Il Salotto di Malcom: FANCE

466

Beh che dire amici di Malcom. Mancava da tempo quel soft rock proveniente dallo spazio, non quello siderale, piuttosto lo spazio visto e vissuto a due passi dal cielo. Mi mancava da tempo quel piglio futuristico, un poco funky (ma poco eh…) e l’electro-wave di maniera anni ’90. Fabrizio Fancelli ci ha pensato ed è venuto a bussare alla mia porta ed io lo faccio accomodare… scopro che si fa chiamare FANCE, al suo esordio discografico con questo “INDEED”. Tra italiano e inglese, mescolando l’amore alla rivalsa sociale, facendo appena a cazzotti con un stile che tende a ripetersi ma in fin dei conti è la didattica delle cose. Un disco che suono compatto e senza forti scossoni alle dinamiche e, inevitabilmente, sa come farci tornare indietro con la memoria. Un passato di adolescenti innamorati del futuro. Di certo avremmo chiesto di più al lavoro e al suo impatto scenico ma non dimentichiamoci che parliamo di un esordio… e come tale si gioca carte importanti per scavalcare il primo grande scoglio: il mettersi in gioco. Levo il cappello e ti faccio accomodare in questo salotto di musica…

Parliamo di un esordio dunque la prima domanda curiosa è: com’è che Fabrizio Fancelli diviene FANCE?

Fance è l’abbreviazione del mio cognome (FANCElli) e tale appellativo mi è stato dato da sempre, anche all’estero infatti la pronuncia adatta è quella anglosassone “Fæns”. 

Che poi al di la dell’estetica del nome, FANCE ha qualche significato particolare? 

Si da tale appellativo ho creato un acronimo che sintetizza anche la strada che percorro e non solo in termini musicali: Follow All Nice Cultures Existents (F.A.N.C.E.). 

Quindi mi affascina seguire tutte le belle culture che incontro e mi ritengo una persona molto curiosa e rispettosa degli usi e costumi altrui. Tale pensiero è nato dal “privilegio” di viaggiare in diversi paesi esteri per lavoro poiché di professione sono un export manager. Chiaramente tale continua esperienza è un terreno molto fertile per nuove idee ed ispirazioni.

Un forte stampo inglese se mi permetti. Un pop rock assai rivolto al glamour e alle mode estetiche degli anni ’80 e ’90. Come mai questa direzione?

Ascolto musica tutti i giorni e di tutti i generi. Visto che ancora oggi canto in una band che fa cover di David Bowie, ma in passato o suonato anche Talking Heads, The Cure, Bauhaus, Depeche mode, Joy Division…. ecc. , lo stampo musicale è chiaramente rivolto più verso il new wave, ma ho cercato di sperimentare molto nelle canzoni facendomi influenzare dal mood del momento e non dalle mode o bands. 

Mi piacerebbe comprendere a quale gruppo musicale potrei essere accostato… tanti mi rispondono in maniera molto diversa e questo mi fa piacere di non essere etichettato come artista “già sentito”. Ad esempio, per alcune canzoni sono vagamente stato associato ai The Sound, ai The Cult ad ai Kraftwerk…. mai ascoltati in vita mia, e questo mi da la carica di continuare con orgoglio

Lingue straniere… inglese e francese… e perché questa scelta?

Come prima accennato, lavoro da anni all’estero e quotidianamente parlo inglese e francese. Visto che alcune canzoni le ho pensate ed abbozzate all’estero, ho voluto lasciare anche la lingua e le frasi espresse nei contesti per cercare di far percepire meglio all’ascoltatore le sensazioni provate, con l’intento di trasmettere più emozioni possibili. 

Un esempio è la canzone Casa-Voyegaurs che non parla dello snodo ferroviario più importante del Marocco, ma di una visione estetica del momento storico rivolta all’introspezione… Il ritornello in lingua araba dice “come stai, come stai amico mio…” da una parte elogia la cordialità di un popolo spesso incompreso a causa del bigottismo poco erudito, dall’altra parla col soul di ognuno di noi  chiedendoci come effettivamente stiamo e dove stiamo andando….molto spesso tale domanda non ce la chiediamo…

E restando sul tema, giusto per fare della sana polemica: cosa rispondi a chi ti contesta la pronuncia, giustamente, non di madrelingua? Eppure noi ascoltavamo Shel Shapiro e Battiato…

Essendo italiano DOC e laureato in scienze agrarie e non in lingue, la pronuncia non proprio perfetta ci sta,  comunque tutti i testi e la pronunce sono stati ricontrollati da madrelingua che mi hanno “promosso”….non saprei con quale voto ;-))

“Indeed”. Un disco che alla fine fa cronaca di cose che abbiamo sotto gli occhi?

Esattamente, hai colpito nel segno come nelle domande precedenti e questo i fa molto piacere. Qualcosa sto trasmettendo :-P 

E difatti è il brano “Senza pietà” che viene scelto dal nostro per il lancio sui canali digitali. E come si vedrà un poco mi ricorda i Negrita di quegli atomi li, un poco mi fa pensare all’America del funky di stile e un altro poco mi disturbano i suoni di drumming un po’ troppo piccoli e compressi. Ma sempre che il primo passo è qualcosa di sacro…