Il Salotto di Malcom: NEWDRESS

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Che meraviglia gli anni ’90 amici di Malcom. Io avevo l’età buona per andare alle università. E che bello quel retrogusto di notte che c’è dietro le luci glitterate e il suono digitale che si consuma dietro la saliva del desiderio. E dai bresciani NEWDRESS arriva tutto questo e tanto altro ancora… laddove il suono diviene pop, americano, sexy e affine alle tendenze sociali. Sociali appunto… il nuovo disco è “LEIcontroLEI”, dove dentro ci troviamo solo ed esclusivamente donne, con il loro corpo, il loro sesso, la loro pazzia e la loro genialità. Storia, politica, omicidi ma anche arte e cultura… passato e futuro… ecologia e scienze acquisite. Che disco amici di Malcom… suona come deve suonare la New Wave tanto cara a Garbo, patron di questa Discipline Records che li conduce per mano. E io verso cocktail di lunga durata.

Brindiamo alla faccia di chi dice che il rock è morto. Quanto meno le sue derive digitali godono di buona salute. Secondo voi perché?

RISPONDE STEFANO – Una volta l’elettronica era un genere oggi è una necessità dettata dai tempi e dal budget. Si è sempre pensato che per fare rock servisse la batteria acustica, oggi sono tantissimi i gruppi che per fare prima utilizzano software per programmare le batterie con suoni acustici campionati, non è più rock? Penso che preferirebbero anche loro fare “alla vecchia” ma con quali costi? Sicuramente non è musica elettronica ma utilizza l’elettronica.
Io ho cominciato con i sintetizzatori analogici, i sequencer e le drum machine, spesso senza il MIDI ma con il CV GATE… un delirio. Ma quella era musica elettronica… entravi dentro il synth e diventavi parti di lui con tutti gli errori che potevano nascere, oggi parliamo di COMPUTER MUSIC, dove trovi tutto già pronto ed assembli a gusto personale. Spesso il risultato è ottimo, ma in ogni caso mi sembra si stia andando verso una musica sempre più uniforme.

Cerchiamo di far tacere il becero pop. La forma canzone del bel canto però resiste sempre… e questo come lo spiegate? Visto che anche voi la usate molto, almeno nella struttura…


RISPONDE STEFANO – Negli ultimi anni era passata l’idea che cantare “bene” fosse un problema, che il bel campo togliesse valore emozionale alle canzoni, pensando alle arie della lirica da cui sono poi nate le canzoni “pop” non credo sia proprio così, secondo me è sempre stata una scusa per giustificare chi non sapeva cantare, o non voleva applicarsi per imparare. Chissà come mai un cantante può essere stonato, un batterista può essere fuori tempo ( ma ci mettono l’anima) ma un basso e una chitarra se sono scordati fanno cagare ( scusate il francesismo ).
Io nonostante sapevo avrei intrapreso una strada diversa, e iniziando la mia carriera musicale come tastierista ed “elettronico” ho spinto e avuto la fortuna di studiare canto 5 anni con il maestro Maurizio Zappatini che oggi è ritenuto uno dei migliori esperti per quanto riguarda l’uso della voce ( maestro storico di Francesco Renga, Elisa, Ligabue, Nek, ecc.) che non vuol dire che ti farà diventare un grande cantante ma ti fa prendere coscienza della tua voce.
Con il Rap e la Trap la voce è stata totalmente messa da parte anzi probabilmente l’autotune ha reso “gestibile” situazioni che sarebbero inascoltabili, ma credo che la voce sarà sempre importante per toccare le corde giuste ed emozionare chi ascolta.

Un disco sociale. Non un concept anche se ne avrebbe le caratteristiche… ma una lunga fotografia sociale. Cosa ne è venuto fuori? Avete lasciato spazio per la denuncia?

RISPONDE JORDAN – Scrivere canzoni non banali è cosa difficile e per farlo ho (Jordan) necessariamente bisogno di un input che mi aiuti nel-la fase creativa, cerco sempre un filo conduttore che poi diventa il tema del concept.
In quest’epoca moderna dove ancora spesso e volentieri la donna è bistrattata, sottomessa, derisa sotto molto aspetti , ho deciso di celebrarla andando controcorrente, da qui nasce la scelta di focalizzarmi per questo disco sul mondo femminile, narrando le gesta di alcune delle donne più significative della storia; il tutto senza escludere un confronto narrativo con le moderne vocazioni del gentil sesso.
Ho comunque scelto di parlare di donne “positive” o “negative” quindi non necessariamente di buoni esempi da seguire, così come nella vita di tutti i giorni abbiamo a che fare con donne “buone” o “cattive”. In particolar modo nel titolo, nella copertina e nella title track il riferimento è a Lilith e Eva. Il primordiale scontro fra donne, le due mogli di Adamo, l’una spavalda e rivoluzionaria l’altra remissiva e sottomessa. Chi vincerà? Quali donne moderne si rispecchiano in Lilith e quali in Eva? Madri, mogli, figlie, un legame forte le accomuna e le tiene unite nelle gioie e nei dolori ma per fortuna ognuna di esse ha sempre in borsa un fiero sorriso da mostrare anche nei momenti peggiori.
L’unico brano che “denuncia” veramente qualcosa è “Pallida” di cui vi parlerò fra qualche domanda.

Raccontateci della grafica di copertina. Anche questa è assai particolare…

RISPONDE JORDAN – Brescia è una città florida musicalmente ma anche a livello prettamente artistico e fra i tanti esponenti dell’arte illustrativa spicca Giulia Rosa una giovane disegnatrice che dedica i suo lavori, spesso provocatori, per lo più al mondo femminile, di recente ha pubblicato un libro illustrato sulla performer Marina Abramović.
Per questo disco volevamo un art work vivace e variopinto, in netto contrasto con il bianco e nero del precedente album “Falso Negativo” a sottolineare la scelta fatta per questo lavoro: sdrammatizzare tematiche pesanti e difficili da raccontare in canzoni. Parlando di donne abbiamo quindi pensato di rivolgerci a Giulia chiedendole un art work variopinto e risolutore ma allo stesso tempo provocatore.
Ecco quindi la copertina in cui le due LEI si sfidano, si sfiorano, si accarezzano in un vortice di metaforiche serpi colorate.
Giulia ha poi creato un’illustrazione per ogni canzone costruendo un libretto multicolor e accattivante, a questo punto ci siamo resi conto che una nostra fotografia avrebbe stonato parecchio quindi le abbiamo affidato anche il compito di disegnarci.
Il risultato finale è una bomba colorata pronta a scoppiarvi fra le mani.
Invitiamo tutti i lettori ad andare alla sua mostra “Amore Mio Illuminato” che si terrà a Vicenza presso la Fondazione Vignato  dal 29 Novembre al 31 Gennaio, dove troverete esposte le tavole del suo nuovo libro e alcune sue opere personali.

E per chiudere parliamo del video che lanceremo a seguire. Le donne sono belle anche nelle loro mutazioni…
RISPONDE JORDAN – “Pallida” nasce in concomitanza alla candidatura della paladina LGBT Elizabeth Warren alle primarie statunitensi del 2020 contro Trump e dalla necessità di dare una scossa all’attuale situazione culturale italiana in merito a una realtà omosessuale ancora troppo discriminata. La problematica relazione di una coppia è il veicolo, all’apparenza banale, usato per denunciare le difficoltà affrontate da una donna nel percorso verso il suo coming out, il segreto da lei conservato è la fonte di ogni diverbio che la coppia deve risolvere e per fortuna lei lo risolve rivelando la sua vera identità, è questa la sua vittoria.

Non tutti abbiamo la capacità e la volontà di fare il nostro coming-out di qualsiasi natura sia, di rivelare se stessi alla società moderna sempre più bisognosa di “personaggi” perfetti, belli e inattaccabili e invece bisognerebbe fare come la protagonista del video, sbattersene di tutto e tutti per essere se stessi con i propri pregi e difetti, ci aiuterebbe a vivere meglio e ad avere una società più reale.
Il tema è forte, spesso si confonde la libertà di essere con la libertà di fare sesso. Spesso chi non accetta le coppie omosessuali si concentra solo sul lato “fisico” della cosa, si baciano, chissà cosa fanno…realtà che dovrebbero essere ormai superate (retaggio della cultura cattolica che ha creato non pochi “problemi” agli adolescenti). Noi abbiamo fotografato una situazione che sempre più diventerà ricorrente nella nostra società. Tante coppie si sono messe insieme 20/30 anni fa quando dichiarare la propria omosessualità era difficile, e ora che i tempi sono cambiati si sentono pronti per una nuova vita con tutto quello che comporta. La nostra canzone descrive questo “passaggio” mettendosi dei panni di chi deve rivelare il segreto e di chi deve comprendere che non si tratta di un “tradimento”. Meglio una relazione “falsa” a vita o capirsi e proseguire il rapporto in piena sincerità?

Dalla rete prendo in prestito questo singolo di lancio. “Pallida” suona come una bandiera all’emancipazione, alla trasformazione… all’essere se stessi prima di essere per gli altri. Suona bene la New Wave italiana…