Il Salotto di Malcom: FREI

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In poche parole è tempo di guardarsi davvero a fondo. Luci soffuse in questo salotto, attendo che salga FREI. Attendo di farmi una bella chiacchierata sulla nuova forma canzone, sulle nuove frontiere del digitale, su ciò che è lecito e cosa invece non lo è…ma soprattutto voglio parlare di Evoluzione. Perchè il disco del cantautore chiamato FREI è un disco che si intitola – non a caso – “EVOLUTION”. Si compie e si completa la trilogia, questo ci dicono le cronache e gli ascolti. Ora l’incomprensibile destrezza dell’uomo nel fare evoluzione si dipana in queste sue nuove 8 tracce che mi hanno davvero sorpreso di semplice bellezza sobria quanto visionaria. Evoluzioni di menti e di vita, evoluzione di macchine e di possibilità. Il passato è fatto di vecchi elettrodomestici. Il futuro è nelle interazioni.

Partiamo subito a bruciapelo. Evoluzione. Dai tuoi sogni alla realtà. Col senno di poi: sei sicuro che siano solo e soltanto macchine?
Si, e noi ne siamo completamente dipendenti. Apparentemente sembrano facilitarci la vita, ma se analizziamo bene la situazione scopriamo che non solo ce la complicano, ma viviamo per mantenerle. Usiamo la macchina per andare a lavorare o andiamo a lavorare per poter usare (pagare e mantenere) la macchina? Avete mai fatto i conti? Perchè se li fate scoprite che non tornano. Le macchine sono il più grande inganno della storia dell’uomo. Sono costruite appositamente per durare poco. In realtà non ci servono, ma ci siamo convinti di non poterne fare a meno. Le paghiamo almeno 100 volte il loro valore reale e dopo un anno non valgono più nulla e, in media, dopo 4 anni sono da buttare, e durante i 4 anni hai lavorato per pagarle. E’ una specie di girone infernale che non conduce a nulla se non alla distruzione dell’esistenza naturale delle persone e allo sfruttamento intensivo della natura. E chi ci rimette? Chi paga le conseguenze di questo errore gigante? Gli animali. E anche la parte animale che c’è in noi.

Orwell la sapeva lunga. Pasolini la sapeva lunga. E tu degli animali cosa mi dici? Perchè ne hai molto da dire…
Gli animali sono i deboli che pagano le conseguenze di questo errore gigante che è diventato l’uomo. Sono loro che devono comandare e dirigere, perchè sono gli unici veri proprietari di questo pianeta, perchè sono arrivati prima di noi. Hanno il dono del buon senso istintivo della natura, possiedono un’armonia innata che non stona mai. Non sbagliano un colpo. Noi invece non ne azzecchiamo una. L’uomo, oggi, è destinato a levarsi dai coglioni: che se ne vada affanculo nello spazio a cercare il vuoto cosmico che lo tormenta da sempre, e restituisca il pianeta agli animali. L’uomo è diventato un’alieno parassita, che si mangia la carne degli animali allevati intensivamente, come fosse uno zombie. L’animale è il bene, l’uomo è il male. L’animale è Dio, l’uomo di oggi è Satana che inganna, e si illude di somigliare ad un Dio inventato, costruendo macchine inutili. E’ diventato la parodia di se stesso. A questo punto in che termini parliamo di evoluzione? Credo non ci siano più dubbi sul fatto che l’animale sia molto più evoluto dell’uomo. Le scimmie esistono ancora e vivono in perfetta sintonia con la loro natura, non hanno bisogno di macchine, non fumano, mangiano solo ciò che gli serve. L’uomo non è l’evoluzione della scimmia, ma un alieno parassita che ha preso la supremazia di questo pianeta con la violenza. L’aspetto ancora più comico, è il fatto che ora vive nella paura che arrivino gli alieni a distruggere la terra, quando in realtà l’alieno che sta devastando tutto è lui. L’uomo intelligente è colui che si è fermato alla lavorazione primaria della pietra, del legno, e ai rituali primordiali: i primitivi, gli aborigeni ecc… è una categoria di uomo che ha capito l’importanza della sua parte animale, se n’è preso cura e l’ha conservata bene. Per elevarsi al divino non serve costruire macchine che pensano e lavorano al posto nostro, ma è sufficente cercare di somigliare agli animali e imparare dal loro.

Elettronica d’autore. Scelta stilistica di moda contemporanea o soluzione comoda dei tempi moderni?
Per raccontare le macchine avevo bisogno di macchine. Poi le cose un pò le cerchi e un pò vengono da sole: se non avessi conosciuto Beatrice Antolini sarebbe venuto un disco diverso, forse acustico, non so… Io sono molto contento che sia venuto così. E’ come me lo immaginavo: bello.

E per concludere il concetto: i computer della tua musica sono solo macchine in fondo. Ma se non ci fossero? La tua musica come sarebbe?
Esattamente come la sentirete se mi chiamerete a fare degli show case, dei live in radio o in salotti in acustico: chitarra voce e percussioni.
Sound naturale e voce allo stato puro.

Il disco finisce con “Tutto Chiaro”. Hai finalmente compreso?
Si salveranno le persone capaci di prendere esempio dalle bestie. Per il resto c’è solamente la morte, intesa come una vita priva di senso e consapevolezza. In mezzo a tutta questa bolgia infernale l’unica cosa che posso fare è “cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.” (cit.) In questa canzone racconto dove l’ho trovato.
Dopodichè rimando al primo verso che ha dato inizio alla trilogia:
“Sicuramente ho scelto / qualcosa che va oltre / per inseguire a piedi / le tracce della Volpe”.

La tua canzone d’autore, dall’esordio ad oggi, ha ricevuto molti ottimi riscontri e premi. Veniamo fuori da Sanremo e ti chiedo: serve un premio per essere artisti?
Il premio è qualcosa di molto imbarazzante, perchè mette a nudo la nostra debolezza più grande: il bisogno di una carezza. Il premio è come quando da piccolo i tuoi genitori ti accarezzavano la guancia e ti dicevano bravo, anche se avevi fatto una cagata pazzesca. Riceverlo fa sempre piacere.

FREI ci regala una fantasia distratta, emarginata nel nonsense, celebrata da chi sa andare oltre il logico consentito. Un bellissimo attestato di nuova canzone d’autore. Il viaggio porta con se l’equilibrio perfetto tra parole antiche per concetti voluti, mantecando il tutto in un’attualità digitale.