Il Salotto di Malcom: I Vendrame

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Amici di Malcom… si ricomincia con una nuova stagione. E partire da un calciatore storico come Ezio Vendrame non è che mi alletti molti visto che io e il calcio non siamo parenti stretti. Ma non è di calcio che si parla… magari forse di miti inesplorati e lasciati nelle ombre delle attenzioni pubbliche ben dirottate altrove. E questa band abruzzese fa il suo esordio proprio spolverando miti in disuso di una adolescenza consumata dentro privazioni e paradossi. Loro sono I Vendrame e il loro primo disco lo hanno intitolato: “Burro – I grandi successi de I Vendrame”. Semplice e geniale. Perché qui è l’ironia, quella intelligente che va di scena, anche quando ci raccontano del famigerato justify… e solo chi era sessualmente vergine negli anni ’80 e ’90 può capire bene di cosa parliamo. Dunque pop italiano, pop irriverente, pop in bilico tra comicità e ironia. Pop che fa critica sociale senza mandarla a dire… anzi!!! E ridendo ridendo si va… così sì che mi piace iniziare una stagione di grande musica indie!!! Ma INDIE davvero…

 

Benvenuti in questo salotto virtuale. Parliamo di musica a 360° e raramente incontriamo novità e rivoluzioni. Anzi quasi mai. Ma secondo voi è stato inventato proprio tutto, come si dice?
Mah…ascoltando l’involuzione “musicale” di oggi…a questo punto spero proprio di si. Immagina se uscisse la TrapProgressive, una fusione tra autotune e Tumpatumpatù Patumpatù.

Voi a quali dinosauri siete devoti? Elio e le Storie Tese sono il primo nome che mi viene in mente…
Dinosauri mi fa ridere eheheheh. Gli EELST è un accostamento che ci hanno già fatto e ci fa molto piacere, vista la caratura del gruppo! Diciamo che siamo un avvincente viaggio temporale (plutoniano), che attraversa con patina gli anni 70/80/90, generi che vanno dal metal progressive (Dream Theater) a Raul Casadei (lui fisicamente) passando per del pretestuoso cantautorato. Chiameremo per comodità l’insieme dei nostri tanti generi “Supercazzola progressive”

Anche se, tanto per restare in tema, siete più attenti alla melodia pop o sbaglio?

Diciamo che siamo molto poco popular, ascoltando con il grammofono l’album BURRO – I grandi successi de i Vendrame, vi accorgerete del passaggio continuo da un genere musicale all’altro. C’è la ballad, il rock, il fintoPunk, la folk, la bossa, il twist…insomma supercazzola progressive come già detto. Il non incastrarci in un genere musicale ci aiuta a svariare meglio i concetti e sperimentare sempre nuove idee musicali, fondendo strumenti convenzionali con altri più d’avanguardia come per esempio il “Topa Topa”.

Bello il video di animazione. Ci raccontate la genesi?
Diciamo che il nostro front man (Riccardo Di Virgilio Mambella) creativo del gruppo, aveva preparato un video clip d’avanguardia, con una produzione degna di uno spot da milioni di dollari. Poi ci siamo resi conto di non essere ancora una band di successo internazionale, e abbiamo ripiegato nella sevizia spacciandola per poesia, ovvero abbiamo rinchiuso 15 gg il nostro frontman in uno stanzino, costringendolo a disegnare circa 4500 frame messi poi in sequanza dal regista Michael Twill eee voilat!

Il momento e le mode di questa scena INDIE in che modo hanno contaminato o contamineranno la vostra produzione?
Magari ci fosse una moda, almeno le nuove generazioni potrebbero ascoltare roba nuova e diversa, senza il dramma degli schemi agghiaccianti dettati dall’odierno mainstream… un termine che all’origine era usato per indicare la corrente musicale principale all’interno del jazz, se non erro…
Comunque siamo troppo nostalgici per contaminazioni troppo attuali ehehhehehe

Chi di voi usava il Postalmarket? Io mai… ovviamente!!!
Spero che il tuo sia sarcasmo, conosco ragazzi che non hanno mai portato gli occhiali perché la madre non conservava il Postalmarket. Un’ infanzia terribile. :D
Postlamarket è in ognuno di noi, anche nelle nuove generazioni, ed è prima di tutto un invito ad amare se stessi, (non dedicate mai questo brano alla vostra donna!!), ma è anche un’analisi del passaggio dal mondo analogico a quello digitale, attraverso dunque la famosa rivista per “mamme” che arrivava ogni mese a casa e ci permetteva a noi adolescenti di valorizzare la nostra parte creativa. Inoltre ci sono molte citazioni a libri come ” Il medium è il messaggio ” di Marshall McLuhan, “L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica” di Walter Benjamin e “Colore, Sintesi di Arte” di Philip Ball, che non abbiamo mai letto.

E dalla rete peschiamo questa animazione interessante per il video del primo singolo estratto. Appunto “Postalmarket”. E lascio a voi vecchi parola in merito… e lascio a voi giovanissimi la curiosità di…