Intervista e recensione a Brusio !!!

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Brusio – Epidurale

Brusio canta, scrive le sue canzoni o alla peggio fa sue quelle di altri. È foto-fobico e in quanto tale non sopporta le luci della ribalta. Non ha alcuna pretesa artistica, se non quella di arrivare a chi deve arrivare… Non gli piacciono le etichette, i complimenti e ancor più parlare di sé (specialmente in terza persona).

Qui parliamo di Epidurale, suo EP auto-prodotto, eseguito, scritto e/o interpretato da se stesso con la partecipazione di Marino “Målima” Peiretti (chitarra), Silvia Ballinari (coro, fisarmonica) e Jacopo De Motoli (violoncello). Questo ep offre elettronica sperimentale che si fonde con il cantautorato italiano.

Brusio è una one man band che mira a rappresentare paesaggi sonori nei quali il nero è il tema dominante, paesaggi sonori dove arrivano anche sprazzi di luce aurea. In Brusio troviamo oscure realtà metropolitane che suscitano ansia e sgomento, oscure realtà metropolitane che hanno il sapore dell’onirico e del surreale. Le sue suggestioni dark si imprimono sulla nostra anima come segni indelebili. Brusio intende conquistare un pubblico selezionato, un pubblico che ama la profondità, un pubblico di sognatori da incantare e da liberare dalle catene della materia.

Talvolta questo artista sembra portarci in “fabbriche abbandonate”(La citta dell’abbandono), talvolta ci porta in “notti fredde” dove fare l’amore per scaldarsi(Soli si muore – Patrick Samson cover): sia le fabbriche abbandonate che le notti fredde sono metafora di un mondo alquanto glaciale ed insensibile, un mondo dove il calore umano sembra introvabile. La sua “città dell’abbandono” è il mondo in cui siamo abbandonati ogni giorno nella nostra solitudine postmoderna.

Infatti, con Brusio possiamo anche fare conoscenza con il vuoto abissale della post-modernità(Procrastinatosi – The Unsense cover) rappresentato con tanta audacia e maestria da questo artista, un vuoto a tratti terrificante ed agghiacciante.

Epidurale

pubblicazione: 24 settembre 2016

etichetta: autoprodotto

Mixato e Masterizzato da Marino “Målima” Peiretti. Prodotto da Marino “Målima” Peiretti e Brusio.

genere: elettronica sperimentale/cantautorato

Track list:

1. N.B.

2. Caro amico(Mauro Pelosi cover)

3. La citta dell’abbandono

4. Soli si muore(Patrick Samson cover)

5. Il cavallo del suo esser troia

6. Procrastinatosi(The Unsense cover)

Spotify: Brusio

 

 

 

Intervista:

Come prendono forma le tue canzoni e i tuoi testi?

Solitamente scrivo prima i testi avendo già un’idea precisa circa la metrica e la melodia, mentre la musica viene da sé.

Come è nato il tuo Ep “Epidurale”?

Epidurale nasce dalla necessità di un riscatto. Dopo l’ennesima situazione sentimentale fallimentare, ho deciso che era tempo di riprendere in mano la musica in totale libertà, senza prendere ordini da nessuno se non da me stesso. Le sue sonorità sono il risultato della mia schizofrenia musicale realizzate con strumenti perlopiù economici (a parte il MicroBrute) e/o marci (uno su tutti lo Stylophone Beatbox) e/o improbabili (come una vecchia radiolina acquistata ad un mercatino delle pulci) arricchite ovviamente dagli strumenti (chitarra, fisarmonica e violoncello) dei miei preziosi collaboratori: Marino “Målima” Peiretti (già co-produttore), Silvia Ballinari e Jacopo De Motoli che non smetterò mai di ringraziare.

Cosa troviamo in questo tuo Ep?

Come direbbe lo psicologo che mi fece il test di Rorschach: “Un senso di vuoto interiore” aggiungendo inoltre, per indorare la pillola: “…Ed una spiccata creatività”, ma questo non spetta a me dirlo.

Il tuo Ep è alquanto dark..cosa puoi dire a riguardo?

Innanzitutto, grazie! Per quanto io sia “allergico” alle etichette lo prendo come un complimento, anche se non credo di meritarlo… Il brano che forse più si avvicina a questa definizione è la mia versione di “Procrastinatosi”; un pezzo che a causa della stima che nutro nei confronti di Samuele, cantante dei The Unsense, mi ha impegnato parecchio. Per quel brano mi sono ispirato molto ai Dead Can Dance, a Nico (anche se non avendo l’armonium mi sono dovuto accontentare di un organo Bontempi) a Miro Sassolini e a Fausto Rossi (aka Faust’O).

Perchè le cover di Mauro Pelosi, Patrick Samson e The Unsense? Perchè proprio loro?

L’idea iniziale era di fare una “morganata”, ovvero rifare tutto “La stagione per morire” di Pelosi come fece Morgan con “Non al denaro non all’amore né al cielo” di De André, ma sarebbe stato troppo impegnativo. Non conoscevo, devo ammetterlo, “Soli si muore” di Patrick Samson. Ricordavo giusto Crimson & Closer rifatta da Joan Jett & the Blackhearts, ma è stata la versione italiana di Teho Teardo con Blixa Bargeld ad ispirarmi a tal punto da desiderare di farla mia. Inizialmente anch’io avevo usato le chitarre, ma suonavano così male (per non dire di merda) che con Marino “Målima” Peiretti abbiamo deciso di toglierle definitivamente giocando con la ritmica realizzata con una Casio SK-1. Il risultato, a parer mio, è una sorta di preghiera in acido su una distopica Radio Maria. L’idea di una cover dei The Unsense, invece, è nata quasi per scherzo ad una cena prima di un loro concerto. Ho scelto questi tre pezzi perché mi ci sono visto dentro. Addirittura qualcuno credeva che “Soli si muore” fosse un mio inedito e ho detto tutto.

Abbiamo notato tante influenze musicali. Come riesci a fondere tutto?

Qui il merito va a Marino “Målima” Peiretti e alla sua magia in fase di mixaggio.

Quali sono gli ultimi album che hai ascoltato?

“La settimana nichilista” e “L’Età ingrata” di Grammo di Soma.

Se vogliamo trovare delle novità su di te ci puoi dare dei riferimenti?

Certamente! Cercando “Brusio” su Spotify.

Un appello ai nostri lettori…

Mi appello alla vostra clemenza.