La fuga? I Club Voltaire lo sanno: “The Escape Theory”

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I Club Voltaire sorprendono.

Con questa singola frase concluderei questa recensione ma forse è meglio analizzare l’album che ha delle sonorità davvero fresche e melodiose.

Un album divertente, caldo e allo stesso tempo fresco.

The Escape Theory è uscito da poco negli store, esattamente il 13 maggio e non può assolutamente restare l^ chiuso in un cassetto per troppo tempo.

Le sonorità di questo LP sono composte da 11 tracce che si alternano tra vari mood melodici e armoniosi da sembrare addirittura quella ricerca tendente al perfettibile canzone dopo canzone.

Brani ben ritmati, ballabili, armoniosi conditi dalle voci ben alternate e mescolate del gruppo che diventano il perfetto connubio tra sonorità vintage e moderne.clubvoltaire

Inutile soffermarsi troppo ad elogiare canzoni che già da sole fanno il loro effetto, album assolutamente da ascoltare, che ti rapisce dalle prime note, che ti entra dentro senza abbandonarti.

A partire dall’introduzione, Rising Star, in 51 secondi di sola musica si comprende che stai ascoltando un opera d’arte ben dipinta e con i tratti decisi di chi sa disegnare le note.

La seconda traccia, Kindom Star, ti catapulta immediatamente nel mondo dei Club Voltaire facendosi poi seguire da There is no sound, Don’t!, Pieces of Beach, Weller, Back in time, Rendez-vous, Friday 3 am, Midnight chance, Words don’t cover senza annoiare e portando l’ascoltatore a capire che non si tratta assolutamente di un album piatto ma variegato che spazia nel brit pop di oggi senza escludere suoni meno moderni riuscendo a immettere anche note country rock e mescolando addirittura a tratti il blues.

I Club Voltaire sorprendono.

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