“Le Bisce” si raccontano al pubblico di Radio Tweet Italia

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1. Le Bisce, come, dove e quando?!


Le Bisce nascono ufficialmente a Lodi nel 2018, anche se 3/4 di noi suonava già insieme dal 2014 nei Greedo.
Il tutto è nato quasi per caso, o meglio, per gioco, dopo aver sentito una canzone “indie” orribile secondo il nostro giudizio, che ci ha portato a credere di poter fare meglio di quell’artista acclamato.
Abbiamo scritto in 15 minuti un pezzo inedito, mettendo insieme frasi senza senso, dandogli però un’aura ermetica da intellettuali. E funzionava.
Diciamo che quella è stata la miccia per dire “utilizziamo l’ironia per comunicare qualcosa di serio”. 
E, speriamo, lontano da un certo tipo di musica “vuota”.

2. Che contributo a livello caratteriale dà ciascuno di voi alla band?

Innanzitutto va detto che siamo quattro teste molto diverse.
Damiano  è impulsivo e propositivo, Paolo è quello che ci fa riflettere e valutare ogni opzione, Simone è la parte frizzante della band.
Con l’ingresso di Alessandro abbiamo trovato una persona metodica in grado di mettere ordine al nostro casino.

3. Che obiettivo vi siete proposti da quando vi siete formati come gruppo?

L’obiettivo fin da subito è stato di scrivere dei brani che avessero un messaggio chiaro e diretto, accessibile a tutti, senza snaturare la nostra essenza.
Abbiamo un background punk rock, una vena pop cantautorale, ascoltiamo musica elettronica, dance, metal… 
Non abbiamo e non vogliamo avere una direzione definita in ciò che andiamo a fare. La soddisfazione più grande è quando qualcuno si ritrova in quello che scriviamo. Che sembra scontato, ma non lo è per niente, soprattutto oggi.

4. Quali le maggiori difficoltà che s’incontrano nella discografia? è un settore davvero così asfittico oppure c’è qualche sincera apertura?

Damiano: Sono convinto che stiamo forse iniziando ad uscire dal baratro in cui si è sprofondati negli ultimi 10/15 anni, soprattutto a fronte di una “rivoluzione” dei ruoli e dei mezzi di promozione.
È sbagliato secondo me continuare a credere nella favola del talent scout che ti firma e ti porta al successo a fronte di investimenti di una multinazionale che ti offre una chance perché tu possa diventare una macchina da soldi.
Oggi più che mai devi essere in grado da solo di costruirti un progetto che possa essere valido e funzionare in autonomia, affiancandoti a persone in grado di canalizzare i tuoi sforzi e investimenti nella direzione giusta.
È obsoleto anche pensare di promuoversi attraverso radio e TV nazionali.
Abbiamo internet dalla nostra. Ma anche lì non è semplice, perché la proposta al pubblico è vastissima, oggi chiunque può autoprodursi. Bisogna quindi puntare sulla qualità e sulla creatività per emergere dalla massa e conquistarsi poco alla volta un pubblico che sia realmente interessato a quello che proponi.
Tornando alla domanda, credo che il settore sia in crescita, soprattutto nel circuito indie, perché, come detto prima, stiamo iniziando a capire che i ruoli e le mansioni di artista/manager/discografico sono intersecate o per lo meno cambiate.

5. Quale esperienza vi ha più segnato finora?


Come “Le Bisce” ad oggi non abbiamo ancora avuto tante esperienze, essendo nati da poco. 
Se può considerarsi esperienza, possiamo dire che aver ricevuto le attenzioni di un professionista come Marco Biondi e di Sorry Mom è stata la conferma che qualcosa di buono stiamo facendo.

6. E quella che vi piacerebbe fare?

Partecipare e vincere il Festivalbar, uscire a cena con Mauro Repetto, avere in un nostro brano un featuring con Appino e Caterina Rappoccio, suonare ad un presidio italiano fuori dal Louvre per riavere la Gioconda. 
Puntiamo solo alle cose semplici 😜