Il Salotto di Malcom: Walamaghe

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Tempo perso in radure di neve e in quelle di città. Luce di neon che mi piace tantissimo. Industrializzazione di quartiere si, decisamente si, ma non di quelle notturne. Aria aperta, anche se tra i palazzi e nei cortili, aria aperta e solitudine espressiva della vita fatta e rilasciata in forma canzone. Il nuovo (anzi il primo) Ep di Walamaghe – da anni in scena al servizio della musica con altri progetti e progetti non suoi (come il grande Cisco in tour). Cantautore di origine Somala, naturalizzato italiano da parte di qualche ceppo familiare. Ma sicuramente artista, cantautore. Si intitola “Come i pesci” questo disco, 5 inediti di musica pop elettronica italiana decisamente ispirata, visionaria, voci doppie e doppi sensi, metafore di vita per dare immagini alla vita. Perché non solo gli amanti di cui parla, ma tutti siamo come pesci, c’è chi nuota per dovere programmatico, chi invece sa di farlo per compiacimento d’altri. I pesci che adoro sono quelli che navigano ad istinto. E so che Walamaghe la pensaesattamente così:

Parto citando “ALFONSO”, il video che uscirà a luglio. Oggi presentiamo il teaser. Si vede la protagonista con un amico immaginario realizzato col cartone. Solitudine raccontata o solitudine provata? Chi è Alfonso?
Inizio col dire che non amo particolarmente i Clip in cui il testo del brano é didascalicamente legato alle immagini. Preferisco che la musica faccia semplicemente da colonna sonora perciò il video di “Alfonso” va in una direzione mentre il testo va in un altra anche se non si può parlare propriamente di “direzioni diverse”. La solitudine che emerge é legata al fatto di avere al proprio fianco una persona assente. Si ha l’impressione di non vivere davvero i momenti importanti di felicità e di tristezza perché non ci si sente capiti, appoggiati o semplicemente ascoltati.
Per quanto riguarda il testo invece la faccenda é diversa: la canzone parla di un senso di colpa mal riposto che non ci consente di apprezzare i momenti felici. Alfonso é quell’amico che riesce di quando in quando a far sparire quel senso di colpa portando una ventata di freschezza e delle “risposte facili” in un clima di domande complicate.

Elettronica protagonista in ogni istante. Come mai? Soluzione comoda per i musicisti o soluzione contemporanea per gli innovativi?
Da musicista di impronta “analogica” per me l’elettronica é stata una scelta non priva di complicazioni! Devo ammettere che passare da strumenti suonati a produzioni basate sui sample, sul beat making e su tutto quello che ha a che fare col mondo digitale mi ha impegnato e non poco. E’ stata una scelta dettata dalla mia indole volta allo sperimentare. Sento la necessità di saltare di genere in genere continuamente. Dopotutto credo che il confrontarsi con musiche nuove (almeno per me) e l’approcciare metodi di lavoro differenti non possa che arricchire una produzione musicale.

“Come i Pesci”. Un Ep fresco di pubblicazione. Se ancora far musica ha un senso, che senso racconta secondo te oggi un EP? Io ricordo quando si vendevano ancora i cd dei singoli…
Quello dell’EP é stato un suggerimento che ho accettato di buon grado. Credo che oggi un EP rappresenti una scelta più prudente quando si esordisce con un nuovo progetto. Avevo brani sufficienti per un album intero ma ho preferito darmi il tempo di capire se andavano tutti nella direzione giusta e soprattutto quale fosse questa direzione.
Non ho fretta. In passato ne ho avuta fin troppa e ho preso strade sbagliate.
Forse questo é il punto. In un momento storico musicale in cui si corre come criceti in una ruota per non perdersi neanche un secondo prendersi il tempo necessario per maturare é una cosa rara.
Io voglio concedermi il tempo di pensarci su e far crescere il mio EP fino a farlo diventare un disco.

Walamaghe. Somalia. Italia. E poi cos’altro c’è in questo disco?
C’é tanto passato, tanto futuro ma soprattutto c’é il momento presente a far da spartiacque tra i rimpianti e le speranze.
E’ un disco che é una fotografia, anzi é un selfie con tutte le connotazioni positive e negative che questa definizione si porta dietro.

Visioni di mare, di infinito, di poco tangibile. Ti piace lasciare al tuo pubblico spazi aperti dove correre con la fantasia? Non pensi che qualcuno possa correre in luoghi proibiti (in altre parole che potrebbe interpretare male quel che racconti)?
Le suggestioni mi interessano più di qualsiasi altra cosa e credo che le canzoni abbiano il meraviglioso potere di mutare.
Ben vengano le libere interpretazioni, ben vengano i fraintendimenti. Per me vuol dire una cosa, per lei un altra. Tutte le interpretazioni sono legittime. E’ il mio modo di vivere la musica e non solo quella che faccio, anche quella che ascolto.

Industriale. Antropologico. Visionario. Metallico. Digitale. Intimo. Cittadino. Ascolto il tuo disco e di getto ho scritto questi aggettivi. Condivi? No? Cosa ti senti di aggiungere?
Condivido totalmente, anzi, alcuni aggettivi mi fanno pensare che questo EP infondo non l’ho capito appieno nemmeno io. Soprattutto l’aggettivo “cittadino”. Devi sapere che nel corso della realizzazione dell’album io mi sono trasferito da un paesino di campagna in provincia di Modena al centro della città stessa e probabilmente questo ha influito sulla stesura finale del lavoro. A questo punto mi sento di ringraziarti per avermi fatto vedere il mio lavoro dalla tua prospettiva!

A luglio l’uscita del suo primo video di cui abbiamo un estratto a mo’ di teaser. Il primo estratto è proprio “Alfonso”. E noi ce lo gustiamo, con un amico immaginario, tirando il fiato e facendo incetta di energia per andare oltre…per incontrare la storia e la parola di Walamaghe.