Il Salotto di Malcom: Michele Cristoforetti

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Ci scusiamo innanzitutto per il ritardo di questa pubblicazione che di norma puntuali accade tutti i Giovedì alle 11,30. E lamentarsi dei disagi per la neve dopo quello che la neve ha prodotto in altri luoghi direi che sarebbe quantomeno inopportuno. Riapriamo dunque il Salotto di Malcom con un giorno di ritardo e, facendo finta che sia tutto come sempre, (santo dovere delle volte aiuta a far finta di…) tiriamo avanti continuando a parlare di musica. La musica di Malcom…che di sano POP italico ne abbiamo trovato, nel bene e nel male. Ma oggi Michele Cristoforetti mi lascia ascoltare il suo nuovo lavoro dal titolo “Muoviti”. Non è che mi faccia impazzire ma quello che sottolineo e che in qualche modo mi ha fatto drizzare le antenne è una personalità che vien fuori con una semplicità quasi invisibile. Un velo leggero di malinconia e quei difetti di forma a macchiare l’estetica di una forma canzone ormai inflazionata in lungo e in largo. Eppure quello di Michele Cristoforetti, cantante e cantautore trentino, è un pop che non mi ha lasciato così tanto indifferente…l’apice dello stile conforme alla regola prova ad ottenerlo nel singolo in cui ospita Maurizio Solieri. E anche li, che ci crediate o no, proprio non ci riesce ad essere a pieno omologato alla regola dell’arte.

Da più parti la critica, trattando del tuo disco, parla di POP ma non nei cliché standard. Dalla parte dell’autore…tu come la vedi?
I miei ascolti, letture e vita “vissuta” degli ultimi 10 anni, di standard hanno respirato veramente poco…
Restando alla musica, ho legato profondamente con quella d’autore italiana, reputandola piuttosto appagante per me e per la mia vocazione musicale.
Insieme a quest’atmosfera, arrivo da un lungo percorso con il mio storico gruppo “Kascade” tra rock ed hard rock, che quindi si intreccia alle linee melodiche e morbide che i poeti della canzone italiana mi hanno da sempre sussurrato. Non avendo mai ascoltato nulla di prettamente pop, se non in radio, credo di aver portato dei contenuti all’interno di questo disco, che, sapendoli cogliere, possono dire molto riguardo la mia estrazione musicale e sulla storia che porto con me.

Dicci la verità: Solieri è stato un colpo grosso per dare il contentino ai media? Che noi, banalmente come avrai notato, ci nutriamo di queste cose…
Solieri è stato un gioco tra me ed con il mio gruppo. Scherzando sulla mia fresca composizione estiva, così essenziale e simbolista, il giovane chitarrista della mia band scherzava sul fatto che un assolo di Maurizio Solieri potrebbe aver coronato una mia produzione tanto discussa e dalle opinioni contrastanti tra di noi…
La sera mandai una mail a Maurizio mandando uno screenshot al chitarrista, dimostrandogli la mia assoluta follia nel cercare realmente di contattare il re della chitarra elettrica in Italia.
La risposta di Solieri mi arrivò il giorno di Pasqua e fu fantastico!! Anche per il solo fatto che si fosse degnato di rispondere…
Da qua abbiamo iniziato a prendere contatti e il sogno si è avverato! Sicuramente la mia spontaneità ha contribuito a convincere Maurizio, non lo so… esperienza per tutti noi incredibile. Non ho pensato a voi onestamente…ma, a quanto pare, vi siete divertiti un bel po’!

Ed invece trovo rispondente quel lieve e sottile velcro di nostalgia e pudore che dalla tua voce e dalle melodie esce fuori…come mai?
La nostalgia nasce da sentimenti contrastanti tra il mio stato originario e quello che ora sono, quindi nelle mie canzoni, soprattutto quando entro in atmosfere mie e particolarmente intime, non mi voglio né fermare, né fingere e quindi essere quel che sto descrivendo o narrando. Il pudore non è un mio atteggiamento naturale, quindi tanto meno musicale, per quanto mi riguarda.
Il mio modo di pormi potrebbe essere frainteso in questo caso; non è pudore, ma la mia espressione, tutto qua.

Parafrasando un tuo pezzo ed il suo significato ti chiedo: andresti mai a vivere a Cuba? In altre parole: anche tu in fuga dall’Italia?
In “Sigaro Cubano” voglio rendere l’idea di come semplicemente si possa raggiungere la felicità vera, estraniandosi da quelli che sono i miraggi futuri che vengono imposti da media e simili.
Quindi, rispondendo alla vostra domanda, non sono assolutamente in fuga dall’Italia, pur pensando a Cuba come uno dei miei mondi preferiti. La magia sta proprio nel gustarmi le giuste dosi che mi permettono di vederlo sempre con questi occhi.

Dentro questo “Muoviti” c’è un’esortazione o una speranza? In qualche modo ti stai incitando?
La title track del disco esprime il mio richiamo alla passione e dedizione verso quel che si crede veramente. Spesso dietro lamentele, si nascondono invece scuse per giustificare insuccessi o mancanze. Invito quindi all’onestà verso se stessi, alla caparbietà verso le proprie vocazioni, siano esse professionali, artistiche o di qualsiasi altro genere e all’avere il coraggio di portare avanti, anche incoscientemente, il progetto al quale si crede. Mi rivolgo in particolar modo ai ragazzi delle nuove generazioni dicendo loro di mordere il più forte possibile la vita.

Oppure è un bel “Muoviti” a questo paese?
Hai centrato perfettamente, è proprio un bel “Muoviti” al nostro paese, il quale credo ne abbia assolutamente bisogno.

Chiudiamo con una saggia analisi: fare un disco, essere un cantante…che significato e che responsabilità hai affidato a tutto questo? Oggi in Italia poi…
Non parlerei di responsabilità, esprimendo nella mia musica perlopiù situazioni personali o sociali. Lo vedo appunto più come un “bisogno” molto personale, senza nessun “devo”. In Italia, come in qualsiasi altro paese, il fine più onesto della propria musica è quello di arrivare a chi, in qualche modo, vive una condizione, idea o esperienza parallela alla propria.

Maurizio Solieri certo che ha fatto la sua figura e la degna differenza. Ma ne aveva davvero bisogno? Italia si e Italia no…citando Elio, mai per una volta è tutta nostra la colpa. Abitudini e immagini. E questo pop firmato da Michele Cristoforetti ha quel quid in più che in fondo manca un po’ a destra e un po’ a manca…eh si…qualcosa spesso manca…ci spariamo il singolo ESTIVO (che di caldo ne abbiamo bisogno) con la pregevole chitarra di Mr. Solieri. Avanti tutta!!!