Nelle piccole botti le parole di Carlo Amenta

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Scritto da Stefano De Stefano

Carmelo Amenta è un cantautore siciliano che arriva qui al suo terzo lavoro discografico. “Cuori e parole in piccole botti” è un disco che esplora la tenacia della gente che non molla lasciando le cose come stanno. Un personale omaggio del cantautore a chi sa dire di no alle cose solo perché ritenute più convenienti, rifugiandosi invece negli affetti sinceri, in un bicchiere di vino o la vecchia strada malmessa che mai ti tirerà un brutto scherzo. Il tutto viene messo in forma in un viaggio di circa 46 minuti attraverso una scrittura di indubbia matrice rock che si allontana di tanto in tanto dalle sue canoniche forme per virare verso vaghe sonorità alt. blues (vedi la title track).

Il territorio in cui si colloca Carmelo Amenta è quello propriamente alternative, con delle buone soluzioni armoniche e negli arrangiamenti; si possono trovare echi di Afterhours (soprattutto in un pezzo come “Niente di niente” e il conterraneo Cesare Basile soprattutto nelle ballate a tinte scure ma la mente viaggia anche in direzione di Mark lanegan o Nick Cave.

Nel complesso a dominare è la forma canzone della ballata lenta che alterna momenti di esplosione sonora ed emotiva e quello che spicca è lo schema generale di un album che resta coeso dall’inizio alla fine ma forse è proprio questo che fa storcere un po’ il naso alla fine dell’ascolto: probabilmente con qualche episodio in meno “Cuori e parole in piccole botti” sarebbe stato paradossalmente molto più calibrato (anche se uno dei momenti migliori è “Portate fiori non opere di bene” arriva proprio nel finale). Nonostante questo “Cuori e parole in piccole botti” conserva la caratteristica principe del buon vino: man mano che gli ascolti proseguono il gusto di ogni singola canzone aumenta.

Scritto da Stefano De Stefano