La fame dei Nadàr Solo: il quarto disco

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I Nadàr Solo sono una band torinese attiva dal 2007 quando pubblica il primo disco dall’omonimo titolo. Nel novembre 2014 è uscito il loro quarto album Fame e già al primo ascolto il dato rilevante è che la linea di naturale compromesso tra certo alt. songwriting e l’indie rock sia stata (s)tracciata. L’elemento di amalgama è una efficace vena pop aiutata da una produzione allo stesso tempo scarna e radio friendly. Gli undici episodi di Fame raccontano storie di personaggi alle prese con le proprie malattie, intese in senso fisico e figurato; e allora ecco scorrere le tiepide carezze di Cara Madre, l’angoscia del singolo Io Non Volevo oppure la tensione lirica di Piano Piano Piano e della power ballad Splendida Idea.
La formula adottata e portata a compimento dai Nadàr Solo è quella di un furbo pop rock alternativo che fa a pugni con i guanti per non sporcarsi troppo: arrangiamenti scarni si ma senza rinunciare a una certa e facile levigatezza di sound. E, in barba al maschio concetto di basso-chitarra-batteria e vai di ampli, qui tutto suona moderato, perfetto, quasi depurato di un impatto violento con i watt (cosa che non avviene ad esempio con i FASK). E in ogni caso, Fame funziona. La critica alla società nascosta dietro la malattia (Ricca Provincia) innalza il livello generale dei testi che resta comunque su una meritata sufficienza; e dopo 40 minuti l’ascolto finisce con la piacevole sensazione di voler riascoltare il tutto, pur con la consapevolezza di non trovarsi di certo davanti al capolavoro della loro maturità. Ma come gli animali, gli uomini mangiano anche non solo per fame.

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