LA MUSICA MILITANTE DE LA BANDA POPOLARE DELL’EMILIA ROSSA

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Banda POPolare dell’Emilia Rossa

Presenta

LA GOCCIA E LA TEMPESTA

 

“La Goccia e la Tempesta” ed è dedicato al partigiano Lorenzo “Orso” Orsetti caduto in Rojava combattendo contro l’isis il 18 marzo 2019. Il titolo del disco trae spunto dalla sua ultima lettera testamento politico contenuta anche nel book del CD.

 

Come definiresti con quattro aggettivi la tua/vostra musica?

 

militante, internazionalista, operaia, POPolare

 

Come si intitola la tua/vostra ultima fatica discografica e come è stato il percorso di produzione della stessa?

 

Il nostro nuovo album si intitola “La goccia e la tempesta”. E’ una citazione dell’ultima lettera testamento del partigiano Lorenzo Orso Orsetti caduto in Rojava combattendo contro l’Isis il 18 marzo del 2019. E’ un lavoro composto da 10 brani di cui 7 originali, un omaggio a Pino Daniele in solidarietà ai lavoratori della Whirlpool di Napoli, una canzone dei No Tav ed infine una nostra versione dell’inno dei lavoratori per eccellenza, L’internazionale. Sono canzoni che miscelano generi anche molto diversi tra loro dal punto di vista musicale (da un 15/4 ad un funky jazz con samba, una ballad, un pezzo hard rock, un liscio con walking bass ecc.) ma che hanno come filo comune il racconto della lotta per la libertà e l’emancipazione contro questo sistema di sfruttamento e per la dignità di chi lavora.

 

Se ti chiedessi quanta gente “mi porti” ad un tuo concerto, come reagiresti?

 

Per educazione risponderemmo con un serafico quanto proverbiale silenzio

 

Quanto sono importanti i social per la tua/vostra musica?

 

Certamente molto perchè sono lo strumento più economico ma allo stesso tempo più efficace per diffondere la nostra musica.  Avere oltre 25mila e 500 followers su facebook e oltre 1100 iscritti al nostro canale youtube è decisamente utile.

 

A quanti concerti di musica di altri artisti indie sei stato negli ultimi sei mesi e cosa ne pensi dell’underground indipendente?

 

Credo si debba fare una distinzione netta. Ci sono i cosiddetti “indie” mainstream disimpegnati ed omologati la cui mediocrità e povertà di linguaggio sia testuale che musicale rasenta livelli davvero disarmanti. Ai concerti di questa tipologia di artisti non andiamo. Ci sono invece band ed artisti davvero interessati che solo in rari casi hanno raggiunto una meritata notorietà di massa e che godono di tutta la nostra attenzione. Purtroppo ultimamente, a causa dell’emergenza sanitaria di concerti ne abbiamo visti e fatti davvero pochi.