LA GIOIA VUOTA DI AMPLIFIRE

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AMPLIFIRE

Presentano

“GIOIA VUOTA”

Ultrasound Records

 

IL DISCO

Questo album scava: è una macchina del tempo, un excursus su eventi già accaduti, dei quali si possono

rivedere i flashback…è anche una finestra sul mondo esterno, ingombrata però da un televisore che impedisce

di vederne al di fuori, e su quello schermo scorrono i video che trasmette la macchina del tempo.

Sono dei loop ricorrenti, e l’unica scelta pare essere guardarseli fino a quando da essi si sarà imparato il modo

per aprire la finestra ed uscire fuori.

In questo disco suonano:

alle sezioni ritmiche Nicola Troiani ed Enzo Locatelli, Dario Frisone e Paolo Airoldi, Stefano Bertolotti ed

Andrea Amelio; alle voci Laura Franzon, Raffaele Gigliotti, Nicola Troiani e Marco Nicolini; alle chitarre,

composizione, arrangiamenti e testi Marco Nicolini.

Mix di Stefano Bertolotti e Gabriele Gigli; mastering di Yonatan Rukhman; edizioni Ultrasoundrecords

USR.

 

  • Come definiresti con quattro aggettivi la tua/vostra musica?

personale
chitarristica

intensa

mai scontata

  • Come si intitola la tua/vostra ultima fatica discografica e come è stato il percorso di produzione della stessa?

l’ultima fatica è l’album GIOIA VUOTA, corredato dai i suoi singoli e video, ed il percorso è stato …faticoso: è un prodotto “in team” con tre diverse band che hanno suonato i vari brani, con le quali andava coordinato il lavoro ed alla fine con dei collaboratori per i videoclip; la composizione e pre-produzione “in solitaria” è durata almeno tutto il precedente anno e le registrazioni sono state effettuate in uno studio, giusto in tempo senza saperlo, prima che iniziassero i lockdown. Da remoto si è effettuato tutto il resto con contatti a distanza, come si fa anche nelle aziende in smart-working.

  • Se ti chiedessi quanta gente “mi porti” ad un tuo concerto, come reagiresti?

sono stanco da tempo di questo tipo di richieste; risponderei “non lo so, non sono mica a casa della gente a controllare dove va la sera” (almeno in epoca normale…adesso la gente non va da nessuna parte :- )

  • Quanto sono importanti i social per la tua/vostra musica

lo stanno diventando sempre di più: in questo lungo periodo di limitazioni li usiamo per suonare, insieme ad un pubblico da casa, con le dirette live

  • A quanti concerti di musica di altri artisti indie sei stato negli ultimi sei mesi e cosa ne pensi dell’underground indipendente?

in questo periodo non si può rispondere correttamente, comunque sono stato a pochissimi di questi concerti: l’underground indipendente, anche in epoche normali, fatica a farsi vedere e sentire. Troviamo sempre meno spazi per fare musica, anche se la volontà e l’iniziativa non mancano e qualcosa di nuovo si vede sempre, ma poco rispetto a ciò che viene a chiudere. I canali di comunicazione “underground” esistono ma mi sono sempre sembrati troppo chiusi e settoriali, forse schiacciati da questa scarsità di opportunità…se penso ad “underground indipendente” mi viene da diventare nostalgico degli anni ’90