Recensione Een // Dekalog

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Il 2019 pulula già di uscite interessanti, tra queste una in particolare ha attirato la nostra attenzione: si tratta di Een, album di debutto del progetto internazionale DEKALOG.
Nati da un’ idea del produttore Sonny Dhanowa in collaborazione con il cantautore Dan Roberts, i DEKALOG propongono un azzeccato mix di sonorità che spaziano dall’ hip hop, all’elettronica, dal soul al rock, con naturalezza e piacevole armonia, che per alcuni aspetti ha un sapore anni 90.
Punta di diamante è la combinazione vocale, esclusivamente femminile, della cantante Fien Desmet con la rapper Amazumi, che con la loro amalgama perfetta riescono a tenere sempre alta l’attenzione dell’ascoltatore.
Dieci i brani che compongono l’album dalle numerose influenze, dovute anche alle diverse origini dei componenti, che affrontano temi eterogenei: in apertura l’intensa Denial, seguita da Whites of Their Eyes e da Omen, pezzo tra i più interessanti. Ash Tray colpisce per il suo sound dalle influenze mistiche. Il lavoro va avanti fino ad arrivare a Gold, altro brano da evidenziare, in cui Fien dà prova delle sue abilità vocali con un interessante jazz. Seguono i brani Chien Noir e Hush, fino a chiudere con Weight of My Shoulders, che fa da coperchio a quest’album moderno ma che con le sue sonorità passate, ci ha totalmente conquistati.
Se dovessimo dargli un voto, un 8 più che meritato.
8/10

Tracklist:

1 Denial
2 Whites Of Their Eyes
3 Omen
4 Ash Tray
5 Exiled1138
6 Flowers
7 Gold
8 Chien Noir
9 Hush
10 Weight On My Shoulders