Intervista ad Andrea Di Maria che racconta il ’60 Riddim

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Ciao Andrea, perché l’idea di fondare l’etichetta discografica Rising Time Production e perché questo nome?

Rising Time Production nasce innanzitutto per un’esigenza personale e cioè fondere l’esperienza di otto anni come musicista, con la mia formazione universitaria: nel 2005 ho conseguito una laurea in economia aziendale.

Sono convinto che la qualità e professionalità degli artisti italiani abbia raggiunto un livello più che importante; a mio parere c’è però una forte carenza di figure professionali che riescano a dare valore e riconoscimento, anche economico, ai sacrifici degli artisti. Rising Time Production si pone come obiettivo quello di unire in una etichetta tutte queste figure professionali con l’intento di seguire un prodotto artistico dalla sua nascita fino alla sua finalizzazione e conseguente promozione e distribuzione. Per realizzare questo obiettivo mi avvalgo della collaborazione di grafici, fotografi, produttori video, agenzie di promozione, sounds; tutti questi collaboratori sono rigorosamente realtà di piccoli e giovani imprenditori vogliosi di mettere a frutto le proprie competenze, nonostante il contesto italiano poco favorevole.

Tutti questi intenti si racchiudono nella scelta del nome dell’etichetta, che letteralmente si traduce con “ tempo di rinascita”

Il primo lavoro è il “’60 Riddim”, una necessità di iniziare proprio dalle radici…

Il ’60 riddim è il primo lavoro dell’etichetta e per tale motivo abbiamo proposto un brano alquanto atipico in termini di suono e produzione. Il riddim è stato interamente registrato in studio in collaborazione con la Beska Roots e il Key One studio di Milano. Il primo lavoro volevo partisse dalle origini e avesse un suono piu’ old. Per i lavori futuri naturalmente proporremo un suono piu’ odierno e al passo con le nuove tecnologie.

Gli artisti che hanno partecipato a questo primo progetto sono Sista Namely, Andy Mittoo e Beska Roots, la scelta è stata casuale o dettata da motivazioni precise?

La scelta è avvenuta in modo al quanto naturale. Per la sua natura armonica e la sua struttura il brano richiedeva la presenza di artisti provvisti di doti canore in senso tradizionale. Sista Namely, Andy Mitto e Beska Roots sicuramente avevano le giuste caratteristiche per l’intento preposto.

Con te c’è Elena Lombardo, perché la scelta di collaborare con lei?

Il progetto nasce anche con l’intento di promuovere e sostenere le altre realtà presenti sul territorio italiano. Elena si occupa di gestire una pagina facebook e una sezione magazine del sito in cui cerca di dare risalto ai lavori made in italy. L’amore per questa musica è a 360° e costruire una rete con tutte le altre realtà presenti sul territorio lo riteniamo di particolare importanza.

Elena è da tantissimi anni appassionata di musica reggae e ha voluto mettere le sue competenze a disposizione del progetto.

Da qualche tempo si è appassionata dell’arte del dj e della selezione e grazie alla collaborazione con il Lion Pow Sound presto sarà possibile vederla in giro a selezionare buona musica.

Oltre a valido produttore sei anche un grande musicista…

Da circa otto anni collaboro con svariate realtà del territorio italiano; questo mi ha permesso di condividere palchi con artisti nostrani e internazionali di grande fama:

Apres La Classe, Bunna, Raphael, Beenie Man, Steel Pulse, General Levy per citarne alcuni.

Suonare dal vivo e produrre sono due cose estremamente diverse, comunque due sfaccettature della stessa medaglia.