Il Salotto di Malcom: Marco Negri

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Sovversivo e sicuramente ricco di personalità. Ci piace così. Decisamente ci piace così. Quando un artista siede davanti domande scomode e non ha peli sulla lingua per sfoggiare la sua vena che pulsa di filosofia, vita vissuta e musica che gira. E noi lo celebriamo a pieno. Marco Negri entra in questo salotto dalla porta principale e ci regala l’ascolto di un disco assai interessante dal titolo “Il mondo secondo Marco”. La spiegazione di tutto non è nel banale percepire dell’estetica ma, come accade di rado nel pubblico, la necessità di addentrarsi oltre i meccanismi di una semplice canzone e pescare con dedizione e cultura quelle che sono le chiavi di lettura di una poetica sonora, di una produzione, di scelte artistiche che, come in questo caso, sono scelte di vita. Marco Negri lo sa, lo dimostra ed eccoci a raccontarvi un disco attraverso domande insidiose come nello stile di Malcom. Per la prima volta qualcuno che mi mette a posto come si deve. E noi lo celebriamo così. Benvenuto: apro una bottiglia di buon rum.

Di sicuro sovversivo e trasgressivo. Di sicuro non è la forma canzone classica il tuo forte, anzi. Da dove nasce questo progetto?
La mia priorità è la comunicazione, e cercare forme espressive in grado di arrivare al cuore della gente e suscitare emozioni, pensieri, riflessioni.
il mio progetto nasce proprio da questo. Ho composto pezzi non molto classici e tradizionali in cui l’originalità dei testi e delle melodie la fanno da padroni.
Voglio raccontarmi, da qui il titolo dell’album “Il mondo secondo Marco” che spiega la mia personalissima visione delle cose.

All’indomani dei 20 dalla scomparsa di Lucio Battisti voglio girarti una delle tante polemiche che gli venivano mosse. Estetica e Arte. Anche tu, in questo disco, sei poco attento all’estetica. Di certo l’intonazione o quel certo occhio alla precisione della produzione e della resa non sembrano essere grandi priorità. Quindi sono curioso di conoscere il tuo punto di vista…
Trovo sinceramente un po’ banale questa premessa. Battisti è e rimarrà sempre un grande. Ha scritto pezzi immortali che cantano perfino le nuove generazioni. Lucio se ne è altamente fregato dell’intonazione, ha sempre favorito l’espressività ed è questo alla fine ciò che conta. L’importante non è il contenuto ma il modo con cui si comunica. Fatico sinceramente a comprendere la tua domanda. Parli di intonazione e di un occhio poco attento alla resa. Sono cose completamente diverse come certo ben sai. Non sono qui per il “bel canto”, l’Italia è piena di ugole d’oro, però in quanto alla resa ti assicuro che ho lavorato minuziosamente e duramente insieme ad un arrangiatore di indubbia bravura.

Dietro questo disco anche un video assai in stile… gran fascino e seduzione. Quanto conta la bellezza per te?
La bellezza, non necessariamente legata alla figura femminile è fondamentale. A chi non piace circondarsi di “cose” belle?
Nel mio video sono stato affiancato da una donna appariscente che non rispecchia certamente i classici canoni della bellezza ma che rappresenta il frutto proibito. Il più delle volte non è l’oggetto del nostro desiderio a muoverci ma il processo che si innesca in noi a tenerci sulle spine.

E dal rock targato Ligabue, che cosa hai rubato e cosa hai rivisto e corretto?
Stimo Ligabue così come tanti altri cantanti italiani ma siamo due mondi completamente diversi, le cosiddette rette parallele.
Lascio ad altri la nobile arte della copiatura.

Prossimo video?
Il prossimo video è incantiere. non voglio svelare troppi dettagli perché mi piace l’effetto sorpresa.
Vi anticipo solo che pur mantenendo gli stessi registi, sarà totalmente diverso.

Dalla rete pesco la seduzione e il bel pop rock italiano di “Doroty”. Direi che nel video c’è tutto quel che occorre per decifrare “Il mondo di Marco”. Punto e a capo.