JULIAN MENTE…DICE… NON C’E’PROPRIO NIENTE DA RIDERE

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JULIAN MENTE
presentano
NON C’E’ PROPRIO NIENTE DA RIDERE
su tutti gli stores digitali

Un groviglio di suoni e parole. Parole urlate, a rappresentare plasticamente una rabbia che muove le viscere della band. Emocore, punk, noise, wave, continui cambi repentini di scenari e ritmi. Tutto questo e altro ancora per il nuovo disco di Julian Mente. Un disco talmente stratificato e puntiforme da far pensare a una band che del caos sonoro organizzato aveva fatto il suo marchio (Mars Volta). Un disco drammatico che ricorda a volte le pagine più dark de Il Teatro degli Orrori. Disco difficile al primo ascolto, da scoprire con calma.

Come definiresti con quattro aggettivi la tua/vostra musica?

Repressa. Disincantata. Severa. Vana.

Come si intitola la tua/vostra ultima fatica discografica e come è stato il percorso di produzione della stessa?

Non c’è proprio niente da ridere è il nostro terzo disco in uscita.
Venivamo da Frantumi, un vero e proprio inno alla disperazione, alle energie negative. Quello che mancava era una sorta di canalizzazione di flusso: mancava un nemico. È passato del tempo, abbiamo vissuto la quotidianità nella nostra piccola città. Nelle piccole città avvengono piccole cose ma si relazionano comunque ai grandi eventi che compaiono ogni giorno alla tv. Lo show ad ogni costo, la derisione pubblica e la noncuranza sono stati l’innesco della nostra combustione musicale. Lo stavamo pensando tutti noi: ora basta, non c’è proprio niente da ridere. I brani sono nati uno dopo l’altro, collegati dallo stesso concetto che non ha mai perso forza. Un’idea unica, limpida, diretta, potente. Tutti i brani sono stati composti a casa e arrangiati in sala prove, è stato un lavoro lungo ma leggero, meraviglioso.

Se ti chiedessi quanta gente “mi porti” ad un tuo concerto, come reagiresti?

Sarebbe naturale sentirsi offesi. L’analisi lucida poi ti porta a capire le logiche dei locali, comprendere la loro difficoltà nel trovare equilibrio tra cultura e conti da pagare. Un format navigato porta più gente dei Julian mente ma colpire al cuore anche solo una persona che ti sta ascoltando non ha prezzo. Le band emergenti devono sognare una rivoluzione culturale dove ci saranno vittime e la vittoria non è certa ma il divertimento è nella battaglia.

Quanto sono importanti i social per la tua/vostra musica?

Che piacciano o meno sono importanti. Sono un veicolo pubblicitario di portata planetaria e a costo zero quindi ignorarli sarebbe da incoscienti. La difficoltà è nel creare contenuti quotidiani interessanti per non finire nel flusso inesorabile dello scorrimento verticale.

A quanti concerti di musica di altri artisti indie sei stato negli ultimi sei mesi e cosa ne pensi dell’underground indipendente?

Andiamo a vedere tantissimi concerti, di tantissimi musicisti tutti diversi nei generi. Abbiamo sempre preferito la componente dal vivo degli artisti perché è quello il luogo in cui chi suona può connettersi al pubblico che lo ascolta. Ogni concerto, ogni proiezione, ogni suono che abbiamo vissuto lo abbiamo assorbito e poi riversato nei nostri brani, cercando di adattarlo alle nostre sensazioni.
Siamo orgogliosi della scena underground indipendente, ci sono tante storie che meritano di essere raccontate e noi vorremmo essere una di queste.

Grazie per lo spazio concessoci. Vi salutiamo ricordando a tutti i vostri lettori che possono trovare Non c’è proprio niente da ridere su tutti le principali piattaforme digitali (iTunes, Spotify, ecc) dal 10 Ottobre. Tra pochi giorni il nostro primo singolo sarà pubblicato sul nostro canale ufficiale Youtube. Ci vediamo su facebook.com/julianmente ma soprattutto ospiti ai nostri concerti. Alla prossima. Sempre vostri, Julian mente.