Il Salotto di Malcom: Beppe Dettori

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Quanta storia che ha dento di se Beppe Dettori. Quanti ricordi che ho… dai Tazenda ai cartoni animati della televisione… dal grande pop al blues di stagione passando per le tante contaminazioni che si possono immaginare. E oggi in questo salotto virtuale ospito lui e Giorgio Secco, ospito il suo (o forse dovremmo dire il loro) disco: si intitola “@90”, una esplicita dedica agli anni ’90… anzi un vero e proprio disco nato e prodotto negli anni ’90. Ed esce solo oggi, dopo esser rimasto in cantina per tutto questo tempo.

Scritto nel ’98, prodotto nel ’99, pubblicato 20 anni dopo.
E sono canzoni di una bellezza attuale, di un meraviglioso suono suonato dalla vena rock made in Italy… per quanto alla parola rock non restituisco un significato di genere musicale. Beppe Dettori dimostra quanto ci sa fare, con il balance del suo suono, con la pulizia delle sue melodie pop… la co-produzione con Giorgio Secco e i tanti musicisti accorsi ha fatto di questo disco un gioiellino “antico” della nuova musica italiana. Quindi levo il cappello, mi godo della sua rispettabile autorevolezza e resto in silenzio ad ascoltare chi può raccontarmi cose che neanche posso immaginare…

“Nuovo” disco per Beppe Dettori. Sarebbe forse più giusto definirlo un disco di Beppe Dettori e Giorgio Secco?

Giorgio è il producer e grande chitarrista e compositore, un artista che scrive e pubblica i suoi dischi…un po’ come BRIAN ENO, che fa i suoi progetti e poi PRODUCE gli U2. Non era concepito come band questo lavoro ma come mio disco di esordio, allora nel 1999. Tuttavia, oggi ci è balenata l’idea di farlo uscire come band, ma così come abbiamo tenuto le tracce mixate di allora abbiamo mantenuto il concept.

E appunto “nuovo” con le virgolette. Perché restò fermo questo progetto?

In primo luogo per forti incomprensioni con i discografici di allora… e poi per un susseguirsi di impegni lavorativi che hanno ritardato a dismisura l’uscita del progetto. Poi per altre ragioni affettive. Quando lo riascoltammo io e Giorgio decidemmo di fare qualcosa per pubblicarlo, anche come boothleg. Però suonava già troppo bene per essere boothleg, quindi decidemmo di fare un remastering tenendo il mix del ’99.

E oggi cos’è che ha permesso a questo disco di prendere vita? 

In parte ti ho risposto nella precedente domanda…UNDAS ed.musicali e VINILE hanno permesso di” venire alla luce” a questo progetto @90, appunto per le sonorità tipiche di quegli anni. Una certa maturità artistica e passione hanno acceso i motori della nostra Volontà affinchè si potesse giungere ad una pubblicazione.

Avete lavorato oggi su qualcosa per confezionarlo? Aggiustamenti? Revisioni? 

Si remastered by Stefano Casti e basta. Tutto il resto è rimasto come era stato lasciato e sepolto nel Nuraghe vicino casa. Palmavera di Alghero. Atlantide. :D:D:D

E la cover di Graziani? Come mai questa scelta anche come video di lancio?

Per restare coerenti con le idee che avevamo nel ’99. Cioè, era consuetudine allegare ad un progetto di inediti di un emergente (33 anni allora) una cover che facesse da apripista per il lancio dell’album. Scegliemmo Monna Lisa perché ci piaceva il brano e perché aveva quella sfrontata irriverenza e potenza espressiva alla quale risultava difficile restare indifferenti…nel 98 IVAN GRAZIANI scomparve e ci sembrava carino ricordare un artista cosi immenso.

Ed infatti noi lasciamo girare proprio il video ufficiale che arricchisce l’unico omaggio di questo grande disco: “Monnalisa” come recita il titolo di YouTube. Beppe Dettori tra l’altro ha una meravigliosa sua versione di “Hallelujah” di Cohen, chitarra e voce… ed è da li che partire per raccontarvi un artista che colpisce per la sua pulizia… intanto gira questo “@90” e la sensazione è quella di grandissima pace interiore.