come reagiresti?

Se sai fare bene il tuo lavoro da promoter allora sarà sicuramente tanta. Noi il nostro lo facciamo alla grande e abbiamo un’ottima fanbase, te ?

Quanto sono importanti i social per la tua/vostra musica?

E per la nostra vita? e per quella di tutti gli altri?

A quanti concerti di musica di altri artisti indie sei stato negli ultimi sei mesi e cosa ne pensi dell’underground indipendente?

Siamo appena stati al MIAMI e abbiamo visto qualche cosa brutta, alcune ok, e alcune davvero belle. Il problema è che in Italia c’è sempre più una chiusura su un unico stile musicale fatto di testi ridondanti, chitarrine acustiche e tastiere finte vintage. Tutti si somigliano.

Il giorno dopo il MIAMI sono andato a vedere OLD FASHION LOVER BOY, un nostro amico che è sempre cantautore ma che di italiano ha davvero poco. Ci ha fatto emozionare tutti. Lui però non l’hanno fatto suonare al MIAMI ?!

Poi vai in Inghilterra e alla prima serata che ti fai ti rendi conto di quanto il pubblico sia interessato alla MUSICA, dalle novità ai classici..basta che sia bella musica. Non moda moda e moda.

Il giorno 2 giugno 2016 18:23, Info Lunatik ha scritto:

Come definiresti con quattro aggettivi la tua/vostra musica?

Come si intitola la tua/vostra ultima fatica discografica e come è stato il percorso di produzione della stessa?

Se ti chiedessi quanta gente “mi porti” ad un tuo concerto, come reagiresti?

Quanto sono importanti i social per la tua/vostra musica?

A quanti concerti di musica di altri artisti indie sei stato negli ultimi sei mesi e cosa ne pensi dell’underground indipendente?

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https://www.youtube.com/user/ROYALBRAVADAofficial