Il Salotto di Malcom: ENDI

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Cambio di rotta, cambio di genere…ma soprattutto cambio di abbigliamento. Apro le porte a quell’America divenuta Italia, a quell’Italia che va stretta nei suoi confini e importa dall’altrove qualcosa che reputa figo. E probabilmente lo è. Parliamo di Rap e di HipHop oggi in questo salotto, parliamo di generi musicali che onestamente trovo distanti dal mio comun sentire. Ma vorrei sottolineare quanta bella medianicità ha ricevuto questo nuovo disco di ENDI dal titolo “Ci Vorrebbe la felicità”, ben recensito ma soprattutto ben cliccato. Il video assolutamente ruffiano (a buon gusto e a buon mestiere aggiungerei) lo ha passato anche Repubblica che tanto sembra “snobbare” un certo tipo di musica. Si intitola “I Love Bombolone” questo singolo ma non è tutto qui. Il nuovo disco di ENDI piace agli addetti ai lavori e ai neofiti, piacciono le sue collaborazione e i suoi video. Mi siedo, accendo un sigaro che fa molto Blues man (si vede che sono a disagio) e mi metto a studiare:

ENDI. Di sicuro Enrico Petillo è poco scenico. A parte questo, ENDI da dove nasce?
Da ragazzino ho iniziato ad approcciarmi all’Hip Hop con il writing e scrivendo sui muri come tag usavo Endi. Poi ho iniziato con il rap dove ho trovato il modo migliore per me per esprimere quello che avevo dentro, ciò che ho da dire, le miei emozioni, le miei gioie, le mie paure. Cosa che faccio tutt’ora. Se voglio esprimere qualcosa lo faccio scrivendo e trasformando il mio “lato oscuro” in una canzone.

Come e cosa spinge un ragazzo della provincia italiana a fare Rap e HipHop piuttosto che del sano pop sanremese?
Perché il Rap è la forma d’arte che si nutre di ribellione. Perché il Rap è un genere molto diretto e di facile approccio. E’ un genere che ti permette di esprimerti liberamente, di farlo in mille modi e senza regole precise, e ti da davvero la possibilità di esprimerti come meglio credi rispetto ad altri generi musicali.

Dal singolo “I LOVE BOMBOLONE” ad “UNDERGROUND”. Esiste un filo conduttore per tenere assieme due emisferi apparentemente vicini ma decisamente lontani?
Si esiste un filo conduttore. Underground è attitudine. Underground è la musica partita da fondo. Underground c’è e ci sarà perché sono un ragazzo partito dal fondo che mi sono fatto sudando con le miei mani. E’ il mio background. CI sarà sempre nell’anima. E’ dal mio Underground che nasce un pezzo come I Love Bombolone. Non il contrario.

In rete c’è un altro video di “I Love Bombolone”. Molto più on the road e meno di design. Come mai? Che storia è quella?
Perché I Love Bombolone è nato diversi anni fa. Era inserito in un mio progetto non ufficiale, un web album uscito nel 2011, e all’interno era presente anche quel I Love Bombolone di cui parli tu. Una sorta di demo. Non era una traccia ufficiale. Ero consapevole che era un brano forte, e ho deciso di trasformarla in un singolo ufficiale con l’aiuto di Matteo Franzan e Martino Cuman che ha curato la parte musicale. E sono riuscito a trasformare il brano in un brano forte come volevo io.

Lasciami la curiosità di inventare una favola medioevale: ENDI a cavallo contro la discografia POP di oggi a corte. Una spada contro i cannoni del palazzo. C’è guerra da fare? C’è modo di vincere? E se volessimo usare questa parola, cosa significherebbe VINCERE per te?
Per me già svegliarsi la mattina e avere la possibilità di fare ciò che desideri è già un successo. La vittoria credo sia dentro di noi. Quando conosci te stesso, quello che sei dentro, la tua anima, questo ti da la possibilità di affrontare nel modo migliore la vita. Conoscere te stesso vuol dire staccarsi da tutto l’odio che c’è intorno e capire l’amore che hai dentro per te stesso. Vincere è quando affronti il mondo con l’amore e vuoi spargere amore. Lontano da invidia, egoismo, violenza, arroganza. Con rispetto e gentilezza verso il prossimo si crea un atmosfera piacevole e si può dare davvero qualcosa, poi se non lo capiscono è un problema loro, tu però stai dando qualcosa di concreto e onesto al mondo. Il mondo è un posto bello è la gente che non lo rende tale. Lo testimonia il fatto che quello che ci viene dato dall’essere umano è il troppo odio. La musica è una gran forma d’arte per trasformare l’odio in positività.

Lasciami sottolineare questo titolo: “SCUSA SE TE LO APPOGGIO”. Che poi ad ascoltar bene significa proprio quello. Mentre tra le righe che vuoi raccontare?
E’ un brano ironico. Ho cercato di descrivere quell’amore per la figura femminile senza cercare di essere volgare e senza usare un linguaggio sboccato o parolacce comuni. E’ nato un pò sulla falsa riga di quell’amore fatto di lieto fine che ci viene raccontato da Federico Moccia. Ho voluto più che altro prendere un momento in cui noi esseri umani dobbiamo confrontarci, ovvero la figura spettacolare della donna. Questo non è un pezzo per sminuire la figura femminile anzi è un brano che elogia la donna.

Ci salutiamo dando un occhio al passato. La tua prima incisione diciamo ufficiale: CAPRO ESPIATORIO. La prima cosa che cambieresti con l’occhio di oggi?
Di tutto ciò che ho fatto ieri non cambierei niente perché proprio i progetti più scadenti mi hanno dato la voglia di darci dentro ancora di più, di capire i miei errori e di arrivare a concepire un album vero e proprio. Se non ci fossero stati quei lavori oggi non avrei musica considerata musica.

Piace a tutti…probabilmente…e se piace anche a Malcom allora forse piace a molte più persone che lo stesso Malcom riesca ad immaginare. Forse il trucco sta nel far le cose per bene. ENDI lo sa.