Il Salotto di Malcom: The Ties And The Lies

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Spirito libero delle radio libere e del mondo da scovare dietro la porta di casa assuefatti di alcool e puzza di cemento. On The road con la vita di questi bolognesi che dall’Italia prendono solo il gusto per il buon cibo e poi volano altrove, Inghilterra, America, New Mexico fino alla città di Truth Or Consequences. Buon rock, buon grunge di tipo domestico, buon southern confort che fa sempre bene soprattutto ora che arriva l’inverno. Buon “pop” d’oltremanica, di quello che cantavano i Guns. Sono i The Ties And The Lies e il loro nuovo disco che esce oggi si lancia con il video “Home is where the heart is”, un po’ troppo lungo forse per essere un signolone italiano, ma decisamente piantato su strada. Levo dalle pareti quella puzza di classicismo nostrano e penso a godermi del buon whisky di stagione e una profumata sensazione di quel vintage che da noi ha segnato la mia e la vostra adolescenza. Tracce forti di fortissimi nomi…forse tutto troppo forte…due chiacchiere alla scoperta di questo “Truth or Consequences”

Musica internazionale. Questo perché Bologna vi va stretta? O vorreste che Bologna sia come il resto del mondo?
Bologna non ci sta stretta, assolutamente, anche se la curiosità, la voglia di viaggiare e di esplorare è tanta. Bologna è casa, ma il mondo ha tanto da offrire e certamente, almeno musicalmente parlando, proveniamo più da un background inglese e americano che italiano.

E quindi dalla provincia, voi che ormai siete al terzo disco, si può andare oltre o si deve andare oltre? In altre parole si può incontrare il mondo stando seduti a casa?
La provincia per noi non ha connotati negativi: non veniamo dalla città anche se per ragioni di lavoro o di famiglia ci siamo trasferiti qui. La nostra sala prove rimane in un fabbricato in mezzo alla campagna della bassa emiliana, uno di quei posti che ha ancora la ghiaia al posto dell’asfalto per arrivare alla porta d’ingresso. Ogni luogo, in fondo, è un punto di partenza, senza che per forza questo abbia un’accezione negativa. La musica ci ha dato la passione di girare tanto, di fare un sacco di chilometri e di conoscere tanta gente, e questo è un grande regalo. Poi certo, Internet ha accorciato le distanze, almeno per la comunicazione e per la musica digitale, ma un furgone carico di strumenti rimane sempre qualcosa di difficile da battere.

Perché si sceglie di fare musica non italiana secondo voi? Cosa vi ha spinto a cercare Truth of Consequences nel New Mexico?
Noi facciamo musica non italiana perchè, purtroppo o per fortuna, abbiamo ascoltato molta più musica inglese di quanto non abbiamo ascoltato musica italiana. Non è una scelta o men che meno una questione di snobismo o cose del genere. È semplicemente una questione di naturalezza, di come ti sembrano più semplici le cose, di lasciarsi un po’ trasportare.

Dai Guns n Roses ai più moderni e pop Train. Ispirazioni per questo nuovo disco?
Tante, come sempre, tutte diverse. Fortunatamente abbiamo quattro tipi di ascolti molto diversi fra di noi, che sfociano in discussioni eterne sulla musica da tenere nello stereo in viaggio. Dai Kings of Leon ai Mallory Knox, dagli Who ai Kula Shaker è difficile dire cosa ci abbia ispirato di più a livello di sonorità. In questo senso, più che altro, Truth Or Consequences è stato ispirato più dai colori, dalle atmosfere e dai paesaggi che da questo o quel gruppo: è un disco americano più a livello visivo che acustico.

Da BTB ad oggi. La prima grande rivoluzione?
Behind The Barricade era un disco molto diverso a livello emotivo: è strano perchè oggi, guardandolo in prospettiva, lo capisco più di allora. C’era un peso dentro di noi che in qualche modo dovevamo buttare fuori, qualcosa che ci dovevamo togliere dal petto. Già dal titolo, ma magari sto sovrainterpretando, era come se lo stessimo scrivendo per espiare qualcosa, per trovare un cambiamento. E allora sì, penso non sia sbagliato dire che da allora ad oggi i Ties abbiano rivoluzionato molto il loro mondo, musicalmente ma anche come persone. Truth or Consequences è un disco più libero, più sincero, più consapevole.

Sprigionando sensazioni positive li guardo lasciare il vecchio palazzo di questo vecchio quartiere, li osservo dal balcone con la ringhiera in ferro battuto e metto a cuocere questo singolo e questo video che già dal titolo la dice lunga. Buona vita ai The Ties And The Lies