Il Salotto di Malcom: MEZZALIBBRA

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Giovanissime energie qui dal vostro Malcom di periferia. Un salotto che ad oggi si colora di quel pop nostalgico delle trame blues americane. E la voce di Davide Corneli non certo nasconde gli ascolti e le tendenze… lui che si fa chiamare MEZZALIBBRA esce allo scoperto dalla sua di provincia con un brano dal titolo “Cometa”. Ed è speranza ed è rivoluzione a suo modo. Una produzione composta e dedita alle discipline pop del genere anche se ormai, obesi di trasgressione come siamo, è come se avessimo perduto l’abitudine alla normalità. E il nostro MEZZALIBRRA la celebra con gusto e semplicità. Dunque lascio entrare un giovane artista che sembra aver le idee ben chiare… e chissà perché quest’occhio malconcio di trucco dietro la sua faccia acqua e sapone…

Benvenuto in questo salotto virtuale. Partiamo parlando di POP. Siamo italiani in fondo. Cos’è per te?

Grazie mille per l’invito. Per Pop si intende musica popolare nel senso stretto del termine. Nel mio caso si tratta della maniera più fluida di trasmettere un messaggio o un’emozione con delle sonorità, diciamo, “familiari”. 

Che poi la produzione artistica è di Cristiano Romanelli degli UMMO che abbiamo ampiamente ospitato in questo salotto. Eppure per lui il pop aveva – come dire – provenienze “aliene”… strano si sia contenuto così tanto nelle trame comuni…

Intanto approfitto per salutarlo e ringraziarlo per in continuo aiuto, nutro grande rispetto nei suoi confronti. Diciamo che abbiamo voluto tenere fede all’idea iniziale senza stravolgerla troppo. Si è “adattato” all’idea di partenza e abbiamo lavorato molto bene insieme. E‘ un grande musicista, lui come tutti gli UMMO.

Guardiamoci attorno. La scena indie di oggi. Cosa c’è di nuovo e cosa sta davvero mettendo a dura prova la cultura e la bellezza secondo te?

Ci sono, a mio avviso, sia note positive sia note negative. L’Indie in realtà come genere non esiste, è semplicemente un modus operandi che prevede l’autofinanziamento e l’indipendenza, appunto, della produzione di un prodotto. Trovo questo concetto molto lodevole! Non seguire dei canoni imposti per fare arte è una forma forte di ribellione che deve essere incentivata! D’altro canto, qui in Italia, Indie è inteso come Pop travestito da qualcosa di alternativo… A volte funziona, a volte proprio no.

Oggi abbiamo tutti una fame di apparire. Vogliamo esserci ovunque. Perché secondo te?

Come giustamente dice Willie Peyote nella sua canzone „Catalogo“, facciamo parte di un catalogo e siamo noi stessi a vendere il prodotto. Purtroppo è così. I social network ci stanno condizionando e c’è una sorta di competizione virtuale nella quale tutti vogliono emergere ed apparire migliori degli altri. Ma l’apparenza non serve a niente se non c’è l’essere. Essere qualcosa o qualcuno, con i propri sogni, le proprie idee, il proprio esistere.

È facile far sembrare di essere qualcosa dietro uno schermo, bisogna essere veri nella vita vera. È quella la parte difficile.

E tu come rispondi a questa necessità? In fondo siamo qui a fare un’intervista…

Rispondo anche con il singolo che ho pubblicato. Bisogna prendere il volo senza guardare giù. Ci sarà sempre quel qualcuno che ti criticherà, giudicherà o semplicemente sarà invidioso di ciò che sei. Quindi tanto vale fregarsene ed andare avanti essendo sè stessi, senza vergognarsi e senza nascondersi dietro qualcosa che non ci rappresenta per paura di non essere „socialmente conformi“.

Arriverà un disco dopo questo primo singolo?

Spero il prima Possibile. Adesso con la band (che saluto e ringrazio) sto lavorando sodo per  creare un sound efficace. Stiamo lavorando bene e stiamo crescendo molto, sono davvero soddisfatto. Quando avremo bene inquadrato la strada da seguire si potrà pensare a qualcosa di più grande. Non vedo l’ora! Ma nel frattempo bisogna vestirsi di umiltà e lavorare, siamo molto motivati.

E dalla rete prendo questo video che trasuda provincia, come anche quel certo gusto anni ’90 di pensare al pop da vedere nelle televisioni commerciali. La regia di Giulio Tolli, la produzione artistica di Cristiano Romanelli… e poi tutto il resto che ha molto di ingenuo ma ci piace per quella semplicità che ormai, come dicevo per la trasgressione, abbiamo smesso di aspettarci. Ci vuole sempre qualcuno o qualcosa che rammenti le origini…