Il Salotto di Malcom: NUDi

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Bentornati sulle frequenze di RadioTweet Magazine. Estate di sole e di speranze ma soprattutto estate di crisi. E contro la crisi ho fatto incetta di dischi e di sensazioni tanto da vomitarne rabbia e delusioni. Come a dire che ciò che si canta non è poi tanto la realtà che si decanta ne quella che si vive. Torno nel mio rifugio, spolvero mobili e tendaggi e verso da bere al primo ospite di questa nuova stagione: NUDi. Di lui si conosce poco se non spulciando tra le righe della stampa. Un altro esempio di POP italiano e non c’è altro da dire. Non un disco che faccia impazzire, certo, ma di sicuro si avrebbe bisogno di genuinità e semplicità come leggo scritto su di lui in molte pubblicazioni uscite. Sole e terra di origine, bambini, quieto vivere nell’impeto di un’ambizione che da sale e forza alla banalità quotidiana. L’Italia fa bella musica e ce lo stiamo scordando tirando le fila dietro a fantocci che urlano alla rivoluzione. Poco male. Dovremmo tornare a lezione di camminata lasciando corse e biciclette da una parte. Scopro NUDi, mi scopro nudo davanti a questa tanto decantata semplicità. E non è poco…

In un’Italia di tanto POP condito in mille modi. Cosa ti spinge a vestire questi panni piuttosto che scenari del tutto inaspettati?
Io credo che non ci sia il bisogno di inventare per forza qualcosa di nuovo, bensì di rendere nuovo quello che già c’è, con leggiadra naturalezza e fresca inventiva, faticosa ricerca e intelligente innovazione. Quindi w il pop con i motivi cosiddetti orecchiabili, ma w il pop dove i motivi popolari sono svelati da strutture e armonie sempre audaci e intriganti, innovative e intelligenti.

Musica industriale o musica emozionale? La prima vende. La seconda resta per i cultori. NUDi dove punta il dito per cercare casa? Esistono le vie di mezzo?
La vera ricetta, secondo me, è scrivere “industriale” ed “emozionale” allo stesso tempo, è questo il vero connubio, la sfida che mi si addice di più. Infatti, il mio disco ricerca la melodia piacevole e spensierata “industriale”, propria della canzone tradizionale italiana, unitamente ad una visione eclettica e innovativa della struttura e dei contenuti, e dunque “emozionale”. Questi ingredienti sono capaci di sfornare un prodotto fresco e allo stesso tempo bello, senza voler meravigliare con effetti speciali, ma stupendo nella sua semplice e spontanea ricerca d’innovazione.

L’amore torna prepotente e protagonista nel tuo disco. Come mai non parli di Crisi e di Politica? Ormai sembra essere un tema ricorrente quello del disagio sociale…
Parlo dell’amore perché tutti fanno finta di parlare d’altro, ed io che sono NUDi, l’artista dalla N al contrario, ho il compito di riportare al centro ciò di cui tutti sembrano poter fare a meno, il motore del mondo (quello che gira senza bruciare petrolio), quello che và senza sprecare risorse, se non quelle del cuore: l’amore.
L’amore vero è gratis, è concreto, è reale, ed è il punto di partenza per una società che si trova allo sbando. L’amore che celebro, ovviamente, è l’amore a 360 gradi. È l’amore tra uomo e donna, quello tra padri e figli, l’amore per noi stessi, quello per gli amici, per il mondo, e poi quello più importante, l’amore di colui che l’ha inventato l’amore: Dio. Ecco perché, credo, di essere più io ad interessarmi della società e delle sue crisi, perché parlo dell’amore e parte da qui. Una società che sa amare, saprà affrontare ogni problema con coraggio e determinazione, non sarà certo una società che eliminerà il dolore o i problemi, ma certamente sarà una società capace di non arrendersi perché sa dove dirige il suo cammino. Pertanto: PEACE&LOVE!!!
Scavando nel disco, troviamo comunque, due brani che toccano i problemi sociali, come il lavoro e l’inquinamento senza ritegno, che l’uomo attua senza scrupoli: “La storia di Precario Impertinente” e “La ninna nanna dell’Uomo Nero. Voglio darvene ora un’illustrazione poiché molto carine:
“La storia di Precario Impertinente”. Storia di uno sfortunato signore che vive avvolto dai mille comuni problemi di ogni giorno: bollette, tasse e lavoro precario. Egli decide di scrivere al Ministro, ma quale…??? Boh??? Uno qualsiasi, tanto i risultati non cambieranno di molto. Ovviamente, da parte dello Stato, non arriva risposta alcuna, e il signor Precario Impertinente (questo il suo nome stereotipato, poichè è lui che sembra essere l’impertinente nei confronti dello Stato) decide di togliersi la vita e muore. Ecco allora, che per tragica ironia della sorte, lo Stato e il Ministero accolgono la sua richiesta, e decidono di mandargli una lettera di assunzione a tempo indeterminato. Arriva pertanto, nel paesino di Precario Impertinente, il preposto del Ministero, recando in mano la tanto agognata lettera, e informato del tragico accaduto, senza batter ciglio, si dirige al cimitero per consegnare il documento di persona… Trovata la tomba, il preposto, ormai in veste di un neo Ponzio Pilato, attacca la lettera alla lapide, proprio dove c’è la foto di Precario Impertinente con: “…sguardo un po’ imbranato, intelligente, eternamente assente…”.
“La ninna nanna dell’Uomo Nero”, altra grandissima e geniale intuizione di NUDi, che con un ormai consolidato esperimento del cambio strutturale della canzone classica, riporta alla memoria quella che era la minaccia intimidatrice più invocata dalle mamme e dalle nonne, nei confronti dei loro bambini monelli: “… Arriva l’UOMO NERO!!!…”. L’espediente era atto a quietare un pò gli animi dei bimbi, che cadevano immediatamente in preda al terrore. A questo punto però, r un problema: l’Uomo Nero, invocato ultimamente da qualche mamma, dopo essere arrivato, tutto tirato, più brutto e cattivo del solito, pronto a divorare pargoli e bambini, trova un mondo così cattivo e diverso da quello di qualche tempo fa (problemi di inquinamento, traffico di organi e di armi, droga e petrolio, malasanità e imbroglio, e tutto il resto) che viene travolto da una sorta di paura mista a terrore, e rinuncia al suo vecchio mestiere di far paura, e scappa via con la Befana.

Parliamo di ispirazione: dall’Italia cosa hai rapito? E dal resto del mondo?
Dall’Italia sono stato rapito da tutto quello che è natura, arte, letteratura, musica e cucina, a 360 gradi. Vivo in Italia e amo l’Italia, terra di Santi e di poeti, qui ho carpito e rapito l’eccezionalità dei nostri cantautori classici e anche moderni, ma certamente sono stato nutrito anche dal “resto del mondo” con pastina e Beatles, biscottini di Queen, latte e Michael Jackson, o con verdurine e passati di Elton John e Bee Gees, e per finire con delle macedonie di Bruce Springsteen… davvero prodotti super nutrienti e di prima scelta.

Mi incuriosisce molto questo tema ricorrente nello scrivere i nomi. Maiuscole e Minuscole assieme. Che rappresenta?
Scrivere maiuscole e minuscole, senza una costante alternanza e senza una logica, indicano per me varietà, instabilità, diversità e proporzione artistica. Molte volte cambio e ricambio l’alternanza delle lettere maiuscole e minuscole, o ne metto 2 vicine in maiuscolo e viceversa, perché poi, quando guardo la parola deve essere anche bella da vedere e non solo significante, ma dunque ricca di significato, anche artistico. Inoltre, per me, un insieme di parole non deve essere come un esercito schierato che deve marciare univocamente e senza sbavature, verso una direzione stabilita, ma al contrario, amo la diversità, che è ricchezza complementare, l’instabilità, che desta meraviglia, la varietà, che permette di colorare il mondo con più sfumature, e la proporzione artistica, che spesso coincide con il bello, ma non sempre con ciò che è esatto o apparentemente efficace.

Tempo al Tempo NUDi. Tempo di maturare e di scrivere, nuove canzoni…i successi personali sono ben altra storia da raggiungere. E di questi tempi sono armi affilate contro la crisi. Il suo video di lancio da il titolo al disco: “LAmiaFAVOLA+BELLA”. Per il resto è salita da fare a pieni polmoni…