Il Salotto di Malcom: IRON MAIS

1940

Che dire ragazzi???? Per una volta il mio caro e dolce salottino l’ho lasciato randagio e libero di essere in disordine come piace a lui. Poi una bella bottiglia di Whisky e di Rum per il Ragazzo Nutria e per Testa di Cane e qualche poster di vecchi cimiteri suddisti. Ospiti di questa puntata i meravigliosi IRON MAIS che dall’epica storia del west passando per l’Inghilterra del punk e arrafando dagli scaffali di qualche supermercato americano lattine di birra e di rock, mettono su un disco assolutamente fantastico: “The Magnificent Six”. E dentro ci troviamo 6 inediti e 6 rivisitazioni di canzoni epiche del rock mondiale. La chiave di lettura è solo e soltanto una: l’ironia, fredda, gelida, intelligente che serve a far suonare west e punk anche i pezzi dei Pink Floyd. Benvenuti ragazzi…

IRON MAIS: ma perché proprio i Maiden? Non suona anche bene che so i Pink Flosc? Beh certo non siete Flosc…ma neanche Mais…
Dunque il nome rappresenta il connubio tra il rock metal e l’agricolo… difatti anche i nostri abiti da scena richiamano quel mondo. I primi pezzi che abbiamo imbastito all’inizio della nostra carriera erano proprio metal perciò abbiamo trovato questo nome che univa le due cose! Il nome suonava bene e ci faceva ridere e quindi non abbiamo avuto esitazioni!

Attenzione attenzione: voi avete anche pubblicato in vinile. Che poi alla fine si venderanno di più dei cd? Moda o sacralità che torna?
Non so se venderanno più dei cd… lo dubito fortemente anche perché è già difficile vendere un CD al giorno d’oggi! Il vinile più che altro è un bell’oggetto per i cultori e gli appassionati e a noi piaceva l’idea di poterlo proporre al nostro  banchetto merchandise  e soprattutto averlo a casa nostra :)

CowPunk: vi giuro che non l’avevo mai sentito. Siete dei cowboy per attingere ad uno scenario culturale e dei Punk per far ballare il popolo dell’underground?
Forse ci identifichiamo un po di più nella seconda, al di la della classificazione del genere musicale, il cowpunk è una miscela di country-folk-bluegrass-rock-punk in cui vengono proposti brani arrangiati con strumenti musicali tipici del country e folk come violino, banjo chitarra acustica e suonati con un‘attitudine punk rock…

Inediti e grandi omaggi ben rivisitati. I miei complimenti sulle vostre traduzioni di stile. Ma quindi sarebbe anche corretto dire che il punto forte degli Iron Mais dov’è: nello scrivere cose nuove o nel rimescolare le carte dei vecchi?
Diciamo che la band nasce rivisitando brani celebri in questa chiave cowpunk per la maggior parte brani anni ‘90 perchè in quegli anni abbiamo vissuto la nostra adolescenza e di conseguenza abbiamo vissuto la musica che ci ha fatto diventare quelli che siamo. Quest’anno abbiamo voluto preporre nel nuovo disco anche 6 brani inediti in italiano, ci siamo cimentati in questa impresa un po per metterci alla prova utilizzando l’italiano per coinvolgere maggiormente il nostro pubblico. Nei brani raccontiamo la realtà che ci circonda a nostro modo…

Quindi gli Iron Mais fanno guerra al pop commerciale, sradicano le tradizioni rock psichedeliche e si fanno promotori di una nuova tendenza? O semplicemente voglia di restituire leggerezza alla musica?
Sicuramente la voglia di restituire leggerezza c’è, anche perchè il genere musicale è molto ballabile e si presta bene a questo scopo. Chiaramente molto dipende dall’ascoltatore il fatto di prendere dal nostro spettacolo solo la leggerezza oppure ascoltare i brani, magari con orecchio più critico per capire quello che viene comunicato, o semplicemente ascoltare brani datati ma sempreverdi rivisitati in questa particolare chiave.

Sono troppo curioso ma di una curiosità assai banale: che vi ha detto Corona dopo aver ascoltato la vostra versione di “The Rhythm of the night”?
Abbiamo avuto la fortuna di avere Corona presente sul set del nostro videoclip. Fino a quel momento non aveva ancora sentito il brano… diciamo che è stata piacevolmente sorpresa del risultato. Come lei ci ha raccontato, esistono una infinità di versioni di The Rhythm of the Night ma tutte in pratica remixate o rifatte sempre in chiave pop/dance, questa versione sicuramente è molto particolare ed il fatto di lavorare con una band cowpunk è stata un’esperienza nuova anche per lei

Gli IRON MAIS mi hanno decisamente conquistato. Niente da aggiungere. Vi invito a guardare il video di “The Rhythm of the night” con la featuring di Corona in persona. Il resto potete dedurlo da voi. Play Loud gente…