Il Salotto di Malcom: Ippolito

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Come dire. Anche il santo pop d’amore romantico arriva dentro le trame di questo salottino virtuale. E la cosa non è per niente sgradevole… anzi… soprattutto quando la bellezza si fa storia e spulcia dentro le sue pieghe senza troppo legarsi alle etichette di facciata. E quindi dentro un solo disco di grandi, anzi grandissimi omaggi, troviamo Tiziano Ferro ma troviamo anche Totò. E tutto, passando da inevitabili Ramazzotti (tanto per citarne un altro), non ci sta a far la parte didattica del suono e della forma. Dunque si riveste, si fa eccentrico ed elegante, si fa composto e rispettoso… ma più di tutto si fa intimo e sintetico. Benvenuto al cantautore campano Ippolito, benvenuto al suo pianoforte, benvenuta alla bellezza della grande canzone pop d’autore italiana.

Un “Piano Pop”. Soltanto un pianoforte. Può bastare secondo te? Scelta ardita in uno scenario di dischi ampiamente prodotti…
Ci tenevo a realizzare un album diverso, a mettere a nudo la mia voce e soprattutto queste celebri canzoni che molto spesso abbiamo sempre ascoltato nella loro veste originale. Ho voluto fornire un’esperienza ai raggi x, qualcosa di insolito.

Secondo te si tornerà alla semplicità?
Lo spero. Purtroppo la musica sta vivendo un periodo un pò particolare, vuoi per la carenza di idee, vuoi per il sopravvento di questa musica rap e trap, verso la quale io sinceramente non manifesto grande stima. La tecnologia aiuta molto gli artisti, questo è vero, ma è anche una lama a doppio taglio perché favorisce anche il proliferare sul mercato di prodotti spazzatura.

E per te cosa significa la sintesi del suono e dell’espressione? Perché in fondo questo disco è un disco di sintesi… non sei d’accordo?
Si sono d’accordo. Ovviamente la musica non deve essere una sintesi o un telegramma, però a volte ascoltare una canzone in un contesto minimale, può dare emozioni più forti del normale contesto radiofonico commerciale. A volte la sintesi serve per esprimere dei concetti che non si devono necessariamente urlare ad alta voce.

Arduo fare una scaletta e una selezione. Impossibile non farti la domanda più scontata del mondo: come li hai scelti?
Questi dodici autori che ho scelto, rappresentano gli artisti che hanno segnato il mio percorso. Le canzoni presenti in questo disco, mi hanno accompagnato sin dall’adolescenza e sono state cantate nel corso di diversi miei spettacoli, così ho pensato di finalizzare il tutto con un omaggio che potesse racchiudere questa esperienza.

E con quale ratio hai accostato il presente con il passato? Non hai mai pensato di fare un disco per l’uno e un disco per l’altro?
No dai, ho altri lavori discografici che mi attendono, fare un disco di cover del passato e uno del presente, sarebbe stato folle.

A chiudere: nuove cose in cantiere? Un disco di inediti? Un nuovo video?
Nel 2021 ci sarà il mio nuovo progetto di canzoni inedite da produrre. Si partirà con un singolo per la prossima estate, poi l’album a settembre.

Dunque riprendiamo le trame di un grandissimo Pino Daniele, rivestiamoci di nostalgia e di romanticismo partenopeo, riprendiamo in mano le fila di un periodo che non smetterà mai di fare storia. Un video leggero, pop anche lui, un video di bellezza… niente di nuovo sotto al sole, ma qualcosa almeno che sa di personale, cosa per niente scontata, per quanto bizzarra e umile sia. Si tornerà alle radici, vedrete amici di Malcom…