Il Salotto di Malcom: gli Impermeabili

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E certamente, amici di Malcom, che non è tanto il richiamo a quel brano di Conte ma più che altro a quello stile di concepire una canzone in cui la lirica si fa manifesto e la melodia si rende teatro. E loro che sono attori di teatro ne hanno tanto da dire in merito. Dunque appendo delle maschere di cartapesta alle pareti e incornicio quel biglietto per quella volta che a Londra andai a vedere “Cats” di Webber. Beh certo il teatro, per un profano come, prende tutto. Apro la porta a Simone Tangolo e Beppe Salmetti, apro la porta agli IMPERMEABILI che scendono in pista con un primo lavoro che abbraccia tanto, abbraccia la musica indie, quella pop, quella teatrale… si intitola “Non Ci Siamo Per Nessuno” e sfido l’attenzione vostra, amici di Malcom, la sfido a cercare etichette che siano buone per parlare di un disco soltanto. Ci sono almeno 5 dischi diversi dentro queste 8 prime scritture degli Impermeabili…

Partiamo dal moniker… Impermeabili… piove in questa vita? Da dove nasce questo nome che mi sa tanto di sociale?

Nasce da una canzone di Paolo Conte che ha poi ispirato, in noi, la poetica che ti protegge dalle brutture che piovono addosso e conserva quanto di buono c’è ancora sotto… 

Di sociale se ne parla sempre tanto e male, preferiamo scherzarci su.

Parliamo di teatro: nasce prima la canzone o prima il teatro nella vostra carriera? 

Nasciamo come attori e lo siamo ancora. Stiamo esplorando un mondo che abbiamo spesso visitato durante i vari spettacoli, per provare ora a viverlo un po’ più a pieno e con il giusto rispetto. E ci piace molto.

Dunque l’idea di un disco dove e quando prende forma? 

Da Beppe e Simone che cantano nelle rispettive docce e che si dicono: “questa canzone è terribile… la registriamo?!”

Un disco peraltro di mille facce diverse… segno di un’espressione che cerca ancora di centrare il bersaglio o di un bisogno di non essere in un sol modo?

Qui si c’è la varietà del teatro, dove i generi si mischiano e danno mille possibilità diverse al pubblico. 

Per noi è una ricerca di uno stile e al contempo un gioco con l’ascoltatore che può dire: “chissà cosa avranno fatto stavolta!”

Bellissimo il video de “L’agenda”, ce ne parlate?

Innanzitutto, per ora, non vogliamo mai comparire come protagonisti dei nostri videoclip.

Poi, volevamo che fosse un video super low budget, in contrasto con i film che si vedono ora nei videoclip che, per carità, sono molto belli ma che portano anche fuori strada. Se il pezzo è bello è bello anche senza niente. Punto. 

Per capirci, il nostro pezzo non è un brano cantautorale magistrale… è molto leggero ed ironico… però, ecco, ritornare sulla musica anche nei video non farebbe male.

Poi aggiungi un signore anziano, un bicchiere di vino e un piatto di pasta…

Quel signore siamo tutti noi che dopo aver vissuto una vita impegnata ci ricordiamo che deve finire e che forse, in quella maledetta agenda degli impegni, avremmo dovuto lasciare il tempo per le cose davvero importanti.

Esistenzialismo. Vi lascio con una riflessione. Completatela a piacere: siamo tutti così privi di equilibrio oggi…

…che cadiamo più spesso per imparare a rialzarci! Cit. Batman!

Dalla rete pesco il nuovo video clip ufficiale del singolo “L’agenda” dove troviamo colori rumba di un coloratissimo mood… una delle tante facce di questo disco. Proprio così…