Il Salotto di Malcom: Manuel Rinaldi

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Rock. Dalle periferiE di Radiofreccia alle taverne cantautorali della via Emilia. Dagli stilemi pop delle radio pettinate ai sapori rock dei primi veramente incazzati. In questo Salotto c’è puzza di ruggine e di ferro ma anche quel male alle ossa di quando stai camminando su strada ormai da troppo tempo. L’ho conosciuto per caso e mi sembra davvero che ne valga la pena. Il rock di Manuel Rinaldi non chiede permesso, per flebili tratti somiglia a quello di Nek – almeno quando vuol fare il buon – ma poi lascia da parte tutte le etiche e fa decisamente come gli pare. Il nuovo video poi, la dice lunga sul tema che lega assieme tutte le canzoni e sull’imprinting purtroppo già ben codificato da mille altre star del passato. Ma importa a qualcuno? Quando l’energia è sincera, Manuel Rinaldi risponde:

Manuel Rinaldi. Meglio ora come cantautore rock che come front man dei Pupilla?
Con i Pupilla ho ricordi fantastici, mi sono divertito e ho suonato tanto. Nello stesso tempo ho patito il fatto dello scoglimento della band su cui avevo riposto parte della mia vita ma, doveva andare così per lasciare spazio a Manuel Rinaldi. Oggi sono io che decido tutto quanto e la responsabilità è mia di ciò che accade, è una bella prova questa che sto attraversando. Mi sono messo in gioco e l’ho fatto esclusivamente con le mie mani, sono soddisfatto dei traguardi raggiunti ma c’è ancora parecchio da fare.

Quanta denuncia e quanta rabbia hai dentro? Più che un disco sembra un avvertimento…sbaglio?
Rimane pur sempre un disco. Ho riportato in canzoni quello che provavo nei momenti in cui le ho scritte. “Faccio quello che mi pare” vuole raccontare e evidenziare alcuni concetti che oggi credo siano andati completamente perduti. Sì sono arrabbiato per come girano le cose in questo momento, per come il sistema ci manipola, sono deluso e nello stesso tempo ho paura che le cose le cose a stento possano cambiare…quindi faccio quello cheti pare e dico quello che mi pare con la faccia che mi pare, almeno un giorno non avrò il rimpianto di dire se avessi fatto…

Ma secondo te è giusto fare quello che ci pare? Sempre? O quali sono i limiti?
Una volta che hai fatto quello che ti pare sei a posto prima di tutto con te stesso e poi anche con gli altri se ti assumi le responsabilità di quello che hai fatto. Devi scegliere se farti condizionare o ascoltare te stesso. Noi sappiamo sempre quello che vogliamo, solo che spesso le contaminazioni esterne ci condizionano e facciamo quello che dobbiamo e non quello che vogliamo. Nessuno ci impone le decisioni, non c’è nessuno che ci punta un pistola alla testa e dice :” adesso scegli”. Perciò in teoria, fino a quel punto non ci dovrebbero essere limiti nel fare quello che vuoi.

Voce al popolo. Incondizionatamente. Tu che parli spesso di social e di avatar. La democrazia ha anche queste forme. Quindi è giusta la democrazia o è sbagliato il significato che gli abbiamo appiccicato addosso?
La democrazia è giusta sempre se viene applicata per quello che dovrebbe essere realmente. Purtroppo si parla tanto di democrazia ma è una democrazia che stringe l’occhio all’utopia, è un bluff. Come quella che viene blasonata nel nostro paese che, dovrebbe essere democratico ma che di democratico ha bene poco…ma questo è un altro discorso che rischierebbe di sfociare nel politico e non mi piace intromettere certi argomenti quando si parla di musica. Comunque viva la democrazia se sappiamo applicarla al vero significato che le si attribuisce.

Star bene al mondo: tutti problemi derivanti da paranoie o semplicemente è una semplicità di vita che viene a mancare?
È una semplicità di vita che viene a mancare perché chiunque potrebbe “star bene al mondo” solo che siamo troppo impegnati a rincorrere una felicità virtuale che non arriverà mai. Le nostre paranoie, le difficoltà, i problemi crescono col crescere della mancanza di rapporti sociali. Quando parlo di rapporti sociali intendo quelli reali non i social network…si sta più tempo a rincorrere un “like” su Facebook che a guardare ciò che accade fuori dalla finestra. Poi, ci mancherebbe, non è tutto qui, io non ho la suzione in tasca, dico però che gli aneddoti ce li abbiamo tutti sotto gli occhi ma siamo troppo impegnati a dimostrare prima di essere.

Ma dicci la verità: dietro il suono di chitarra elettrica che cosa c’è?
C’è un uomo che vive di passione per la musica e di realtà. Un uomo a cui piacerebbe vedere le “sfide” ad armi pari. Un uomo che vorrebbe vivere in un paese in cui la legge è uguale per tutti, in cui il rispetto, la lealtà e la democrazia sono i punti saldi di un’ etica di vita. Un uomo che ne ha piene le palle di questi Talent show…basta vi prego chiudeteli!!!

Si intitola “Lo Stato dei Soldi” questo nuovo singolo di lancio…questo nuovo video…alzate il volume e restate a guardare. Il resto è storia da scrivere…