MINIMAL JOY…ASIMMETRICI..IRREGOLARI… IN DEFINITIVA…ORIGINALISSIMI

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MINIMAL JOY
COLD KISS
progetto crowdfunding supportato da Musicraiser

Cold Kiss è l’album che racconta una generazione schiantata, disorientata, che vuole vivere ma che si trova a fare i conti con le delusioni, con l’impossibilità di differenziarsi dalla massa senza finire nel margine, nella mortificazione, nell’annullamento. Ad ispirare la scrittura dei brani è una visione attenta della società moderna in cui vivono i cinque ragazzi, ma anche una certa letteratura che coinvolge Tondelli piuttosto che Salinger. Tutto questo trova una traduzione precisa in una cifra stilistica che appartiene ai MinimalJoy ma che appare ora più matura e consapevole. Una voce melodiosa e un flusso sonoro, impregnate di echi, riverberi che si scontra armoniosamente con chitarre sporche e dissonanti, mai mansuete. Un secondo disco per la band che si discosta e amplia il raggio d’azione dark dream del gruppo.

1. Aggettivi per descriverci….
Sicuramente uno potrebbe essere asimmetrici, irregolari. Infatti, il nostro EP si intitolava Lopsided che ne è appunto la traduzione inglese. Non ci piace la lineare banalità ma nemmeno l’austerità del tecnicismo e cosi la nostra musica prova ad uscire dagli schemi diventando dissonante. Per questa ragione potremmo continuare dicendo di noi e della nostra musica che siamo sperimentali, inquieti e cupi.

2. il nostro disco si intitola COLD Kiss. Vogliamo intendere un bacio algido, riprende la traccia 1 del disco, ma teniamo a precisare che non di tratta di un brano d’amore. Il percorso di produzione è stato tanto lento quanto difficoltoso. Sinceramente ciò che ci ha spinto è la profonda esigenza di fare ciò che viene meglio a noi MinimalJoy, fare musica. La produzione di Cold Kiss è stata possibile solo grazie ai nostri amici e sostenitori che hanno senza battere ciglio sostenuto la nostra campagna di crowdfunding realizzata tramite Musicraiser. Un’autoproduzione difficile, frutto di enormi sacrifici, che non vediamo l’ ora di condividere con chi ci vuole bene e con chi ci ascolta fin dall’inizio.

3. Domandone!!!! Purtroppo sarebbe impossibile far finta di nulla: nel mondo della musica indipendente ci sono notevoli problemi…uno fra tutti la possibilità di avere visibilità in club più o meno rinomati per essere punti di riferimento per band e musicisti. Fino ad ora non abbiamo mai avuto questo brutto tipo di ricatto ma quando capiterà diremo che noi siamo i primi a voler avere tanta gente fra il pubblico ma che non siamo PR bensì musicisti…a ciascuno il suo!

4. Importantissimi. Vorremmo a volte un approccio più analogico, volantini, manifesti…ma ci rendiamo conto che senza social non potremmo raggiungere chi ci ascolta. L’esperienza stessa del crowdfunding non sarebbe mai stata possibile senza l’aiuto della rete.

5. Per noi andare a sentire live è necessario quanto vitale. Siamo fortunati a vivere a Bologna, città molto propositiva da questo punto di vista. Un po’ tutti noi lo facciamo, soprattutto nel weekend. Negli ultimi sei mesi almeno ad una ventina di live ci siamo stati…a voler esagerare anche al doppio. L’underground indipendente ci piace. E’ lo scenario che più ci appartiene e ci infastidisce quando viene contaminato da politiche e logiche poco genuine.