La forza delle idee dei The Circle

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Intervista realizzata da Angela Mingoni

1-Intanto, giusto per cominciare,chi sono i The Circle, da dove vengono, ma soprattutto dove vogliono andare.

Siamo prima di tutto cinque ragazzi che hanno passato la vita ad ascoltare musica e a suonarla. Arriviamo, musicalmente parlando, da  mondi completamente diversi, ed è forse proprio questa diversità che ci ha incuriositi e ci ha spinti ad unire le nostre esperienze in una sola band, i The Circle.
Il nostro punto di arrivo? Cerchiamo di non porci limiti riguardo a ciò che potremmo o non potremmo fare in futuro, vivendo quest’esperienza giorno per giorno. In fondo chi ci conosce lo sa, siamo dei sognatori ad occhi aperti.

2- Descriveteci il vostro sound che ha un impasto davvero interessante.

Il nostro intento è stato sempre quello di riuscire ad ottenere delle canzoni che avessero come elemento caratterizzante la bellezza della linea melodica, e insieme un suono che, pur rimanendo nell’ambito del pop rock, mantenesse un’importante affinità con il post rock di band quali Explosions in the Sky e This Will Destroy You.

3- Life in a motion- picture Soundtrack è il vostro primo album, titolo particolare, come nasce?

L’idea di questo titolo è nata e maturata durante tutto il periodo di scrittura e delle registrazioni dell’album. Ci siamo resi conto che quei dieci pezzi stavano diventando qualcosa di più. Dal mattino alla sera il nostro unico pensiero era rivolto ai nostri brani, che sono inevitabilmente diventati la colonna sonora della nostra vita in quel periodo.

4- La lavorazione è stata molto lunga, maniacale. Quindi si dovrebbe pensare che il risultato rasenti la perfezione.

“Perfetto” è un termine un po’ pretenzioso. L’attenzione ai dettagli è stata maniacale in quanto eravamo determinati nel tentativo di tradurre in musica ciò che avevamo in testa. Devo dire che non è stato sempre facile ma alla fine credo che possiamo essere soddisfatti del risultato raggiunto. Sarebbe più corretto dire che questo album è “perfetto” per noi, per ciò che siamo e per il tipo di sound che avevamo in mente durante le registrazioni.

5- Omid Jazi, tastierista live dei Verdena, ha prodotto il vostro album. Raccontateci un po’ com’ è stato lavorare con lui ed in che modo vi ha aiutati.

Beh, che dire, è stato innanzitutto un privilegio. Noi prima di tutto siamo grandi appassionati di musica e poter lavorare e interagire così da vicino con una persona che è stata un po’ un pilastro della musica indipendente italiana di questi ultimi anni, è stata per noi un’esperienza, prima di tutto formativa, molto importante.

6- Voi siete torinesi, come vedete la scena musicale della città?

Torino in questi ultimi anni è cresciuta molto, guadagnandosi un cantuccio di assoluto rilievo nel panorama alternativo italiano e non solo. Si respira un’atmosfera giovane e decisamente ben contestualizzata nello scenario europeo. Certo, se guardiamo il rovescio della medaglia, siamo comunque una città che sta ancora crescendo da questo punto di vista e nonostante ci siano grandi proposte, di occasioni e di luoghi per farsi notare se ne possono contare non moltissime.

7- Ma siete anche studenti in medicina, o meglio, Federico e Marco lo sono. Da grandi quindi cosa  volete diventare, musicisti che con il loro lavoro ci campano bene o importanti dottori?

Perchè non entrambe le cose? Siamo dell’idea che non devono essere due cose che si escludono necessariamente a vicenda. E anzi, forse una dose di creatività deve essere parte integrante del background di un buon medico.

8- Domanda di rito: prossimi impegni?

Il 25 ottobre saremo ospiti all’Astoria di Torino per il release party ufficiale di “Life in a motion-picture soundtrack”, dopodiché i mesi successivi ci vedranno impegnati in un mini-tour promozionale in tutto il nord-Italia.

In bocca al lupo per tutto e grazie per il tempo che ci avete dedicato!

https://www.youtube.com/watch?v=7k9-VrURddQ

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