Il Salotto di Malcom: Il Boom

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E oggi signori mi rilasso in un ambiente – quasi – familiari alle mie corde. Sigari Cubani e belle femmine, di quelle eleganti che sanno farti girare la testa con i vestiti addosso, non nude capito???!!! Si beve di gusto, poco e con lentezza. C’è qualcuno di famoso al contrabbasso, al pianoforte e alla batteria. Si vede anche il chitarrista, ovvio. Nel mio salotto accendo solo i lumi soffusi, li ho comprati ad Ikea, fanno scena con due soldi, ma tanto loro non lo sanno. Voglio un Jazz Club nel mio salotto e i presupposti ci sono tutti. È mezzanotte, oggi è il turno della disinfestazione. Il nuovo e primo disco de Il Boom lo sto ascoltando da giorni. Strepitosa e non originale scelta di associare alle grandi forme testuali della canzone d’autore un sound raffinato, gustoso, notturno, erotico e seducente. Si intitola “Così come ci viene”, li ho voluti qui questa sera per raccontare con parole piccole e cesellate un disco in cui non trovi altro che l’eleganza, niente volgarità ma solo la bella poesia di Eugenio Ciuccetti ed un trio d’eccezione guidato da Raffale Rinciari.

Curioso ed anti commercio. Intrigante e anti-popolare. Parlando almeno della massa uditiva. Il Boom a chi e cosa vuole arrivare?
Dal punto di vista strettamente musicale ci rivolgiamo a chi ama già il jazz d’autore ma sopratutto a chi inizia adesso ad avvicinarsi a questo genere con curiosità.  Il Boom non nasce per calcolo ma per istinto. Nasce dalla voglia di raccontare qualcosa. Vorremmo farci notare e ascoltare per quello che abbiamo da dire e non perché urliamo più forte degli altri.

C’è tanta canzone d’autore ma a quanto pare non bastava. C’è tanto di jazz macchiato di rocksteady e fantasia…ma a quanto pare non bastava. Mantecati assieme, basta o manca ancora qualcosa?
Non manca nulla. C’è tutta l’esperienza di professionisti che scrivono e suonano da molti anni in molti ambiti e che ha esplorato molti generi musicali. Forse è per questo che nel cd i generi sono diversi pur avendo mantenuto una linea stilistica comune.

Due mondi così apparentemente lontani, parole aurorali e suoni ben studiati. Dove sta il trucco? Che lingua parlano quando stanno assieme?
Non c’è nessun trucco. Senza volere essere presuntuoso i due mondi sono lontani da molto tempo in Italia. A parte qualche occasione sporadica. Con questo cd abbiamo lavorato sulla spontaneità e la qualità dei brani. Senza seguire mode del momento o indicazioni/forzature da parte di qualche pseudo discografico che più delle volte tende a snaturare l’artista stesso. A scapito della qualità per scimmiottare la band o artista di grido.

Notturno, discreto, saccente, sensuale, malinconico. Cos’altro aggiungereste?
Ironico.



Vino rosso, tende pesanti, luci soffuse e tanta splendida sensibilità. E se davanti aveste un pubblico diciamo più pop, cosa accadrebbe secondo voi? Questo disco parla una solo lingua?
Parla più lingue musicali come dicevo sopra.  Crediamo di poter arrivare in modo ugualmente credibile sia al pubblico più navigato e raffinato che a quello più giovane e curioso. Certo il nostro disco richiede un po’ d’attenzione. Non può essere solo sottofondo.



Ci salutiamo con del sano gossip: dal vivo chi è il vero front man a cui tutto il pubblico presente addebiterà oneri ed onori?
Boh? Forse il bassista che assomiglia a Mario Biondi? Ahahaha

Chiacchierata semplice e senza fronzoli. Il resto è questo disco che parla di tutti noi in tutti i giorni della settimana. E al sabato sera ci vediamo al Jazz Club!!! Il Boom.