INIGO E IL SUO “FINTO” TERZO DISCO D’ESORDIO

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INIGO
“Terzo disco d’esordio”
Etichetta; Interbeat
Distribuzione; Egea

Archiviata l’esperienza “Inigo & Grigiolimpido”, Inigo (all’anagrafe Inigo Giancaspro), cantautore e compositore pugliese diplomato al C.E.T. di Mogol , che nell’ottobre 2015 si è classificato primo ad Area Sanremo con il brano Di me e di te, ora ritorna in scena con il suo primo album da solista. La produzione artistica è curata da Inigo stesso e dal suo chitarrista (Emanuele De Lucia). Ne viene fuori un disco meno elettrico e più acustico, i brani sono un po’ più “nudi” di quelli precedenti, e questo rappresenta sicuramente un cambio di rotta. La continuità rispetto al passato è comunque rappresentata
Come definiresti con quattro aggettivi la tua musica?
Viscerale, contemporanea, essenziale ed esistenziale.
Come si intitola la tua ultima fatica discografica e come è stato il percorso di produzione della stessa?
L’album si intitola “Terzo disco d’esordio”, tutta la fase di pre-produzione io e il mio chitarrista l’abbiamo fatta in casa con i mezzi
che avevamo, abbiamo lavorato con molta calma a dei brani che avevo scritto in un lasso di tempo abbastanza ampio, non
ci siamo dati scadenze… a parte “Di me e di te” la track n.7 della quale ho presentato il provino ad Area Sanremo nel 2015 e con
la quale mi son ritrovato alla finale di Sanremo Giovani… da lì ci siamo presi un anno per registrare il disco e poi siamo usciti
con un brano per volta fino all’uscita del disco lo scorso 19 Marzo.
Se ti chiedessi quanta gente “mi porti” ad un tuo concerto, come reagiresti?
Ti risponderei che non faccio il PR e che se la gente devo portarla io il concerto lo organizzo a casa mia.
Quanto sono importanti i social per la tua musica?
Sono importanti perché rappresentano un mezzo di condivisione, non è che ci sia una grande alternativa di diffusione pertanto
credo che in questo momento siano fondamentali e mi costa dirlo perché in realtà non li amo però non posso ignorarne l’utilità.
A quanti concerti di musica di altri artisti indie sei stato negli ultimi sei mesi e cosa ne pensi dell’underground indipendente?
Negli ultimi sei mesi pochissimi, forse uno, Giorgio Poi, negli ultimi anni invece diversi: Calcutta, Carnesi, Dimartino,
Motta… Dente e Brunori SAS diverse volte, soprattutto agli inizi… la scenda “indie” la vedo bene, gli artisti che ho appena citato
più altri tipo Canova e Thegiornalisti, che sono quelli con un linguaggio più vicino al mio, credo abbiano rotto i confini tra l'”indie”
e il “pop” e questa cosa per me è positiva… non tutto ciò che è di nicchia è bello e non tutto ciò che è popolare fa schifo,
quindi va bene così.