Recensione a Metamorphosis dei Teodasia

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Recensione a cura di Brian Pirrone

 

Il 10 ottobre è uscito Metamorphosis, il nuovo ed atteso album dei Teodasia.
Questo nuovo lavoro rappresenta un importante punto di svolta per la symphonic metal band veneziana, che si è fatta notare dal pubblico internazionale grazie ad un tour europeo con Tarja Turunen (ex storica cantante dei Nightwish).

Questa svolta è dovuta non solamente al cambio decisivo di formazione con l’ingresso di Giacomo Voli alla voce e di Alberto Melinato alla chitarra, ma soprattutto ad una notevole evoluzione per quanto riguarda lo stile della band dal punto di vista musicale. Ascoltando questo disco si possono notare che i brani formano un unico insieme di generi musicali diversi tra loro su una base orchestrale epica e drammatica.

Si possono trovare riferimenti musicali a band come The Cure, Muse, Nightwish, Rammstein così come alle ballate medievali, ai classici del power metal, alla musica new age, alla techno, alla musica da colonna sonora che danno quel tocco in più allo stile già ben consolidato di questa band. I testi narrano dei cambiamenti che ognuno di noi affronta nel corso della sua vita.

I brani non hanno un filo conduttore che li unisce ma presentano elementi peculiari che si evolvono mano a mano che si ascolta il CD.

La chitarra distorta è spesso guidata dalla tastiera, ci sono continui scambi tra la voce in falsetto e quella parlata, improvvisi cambi di tempo, il basso si inserisce solo in un secondo momento assieme alle orchestrazioni dando maggiore risalto agli altri strumenti, compaiono riff e assoli di chitarra che continuano fino alla conclusione di alcuni brani, infine la batteria diventa sempre più aggressiva.

Oltre a “Metamorphosis”, tre brani meritano di essere menzionati: Just Old Memories, Idols e Two Worlds Apart.
In “Just Old Memories” compare una chitarra acustica che accompagna la voce e la tastiera, ed a seguire tutti gli altri strumenti. Le chitarre sono le protagoniste di questo brano e per la prima volta la voce e la tastiera sono messe in secondo piano; in “Idols” la batteria si fa più aggressiva e decisa, mentre la chitarra e la tastiera esaltano la voce. Per la prima volta la tastiera esegue assoli che attribuiscono un effetto futuristico a tutto il brano.

In “Two Worlds Apart” compaiono due ospiti notevoli: Chiara Tricarico dei Temperance alla voce e Fabio Polo degli Elvenking al violino.Il brano inizia con arpeggi di tastiera e la voce di Giacomo Voli, poi compare Chiara Tricarico sostenuta dalle orchestrazioni che si intrecciano perfettamente con le due voci. Si avverte quella sensazione che stia per accadere qualcosa di inaspettato.
All’improvviso la batteria si inserisce e diventa sempre più pesante costringendo tutti gli strumenti a seguire il passo. Un assolo di chitarra conclude questo fantastico brano dando quel tocco in più che lo esalta.

Si può, senza ombra di dubbio, confermare che i Teodasia sono una band che si sta evolvendo e che ha ancora molto da offrire al vasto panorama musicale emergente, non solo italiano ma anche quello estero.

 

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