Il Salotto di Malcom: i NiggaRadio

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Riprendiamo da dove avevamo lasciato. Riprendiamo a parlare di musica, quella nuova, quella buona, quella cattiva, quella che merita critiche ed elogi. Oggi c’è caldo nell’aria. Sfoglio le pagine dei nativi del cotone, dei neri d’America, sfoglio le foto che sono lontane da me oltre mille anni e non mi azzardo a proferir parola. Ma i suoni…quelli si…quelli li lascio arrivare e da questi mi lascio contaminare. Come primo appuntamento eccovi i NiggaRadio che escono con un disco che sinceramente non mi sarei mai aspettato. Blues e Sicilia mescolate assieme in un confronto impari? Forse no…e ce lo spiegano loro ed io copio ed incollo quello che scrivono di bello e ne faccio introduzione a questa splendida intervista…benvenuto Daniele Grasso, benvenuti NiggaRadio, benvenuti a tutti voi per questa nuova stagione de Il Salotto di Malcom:

“…È COME UNA VETRINA SULLA MUSICA POPOLARE AMERICANA, IL BLUES, STILE MUSICALE CHE ESPRIMEVA TUTTO IL DISAGIO DELLA POPOLAZIONE AFROAMERICANA RAPITA DALLA PROPRIA TERRA D’ORIGINE, L’AFRICA, E CONDOTTA IN SCHIAVITÙ NELLE PIANTAGIONI DI COTONE DEGLI STATI UNITI D’AMERICA. DA QUI, VIA VIA CHE TRASCORREVANO LE DIVERSE EDIZIONI, L’ATTENZIONE DEGLI ORGANIZZATORI SI È SPOSTATA SULL’ASPETTO ANTROPOLOGICO-CULTURALE DEL FENOMENO, CHE COINVOLGEVA IN PARTICOLAR MODO GLI EMIGRATI SICILIANI ALL’INIZIO DEL ‘900, I QUALI SI TROVARONO A CONDIVIDERE CON GLI AFROAMERICANI IL GRADINO PIÙ BASSO DELLA SOCIETÀ AMERICANA, SPESSO AIUTANDOSI VICENDEVOLMENTE PER DIFENDERSI DALLA DISCRIMINAZIONE RAZZIALE CHE LI COLPIVA ENTRAMBI. LA PRESENZA DI QUESTI DUE GRUPPI ETNICI, COME È STATO AMPIAMENTE DIMOSTRATO, CONDIZIONÒ ENORMEMENTE LA MUSICA POP FOLK AMERICANA, FAVORÌ LA NASCITA DEL JAZZ…”

Siete partiti dal Blues e siete finiti all’elettro-pop. Sempre prendendo con le pinze il significato di certe parole. Non sarebbe auspicabile il processo contrario? Cioè suonare il blues con strumenti elettronici?
Ah … ecco che cos’era quella musica … elettro-pop. A parte gli scherzi. Non sappiamo se in quello che abbiamo messo dentro c’è anche un odore “elettro pop” dentro o cosa, finora nessuno lo aveva sentito, ma da noi si dice “ogni testa è un tribunale” quindi… Noi suoniamo di certo una cosa che ha, fra tutte le altre cose, anche un sapore bluesy e lo facciamo con un blend di strumenti antichi e strumenti elettronici. E’ ciò che (a detta di molti) è il nostro marchio di fabbrica. La radice e il futuro insieme … Rema, Senza, Signuri, Cantò, A Fera ecc …

Ma i NiggaRadio nascono dall’elettronica o dal blues?
È certo una buona domanda, che abbiamo affrontato già molte volte. Il blues è per noi il momento del raccontare se stessi attraverso uno strumento. D ai ’20 ai ‘70 il ragazzino di allora comprava con i propri risparmi una chitarrina “scrausa” e cominciava a raccontare prima a se stesso e dopo un po’ agli altri come si sentisse dentro. Da qualche decennio, fa la stessa con un computerino, un soft sinth e poco più … Ecco, noi nasciamo da queste due cose insieme.

Tanti buoni ed entusiasti riscontri. Secondo voi perché? Cioè, secondo voi, onestamente, che linguaggio utilizza questo disco e che codifica popolare si è verificata?
Onestamente?!? Vuoi dire in verità? Tipo … cosa c’è sotto?! Beh, non lo sappiamo proprio. Abbiamo solo deciso di lasciar fuori ogni logica che non fosse quella delle nostre emozioni più forti e sincere. Forse è solo questo,volevamo cantare e suonare quello che sentivamo … e magari alla gente è arrivato il nostro sentire. Non sappiamo se è una buona risposta, ma così è.

Ma questo che avete fatto è un disco del futuro o un disco che il futuro lo lascia solo immaginare?
Consentici una citazione: “Non guardare al futuro, arriva cosi presto …” Tornando al disco, noi l’abbiamo fatto appena qualche ora fa, lo suoniamo oggi come uno strappo sul futuro … venite a scoprirlo e viverlo con noi …

E pensando a questo titolo…perché mai il folk ed il blues sono suoni primitivi?
L’accezione del termine primitivo è per noi, (in questo caso particolarmente) qualcosa di positivo. Nel nostro immaginario i tre macro elementi della musica (armonia, melodia e ritmo) sono rispettivamente l’intelletto, i sentimenti e gli istinti. Queste sono per noi musiche (non solo suoni) mediati più dall’istinto, dal sentimento che dall’intelletto. Musiche il cui contenuto è principalmente fatto di istinto e di emozione.

Chiudendo con una curiosità filosofico – letteraria: voi che raccontate il vostro popolo e le vostre storie. Non c’è un vizio di forma se tutto questo accade in veste blues – rock – pop – elettronica? Come a dire … la Sicilia non sembra essere terra di blues …
“… la Sicilia non sembra essere terra di blues … “ Consentici di iniziare a risponderti da qui.
Oh si che lo è. In Italia, meglio … in Europa, la Sicilia è la terra più blues che ci possa essere. Emigrazione forzata e straziante a tutt’oggi, poteri forti concentrati, PIL bassissimo, non è necessario proseguire, capisci vero?!? Ce n’è abbastanza per “aver il blue” e cantarlo. Un blues altro, ma proprio per questo vero, nostro. Quanto alla radice puramente musicale, molti pensano che per trovare il blues si debba guardare (da dove siam noi) ad occidente, agli States. Beh, noi lo sappiamo da un bel po’, ma ormai (dopo i film di Scorsese e non solo) lo sanno in molti che per trovarne la vera unica radice bisognava guardare al Sud, al Mali (from mali to Mississippi)… e noi siamo molto più vicini a quella radice qui, poco a Sud di dove siamo. Giusto per concretizzare il discorso ci piacerebbe qui citare (se non occupa troppo spazio) una interessante affermazione di un noto festival internazionale di blues (vedi l’introduzione). Infine, noi siamo siciliani del 2016. Il nostro popolo è qui oggi. Noi siamo di Catania, dove le aziende dell’Etna Valley sono sinonimo di”elettronica”. Non c’è nessun vizio di forma, credici. Piaccia o no siamo quello che questa terra ci fa essere.

Mi sono perso e mi sono messo in moto per perdermi ancora. Un disco che mescola il tempo e la geografia, che mescola il nuove e l’antico. A voi l’ardua sentenza…perchè prima di ogni altra cosa, impariamo a riscoprire il gusto della scoperta. Play loud gente…