Il Salotto di Malcom: Le Rivoltelle

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Finalmente signori!!!!!!!! Finalmente!!!! Quando il mio salottino può godere dell’energia del rock classico che quasi quasi a tratti diventa pop (sono un tradizionalista di antiche letterature, lo confesso) e quando finalmente scardiniamo questo maschilismo che regna trasparente dietro un velo di ipocrita emancipazione, io non mi sento bene…mi sento BENISSIMO!!! Benvenute a Le Rivoltelle, benvenute alle 4 No Blondes italiane, benvenute a chi in qualche misura ha coniugato la classica letteratura rock in un pop italiano. Un nuovo disco dal titolo “Play e Replay” che mette in scena proprio questo dimostrando competenza e semplicità: grandi canzoni della cultura leggera italiana, da Buscaglione a Faber con una chiusa assai straordinaria con l’orchestrale “Fratello Sole e Sorella Luna”. Tutto (tranne quest’ultima sia chiaro) in chiave rigorosamente rock. E poi inediti firmate da Le Rivoltelle, inediti di bella faccia e di aria fresca, di rabbia sociale e di distorsioni educate. Benvenuto dal vostro buon vecchio Malcom:

Non posso non farvi questa domanda per cominciare: ripescare il passato significa guardare al futuro? Oppure è un modo come un altro per stare al passo della moda che vede tutti uscire con un disco di cover?
La scelta di reinterpretare brani che appartengono ad un repertorio musicale abbastanza comune è dettata dalla volontà di ricucire addosso a questi brani abiti totalmente nuovi e diversi da quelli originali. È un’operazione, questa, che facciamo da sempre e che rappresenta la voglia che abbiamo di incuriosire e sorprendere. Il filo di Arianna che permette alle canzoni di recuperare la via d’uscita dal labirinto in cui ad ogni vicolo cieco corrisponde una canzone diversa è proprio la nostra cifra stilistica unita al coraggio di sperimentare soluzioni non convenzionali.

E poi c’è il rock: ma voi vi considerate più delle Black Sabbath o più dei Pooh (prima rock maniera)?
I black sabbath appartengono alla nostra storia musicale e hanno frequentato la nostra adolescenza più dei Pooh(Naturalmente i pooh rock di prima maniera).

“Auguri scomodi” l’ho apprezzata quando la lanciaste e torno ad apprezzarla ora. Ma in fondo la domanda sociale è: perché tutti ci lamentiamo di cose che continuiamo a fare?
“Auguri scomodi” si cala perfettamente in questo tempo, contrassegnato dal disincanto, passioni tristi, individualismi e atteggiamenti nichilisti. Abbiamo scritto questo brano per suggerire riflessioni intime e personali sui concetti di solidarietà e umana compassione riferiti in particolar modo all’emergenza migranti. È difficile operare un cambiamento laddove non c’è consapevolezza.

Omosessualità e religione e politica e colore della pelle. Pensando a tutte queste forme di mancata emancipazione: secondo voi siamo davvero nel 2017?
Siamo nel 2017 e pregiudizi di genere, discriminazioni razziali e stereotipi sessisti sono ancora fortemente radicati e mal celati da mentalità fintamente progressiste. L’emancipazione da questo tipo di retaggi è di fatto frenata da una vera e propria involuzione dei concetti di solidarietà ed accoglienza.

Qualcuno ha detto che per fare del rock non basta mettere il distorsero alla chitarra…Le Rivoltelle che rispondono?
Il rock è una condizione e non una forzatura. E’ una passione che arriva prima del distorsore perché fa parte di una educazione musicale che ti fa essere rock prima di suonarlo.

Che poi c’è anche del “rock” nella vostra “Fratello sole, sorella luna”…o sbaglio?
Il rock è la matrice comune da cui nascono tutte i nostri arrangiamenti. Seppure senza chitarre distorte e batterie il respiro di Fratello sole, sorella luna proviene dalla stessa anima.

Chiudiamo con la promessa di un prossimo disco di inediti? E un video?
Si. Stiamo già lavorando ad un nuovo progetto che ci vedrà protagoniste nei testi e nelle musiche di nuove canzoni. Un nuovo video è già in lavorazione!

Rabbia sociale dicevamo. Le Rivoltelle non fanno sconti a nessuno. Aspetto il nuovo video per ora ci spariamo questo “Auguri Scomodi” che troviamo anche in questo disco. Una bella condanna di qualche mese fa all’ipocrisia tutta occidentale di farsi belli quando è il calendario che lo impone. Play Loud gente…