Intervista a Franz per scoprire il suo cantautorato orchestrale

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-Ciao Franz, dopo diverse peripezie e vicissitudini ci troviamo finalmente a parlare del tuo primo singolo da solista, “Settembre”, che pur essendo uscito ormai prima dell’estate ci ha davvero conquistati e non potevamo non parlarne qui, in attesa di poter ascoltare l’intero album . “Settembre” è un brano intenso che porta indietro nel tempo e proietta anche all’interno de “Il deserto dei Tartari” di Buzzati. Da cosa è scaturita l’idea per questo pezzo?

Ciao e grazie per questa intervista!

L’idea nasce proprio dal libro di Buzzati: è stato ed è tutt’ora uno dei miei libri preferiti. Ho tentato di rendere in musica l’atmosfera sospesa e surreale del romanzo. Ho la possibilità meravigliosa di suonare con una piccola orchestra e l’avere a disposizione timbri così diversi mi ha permesso di trasformare quelle immagini a me tanto care in un una canzone.

-Sei l’autore anche del videoclip che lo accompagna. In che modo le immagini seguono ed enfatizzano la musica della canzone?

Il videoclip traspone in uno scenario più vicino al nostro quotidiano l’alienante attesa della vita militare della Fortezza Bastiani descritta da Buzzati. Ho voluto però spostare il set in un ufficio, in un “non” luogo sospeso nello spazio e nel tempo. Ho avuto la fortuna di trovare il posto perfetto ad un passo dal mio studio nei campi brianzoli.

-Quanto è stata lunga la gestazione di un progetto così corposo e articolato e quali sono stati gli ostacoli maggiori?

In realtà la gestazione è stata relativamente breve: scrivere e orchestrare per questo organico mi viene piuttosto naturale (mi chiedessi di scrivere trap ci metterei molto di più con risultati molto più scadenti…)

Ho anche la fortuna di aver trovato quasi immediatamente i musicisti che mi seguono in questa avventura. Certo, riuscire a trovarsi tutti è complicatino (siamo in nove…) ma il piacere di suonare dal vivo con questo organico compensa tutti gli sforzi.

-“Settembre” è un brano molto diverso rispetto a quanto hai composto in precedenza con la tua band, i 7marzo. A cominciare dall’organico strumentale, che come dicevi tu appunto qui è una piccola orchestra di nove elementi e nei 7marzo invece è una rockband, fino al vero e proprio approccio compositivo, che con i 7marzo era più vicino al mondo del rock mentre con questo brano solista è a metà strada tra cantautorato e musica orchestrale. Ma c’è un fil-rouge che secondo te lega le tue diverse produzioni?

Secondo me lo spirito è molto rock, anche in questo progetto.

L’idea era di riuscire ad avere lo stesso tiro e la stessa potenza senza usare strumenti elettrici. Certo le possibilità espressive con così tanti e diversi strumenti sono maggiori, ma i 7marzo rimangono una parte importantissima della mia vita musicale.

-Il tuo primo album da solista dovrebbe uscire ormai a breve. Vuoi parlarcene? Si tratterà di un concept o saranno brani a se stanti?

Saranno tutti brani a sé stanti, anche se mi rendo conto che nello scrivere queste canzoni l’approccio è simile: in quasi tutti i pezzi racconto delle brevi storie che immediatamente suggeriscono delle immagini.

Probabilmente aver lavorato tanto per il video e amando molto la musica per film è il modo che mi viene più naturale per raccontare il mio punto di vista sulle cose.

-Il tuo set live solista comprende anche pezzi dei 7marzo o magari proponi qualche cover di altri artisti?

Quest’estate ho cominciato a presentare il nuovo disco. Per i 7marzo ci sarà da aspettare ancora un po’, come dicevo sono due progetti che hanno vita indipendente, ma stiamo finendo il secondo disco e non vedo l’ora di suonare dal vivo anche con loro :)

Probabilmente nel set solista proporremo qualche cover ma non le ho ancora decise… Vi farò sapere :)

-Qual è secondo te il ruolo dell’arte e in particolare della musica all’interno della società moderna?

La musica è una forma di comunicazione, forse la più diretta. Per me scrivere canzoni è un po’ una necessità, forse proprio perché è il modo migliore che ho per raccontarmi. Ma credo che sia una necessità di tutti, artisti e non, raccontarsi e riconoscersi come esseri umani accomunati dalla medesima condizione, dagli stessi desideri e dalle stesse paure. Forse è solo un modo per sentirsi più vicini.

-Quali sono gli artisti/autori che meglio incarnano questa tua idea di arte e di musica?

Battiato, Conte, De Andrè, Guccini ma anche Silvestri, Fabi, Brunori, la lista è lunghissima. Diciamo tutti quelli che prendono sul serio il fare musica, che non vuol dire essere pedanti e barbosi ma avere qualcosa da dire, crederci ed essere quindi credibili.

-Che ne pensi delle radio più note e seguite a livello nazionale e della loro programmazione, nelle quali ti è capitato di affacciarti sia con i 7marzo (ricordiamo ad esempio Radio Deejay) che con questo tuo nuovo brano (per il quale sei stato anche a Radio Popolare Network)?

Beh ci sono delle grosse differenze tra una radio come Deejay e radio Popolare :) in generale le radio mainstream passano solo (o quasi) pezzi già noti di artisti famosi e quasi sempre super pop. Musica che fa grandi numeri, soprattutto tra i giovanissimi e che quasi sempre è di “consumo”.

Altre radio (come anche radio Popolare) hanno più libertà nel fare una programmazione diversa nei generi e nelle tematiche.

-Possiamo vederti dal vivo nell’immediato futuro? Facci sapere come aggiornarci sulle tue date live.

Adesso siamo in studio, l’uscita del disco è prevista per fine dicembre/inizio gennaio, poi porteremo in giro i pezzi. Per avere aggiornamenti buttate un occhio a facebook: https://www.facebook.com/franzrivaofficial/, ma non stateci troppo né! Uscite a vedere i concerti :)

-Lo faremo! Grazie per la piacevole chiacchierata.

Grazie a voi! A presto!

Aris Senese