Il Salotto di Malcom: REDH

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Giovane e nuova voce della scena indie romana e non solo. E quanti gli avranno detto che sulle prime, esteticamente, rammenta un giovane De Gregori? Accettiamo la sfida… ma non è questo il punto e poi, artisticamente parlando, della vecchia scuola della canzone d’autore qui c’è poco e niente. Forse quel gusto trasparente con cui si cercano visioni e rappresentazioni… forse la sobrietà e l’idea buona al momento giusto. Lascio comunque appese alle pareti le litografie dei grandi maestro ai quali anche un giovane artista come Matteo Pasqualone deve comunque riferirsi e sa di dover rendere grazie. Si fa chiamare in arte REDH e ci regala un EP di 6 scritti inediti di cui “Torneremo” è il titolo del tutto come del brano che lancia in rete… e l’elettronica comunque resta la cifra stilistica di questa scena indie, non si smentisce e qui potremmo aprire conversazioni etiche ed estetiche lunghe una vita. Ci abbiamo provato con REDH, che canta una vita dal piglio metropolitano e dai contorni adolescenziali… ci abbiamo provato ma a quanto pare non è un uomo di lunghe parole e di conversazioni copiose. Sono tematiche che ci premono parecchio… apro le porte di questo salotto a REDH e mi perdo come fossi sotto una pioggia autunnale ascoltando il retrogusto di questo primo Ep di Matteo Pasqualone.

Benvenuto nella scena indie italiana. Dicci la verità: hai trovato quel che ti aspettavi?

Ho trovato più che altro ciò che cercavo, ovvero dei palchi su cui esprimere la mia musica.

Romano, cantautore… figlio, anzi nipote di una grandissima scuola. Cosa hai preso dai grandi della tua città?

Lo spunto e l’esempio dai “grandi” c’è sempre, ma poi quando ho carta e penna davanti a me siamo io e le mie idee. Più spesso di quanto si pensi, l’esempio di un cantautore viene proprio da se stesso.

Trovi comunque che oggi ci siano dei punti di contatto tra la loro musica e questa nuova scena elettronica?

Direi di si, è tutto nuovo è vero, in special modo il contesto sonoro, ma spesso tanto è stato già detto in passato.

A proposito: REDH e l’elettronica. Che rapporto esiste e che forma ha? Invasiva, determinante o semplice corredo?

L’elettronica nella mia musica è il punto di contatto tra me e il pubblico: amo vedere la gente ballare, nonostante alcuni pezzi abbiano uno sfondo malinconico. Ma è proprio questo il bello, l’elettronica è un il lieto fine di uno mio pezzo.

Un Ep per cominciare… e il disco ufficiale? Secondo te ha ancora senso parlare di dischi?

Al disco ci penso poco ancora, ma arriverà. In ogni cosa che si fa, se dietro vi è una storia, un racconto, delle emozioni, il senso di cui parli c’è sempre, ed è sempre apprezzabile

Dalla rete pesco la title track e il suo bellissimo video scritto e diretto da Valerio Desirò e devo dire che questa voce, che questa modulazione melodica, che questo scrivere ha fatto centro in tante cose. Di sicuro, come direbbero i discografici, questo è un brano che ha la personalità forte per funzionare…