Il Salotto di Malcom: i SINERGIAfollia

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Ve l’ho detto tante volte. In questo Salotto io do spazio a tutti i generi di musica e non solo allo stramaledettissimo indie di voialtri. Che tra l’altro neanche mi fa impazzire sempre. E questa volta è tempo di sano pop italiano, di quello per niente presuntuoso, leggero, d’amore, di quel modo di arrangiare con il sax che negli anni ’80 e ’90 ha fatto scuola, di quel dialogo ormai “antico” vista l’evoluzione (anzi la rivoluzione) della canzone italiana. E dunque serve all’anima e alla pelle fermarsi ogni tanto, smetterla di correre incontro al futuro che troppo spesso è finto di computer. Oggi voglio ascoltare questo Ep dei SINERGIAfollia che ovviamente è un esordio e pecca di tante cose, ingenuità che si lascia scoprire anche solo dalle foto. E questo forse è solo segno di verità che, visto il tempo in corso, è solo segno di bellezza e di sincerità… quindi tanto di cappello a chi come loro si mette in gioco senza mascherarsi di finzioni. Non so cosa ne pensiate voi, ma ha tanto più valore un disco come questo che una finissima riproduzione digitale di qualcosa che suona alla perfezione. Io in questo tempo ho bisogno di uomini e di donne in carne ed ossa… dunque benvenuti a voi e a tutte le anime pensanti di questo pianeta.

Io parto sempre dalla genesi dei nomi. Mi perdonerete se sono monotono. “Seguimi”: un invito a seguirvi nella musica, nella vita, nel pensiero… in cosa?

Ciao, Seguimi è la nostra prima idea di storia d’amore , che ha dato il nome al primo brano ed anche all’ EP,  è il concetto di seguire il pensiero  che anche nei momenti più bui  c’è una via d’uscita  da percorrere , è questo il messaggio della canzone.

Beh questo moniker per una band direi che è assai particolare. Rigiriamolo come un calzino. Sinergia come complicità e follia come romanticismo… oppure?

SINERGIA come unione, unione di intenti , unione di arte , di idee, di sensazioni che quando suoni ti fanno sentire i brividi ed alla fine del pezzo ti guardi con i tuoi compagni come a dire tutti insieme, che bello è stato!!
Un percorso dove non deve mancare mai la FOLLIA, follia di uscire fuori dagli schemi , dalle mode musicali , dalle armonie già fatte e rifatte ,la follia di stare insieme e continuare con forza e difficoltà a continuare a suonare insieme comporre e crederci

Che poi tra l’altro, cercando di codificare anche la grafica di questo nome, mi viene da pensare che c’è più sinergia e meno follia… sbaglio?

In effetti la grafica del nostro nome lascia intendere questo ed in realtà può essere anche così , la SINERGIA è molto importante, lo zoccolo duro del gruppo, e la FOLLIA deve entrare nella SINERGIA in modo discreto, cautamente, ma ci deve stare  e ci deve dare la giusta energia e ispirazione, senza la follia  saremmo persi .

Eppure da una band con un nome simile mi sarei aspettato un disco trasgressivo, di elettronica o chissà cosa. Ed invece siamo nel campo del bel pop leggero italiano. Come nasce questo disco?

È vero, hai ragione, questa è una domanda che in molti ci fanno, con un nome così uno si aspetta chissà che band scatenata,  in effetti il nome ci contraddistingue ed è nato non per il genere ma per la nostra natura, perché abbiamo detto di fare una alleanza artistica dettata dalla follia e provenendo ognuno dal suo ambiente musicale ci siamo messi insieme e abbiamo unito le nostre musicalità ed è prevalso il pop, in questa fase anche un pop  ritmato in  due brani “Sunshine” ed in “Capita anche a Noi” anche molto goliardico, allo stesso tempo molto soft negli altri, le sonorità emerse ci sono risultate piacevoli e articolate e ci hanno coinvolto, ci siamo lasciati cullare dal pop in un mondo di rap e trap noi POP ehe eh ….

Il ruolo del Sax è assai interessante: una citazione degli anni ’90?

Si, certo, c’è l’influenza delle belle armonie  di quegli anni, Fabrizio li ha vissuti intensamente dal punto di vista artistico, ed adesso il sax è lì a cullare la voce di Nina, a non lasciarla mai sola, l’accompagna in una melodia completa delle due voci, quella di Nina e quella dei tre sax che usiamo, in “Seguimi” il contralto, in “Apri le tue braccia” e “Come il mare” il soprano ed in “Anime” il tenore , e poi il sax parla molto con il pianoforte, e la batteria suonata con sapienza lega il tutto, un  ambiente caldo di suoni veri,  di strumenti veri.

E pesco dalla rete il video di “Apri le tue braccia” e anche qui i saggi potrebbero fare lezioni italiche di perbenismo di arte e mestiere ma io invece tappo loro la bocca e alzo la bandiera della semplicità. Da qui dovremmo tutti ripartire. Ripartire dalle origini. Che alla fine il 90% delle rivoluzioni hanno ancora tanto da imparare dalla semplicità…