La pioggia d’autunno dal Veneto con il secondo album degli Autumn’s Rain

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E’ un rock blues potentissimo sulla falsariga di Jet e Black Keys quello che apre Om, il secondo e nuovo disco della band veneta Autumn’s Rain, trio rock composto dai fratelli Volpato e uscito a fine Settembre per la label Valery Records. E se proprio non può rappresentare il manifesto di questo album si può comunque dire che traccia le linee guida di un alternative rock nudo e crudo che risente dei primi Verdena e che spesso vira verso tonalità hard/blues in stile ultimi BSBE.

Gli Autumn’s Rain si fanno bastare tre-strumenti-tre per riempire un disco di 11 brani che concede molto spazio alle parti strumentali, nelle quali il trio riesce a dare il meglio di sé dal momento che la scrittura risente di una certa immaturità nei testi quanto nella composizione; a onor del vero bisogna dire e è difficile uscire da certi stilemi di genere e in alcuni momenti la situazione migliora – è il caso di Medea oppure  della title track che si colora di tonalità psichedeliche, orientali e Sixties, finendo per essere probabilmente il pezzo migliore dell’intero lavoro.

Om è un disco veloce, immediato e rappresentativo della condizione esistenziale della generazione che oggi si barcamena tra i suoi venti e trent’anni: è ben suonato risultando essenziale e grezzo al punto giusto (L’ultimo Passo); portatore di tensione post giovanile (Ansia), va preso in questo senso come tale  e a queste condizioni non ci sentiamo sicuramente di bocciarlo bocciarlo.