Il Salotto di Malcom: Margherita Zanin

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America!!!!!!!!!!!! Si faceva a gara sulla nave a chi primo riuscisse a vedere il volto della grande statua…America!!!!!! Eh beh…levate due ruffianate italiane, il disco della Zanin è un gran disco ed io non potevo che levare il cappello, stendere il tappeto migliore, far di polvere sugli scaffali e mettermi il vestito buono per oggi che ho ospite proprio Margherita Zanin e questo esordio che…beh signori…provare per credere. Due ruffianate dico (non me ne vogliate, ero ironico…) ma perchè sono gli unici due brani in italiano e diciamocela tutta: cara Zanin, visti i risultati direi che l’italiano non le dona affatto. A parte la cover di De Gregori che va beh, quella è bella anche se la canti in cinese e con le cornamuse rotte, ma il singolo “Piove” bello si ma proprio nulla a che fare con il resto del disco…che sa in tutto e per tutto di America. Blues fin dentro i cassetti della nonna…

Anima Blues…con tanto di pop e qualche reminiscenza di soul. Ma non ti hanno annoiato le etichette?
Ho sempre cercato di raccontare la mia storia senza troppe etichette ma ormai è impossibile evitare le etichettature. La musica ha subito moltissime influenze da sempre è così anche io mi sono auto influenzata di conseguenza ai miei ascolti che sono molto vari; come dici tu dal blues al rock, dal soul al pop, dalla musica italiana d’autore alla musica sperimentale.

Ma di la verità: ce le abbiamo solo noi italiani queste maledette etichette?
No, noi crediamo di sì perché siamo sempre stati indietro con i tempi rispetto a tante altre nazioni come gli States, la Germania o l’Inghilterra.
Io penso che tutti i grandi si siano lasciati influenzare positivamente da infiniti e svariati generi predominanti; così succede anche per noi giovani, nuove leve del futuro.

Francesco De Gregori: ma secondo te l’ha sentita la tua versione di “Generale”?
Questa è una bella domanda. Questo progetto ha avuto la produzione artistica di Roberto Costa, bassista storico del grandissimo Lucio Dalla; lui per primo conosce molto bene tutto il gruppo dei grandi cantautori è così, conosce anche molto bene il grande Francesco De Gregori. Penso che gli sia arrivata notizia è che abbia ascoltato ma un po’ per il suo impegno ed un po’ per mia paura.. preferisco non fare troppe domande. È sempre un grande rischio interpretare grandi pezzi della storia della musica ma penso che sia giusto dare sempre una propria interpretazione, soprattutto quando si sa cosa si sta cantando e quando si sa il vero significato che l’autore originale voleva dare al brano.
Bisogna sempre cercare di rispettare molto gli autori ma sono anche convinta sia giusto dare spazio ai giovani che continuano ad amare quelli che sono stati i grandi cult della musica italiana in questi anni.

Che poi dicci la verità: cover a parte, ma il singolo “Piove” non sembra poco azzeccarci con il resto del disco?
Io credo che sia giusto dare idea delle varie sfumature che incorniciano un creativo. Piove mi appartiene molto e racconta la Margherita dopo Londra, con trasparenza e semplicità.

E a tutti i tuoi “colleghi” della scena indie che per moda sanno stonare come pochi e poi dicono che sono sfumature d’arte? Tu cosa rispondi?
Io non giudico mai negativamente il lavoro degli altri. Per me la musica e l’arte devono essere flussi liberi e così, di libera interpretazione e di libero sfogo; sicuramente mi fa più arrabbiare chi non riesce a sbloccare la paura e quindi chi non riesce ad esprimersi liberamente. È una cosa davvero troppo importante nella vita e soprattutto in un periodo storico come questo dove non si può più comunicare così liberamente le proprie idee e le proprie emozioni sinceramente senza filtri.

E in ultimo lasciami sottolineare la bellissima “Joe’s Blues”: ma quanto ti piacerebbe vivere così? Oppure è davvero una canzone “autobiografica”?
Sicuramente mi piacerebbe vivere in modo molto più libero la mia vita. Joe’s Blues è un blues storto e non strutturato come in origine era il genere, radice di tutti gli altri generi che mi piacciono. Sicuramente è un pezzo molto sincero perché parlo di una persona a me molto cara e che ha sicuramente influenzato la resa di questo progetto. Joe’s Blues parla dell’amore senza limiti verso nuove terre inesplorate, desiderio comune di cambiare aria e vedere cosa succede nel mondo; parla del viaggio. Viaggio di vita, viaggio nella musica, viaggio con l’amore o per amore.

E come da copione italico si lancia alla critica…il singolo italiano. Un video appena depresso dalle tonalità scure, un po’ come tutto il mood del disco che ha un velo di apatia e di introspettiva tristezza. Beh però amici di Malcom, un conto sono i depressi on the road della grande America e un conto sono i melanconici filosofi della nostra provincia. Detto questo: le femminucce in questo salotto raramente ci mettono piede, ma quando lo fanno lasciano un segno tangibile. E “Zanin” è un disco di quelli che non dovreste lasciar passare così tanti facilmente…