LA RIVOLUZIONE SOLITARIA DI PAOLA ROSSATO

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PAOLA ROSSATO
FACILE
autoproduzione
In un mondo frenetico e dispensatore di urgenze, Paola Rossato, con il suo disco “Facile”, riesce a regalarci uno spazio sonoro di quiete, di fantasia, di emozioni e di numerosi spunti di riflessione con le sue ballate acustiche folk. E’ talmente brava che prima di questo disco d’esordio (un atto dovuto dopo anni di attività) ha collezionato premi su premi (Lunezia, Premi SIAE). Punto di forza sono i suoi testi. Basta ascoltare “Io e la collina” (primo singolo dell’album), “Il fiore col codice a barre” o la malinconica “Confine” per capire la “bellezza” delle parole che Paola snocciola… facilmente.

Come definiresti con quattro aggettivi la tua/vostra musica?
Impegnata, divertita, variegata, ricercata.
Come si intitola la tua/vostra ultima fatica discografica e come è stato il percorso di produzione della stessa?
Il mio ultimo lavoro si intitola “Facile”, è il mio primo album e raccoglie 13 brani, estremamente diversi tra loro sia nello stile che per quanto riguarda i temi affrontati nei brani. La creazione dell’album è stato un percorso molto lungo, ma sono assolutamente soddisfatta del risultato.
I brani sono stati arrangiati e suonati da musicosti eccezionali che mi hanno affiancata in questo bellissimo progetto: Sergio Giangaspero, Simone Serafini, Ermes Ghirardini, Gianpaolo Rinaldi, Mirko Cisilino, Nevio Zaninotto. Il disco è stato registrato e missato da Francesco Marzona, tra Gorizia e Udine, al Birdland Studio.
Sul mio sito potete trovare sia le anteprime di tutti i brani che tutte le informazioni artistiche su di me e sul mio progetto: www.paolarossato.it
Quanto sono importanti i social per la tua/vostra musica?
I social sono molto importanti per la promozione di un album, anche se bisogna sempre ricordarsi che non sono gli unici canali di promozione.
Sono stata ai concerti di artisti che amo molto, come Rebi Rivale, Elsa Martin, Erica Boschiero e a breve andrò ad ascoltare Piero Sidoti. La scena delle produzioni indipendenti è zeppa di artisti validi, che spesso vengono snobbati non si è ancora capito per quale malsana e controproducente legge di mercato, che a volte (non sempre, ma spesso) spinge e incita in qualche modo a creare prodotti di scarsa qualità privi di spessore e di contenuto. È un peccato. Il problema è che le persone che non vanno a cercare sul web cose che esulano dal mainstream non conoscono l’esistenza di artisti che forse potrebbero piacergli, e -quel che è peggio- accostano la qualità alla notorietà (binomio a volte valido, a volte meno), pensando che non ci sia altro. E invece ce n’è, di altro. C’è un mondo di autori, di cantautori, di musicisti, di artisti di altissima qualità che offrono contenuti e che creano opere alternative, ricercate ed artistiche, lontanissime dalle solite banalità trite, abusate e svendute nel peggiore dei modi.

Se ti chiedessi quanta gente “mi porti” ad un tuo concerto, come reagiresti?
Soffocherei tutte le parolacce che conosco, mi sentirei svilita, e infine risponderei che io assicuro di presentarmi nella data stabilita e di esibirmi al meglio delle mie possibilità, e che non posso assicurare nient’altro.