Il Salotto di Malcom: CORTEX

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Benvenuto a CORTEX. Benvenuto tra le pagine di Radio Tweet Italia. Benvenuto nel mio salotto in cui ci piace poco la convenzione con le istituzioni, ci piace poco sventolare le bandiere del potere e ci piace ancora meno stirare le camice e rifinire i bordini dei bicchieri da vino rosso del servizio migliore. E sono sicuro che tutto questo piace anche meno a CORTEX che anticipa il suo nuovo disco con un brano antipoliticamente comodo, decisamente banale nel concetto trito e ritrito da più parti da più voci e ormai anche da più anni a questa parte, tanto che se davvero ci credessimo tutti potremmo – davvero – fare la rivoluzione. Eppure, CORTEX come tutti i nuovi rivoluzionari di oggi, passa il tempo a raccontare una situazione politica e sociale ormai divenuta più famosa dei suoi effetti – un po’ come i discografici che sono più famosi degli artisti che producono. Dal canto suo, menomate chec’è un CORTEX che sa quel che dice e, soprattutto, sa benissimo come dirlo cantarlo. Il suo nuovo singolo “Amo un popolo presente”, il suo nuovo video…arriverà il suo nuovo disco e speriamo di cuore sia più originale del SIAMO TUTTI BURATTINI DI UN POTERE CHE CI COMANDA BLA BLA BLA. Quasi quasi ho nostalgia dell’amore perduto. E poi domattina sempre e per sempre resterà tutto come ieri. Saranno contenti i nuovi cantautori che avranno loro la buona fetta di attuali lamentele ancora di moda su cui scrivere le proprie canzoni.

Concetti a parte – peraltro sono problemi miei, lo riconsoco – CORTEX ci piace e ci è sempre piaciuto, dai testi assolutamente ben fatti ad un distorto modo di far suonare nuova la canzone d’autore italiana. Ci piace…mi piace…da quando CORTEX scrisse il suo primo disco “CORTEX”. Bel sound…

Da “Cortex” al prossimo album. Quanta strada percorsa è stata buona strada e quanta è stata invece da buttare via? Cosa in particolare?

Beh… un po’ di strada l’ho fatta ed ha indubbiamente giovato al mio animo ed alla mia esperienza musicale come una crescita interiore. Nell’ambito musicale non si finisce mai d’imparare: pensa che i miei primi demo li registravo su di un quattro piste  a cassette della Tascam…ora ho un computer una scheda audio, le cose sono notevolmente cambiate sia tecnicamente che emotivamente. Cosa terrei e cosa butterei via? Tengo forte l’esperienza al CET di Mogol e butto decisamente via le canzoni in inglese che cantavo agli inizi.

Lasciami pensare al concetto di lo-fi. Praticamente “distruggi” i suoni arrivando a qualcosa che ti piace?

Li sporco più che altro…ricerco l’imperfezione perfetta, nulla è lasciato al caso, dietro ogni suono v’è uno studio ben preciso mirato al raggiungimento di un’obiettivo. Io preparo delle pre-produzioni il più dettagliate possibili per poi rifare gli stessi suoni al meglio quando entro in studio. Se nella pre-produzione uso per esempio il plug-in di un distorsore oppure l’emulazione di un determinato amplificatore, in studio poi lo ricerco per usarlo come si deve.

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Chitarra e voce. Secondo te è vera la concezione secondo la quale un brano che si regge CHITARRA E VOCE è un brano finito?

Chitarra e voce è la base su cui costruire una buona canzone, io sono come gli inglesi che dicono “less is more” , ricerco arrangiamenti minimali ma efficaci, anche perchè dal vivo mi nuovo da solo e presentare  un lavoro orchestrato e super arrangiato, non sarebbe consono perchè si finisce per non rispecchiare il live.

Le radio e i magazine oggi. Da cantautore – possiamo anche dire impegnato? – come vedi la situazione mediatica e l’attenzione attorno al vostro e al tuo lavoro?

Ce ne sono tanti di magazine e di radio, sopratutto sul web. Come cantautore mi sento più un’impiegato della musica che un vero cantautore impegnato, per quanto riguarda l’attenzione sull’operato degli artisti, oggi siamo in tanti ed è dura distinguersi. Lasciami citare Elvis che diceva: “it’s a long and hard way to the succes babe!!!”

Con “Amo un popolo presente” che disco stai cercando di anticipare?

Sto cercando di anticipare un disco più rock che pop, più reazionario che romantico, più distorto che pulito.

Politica e musica. Un tempo la prima era condizionata dalla seconda. Oggi secondo te è vero il contrario?

Non ci sono più gli Edoardi Bennato, i Guccini, i De Andrè che c’erano una volta. I moderni cantautori che possono godere di questa condizione e cioè essere o meno  condizionati dalla politica secondo me sono i rappers, spesso nelle loro rime ci sono frasi di denuncia e nelle loro dinamiche comunicative sono sicuramente più moderni ed al passo con i tempi, senza nulla togliere ai cantautori…ma se dovessi vedere appunto Bennato Guccini e De Andrè ai giorni nostri li vedrei più in una situazione rap che seduti sulla sedia con la chitarra tra le mani.

Un giorno sul palco salirà Enrico Cortellino oppure sempre e per sempre Cortex?

Cortex è lo pseudonimo di Enrico Cortellino, in realtà è una bella coppia, convivono bene assieme i due e quando salgo sul palco chiaramente Cortex è contento e si prende tutta la scena. Scherzi a parte diciamo che quando faccio le mie canzoni sono Cortex, il resto del tempo c’è un’eterna lotta tra i due…

Al Salotto di Malcom, tanto di cappello alla canzone d’autore di CORTEX. Aspettando il prossimo disco…