Il Salotto di Malcom: AVAST

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Alle pareti appendo i miei vinili dei Pink Floyd, qualcosa di raramente ascoltato di De André e poi tanto bel rock progressive di anni andati, dai Goblin al famigerato Banco. Per il resto aspetto che arrivi la sera e non la notte. Aspetto che sia un giorno qualunque quello buono, perché solo nei giorni qualunque ha senso scenico camminare sotto la luce artificiale dei lampioni in un altrettanto comunissimo rione di periferia di una grande città. Ed è così che grazie agli AVAST faccio un giro armato di sana canzone d’autore per il quartiere Lavatrici di Genova. Perché il loro primo disco ufficiale si intitola proprio “LAVATRICI”. Il primo ufficiale, perché gli amici della lucania di strada e di musica alle spalle ne hanno ormai da riempire album di foto e quaderni di appunti. Questo “esordio” raccoglie una scurissima canzone d’autore, jonglerie raffinata di parolieri aguzzi al mestiere e al gusto. Impazzisco quando sento parlare di SEMPLICEZZA. Incontro gli AVAST in questo salotto, all’alba di un bel concerto di presentazione nella città eterna. Saranno a ROMA al 30 FORMICHE domani 9 Ottobre. Ed è così che incontro gli AVAST non prima che sia scesa la luce artificiale dei lampioni di questa città:

“Lavatrici”. Giocate anche a mescolare parole e sensazioni. Cosa ne è venuto fuori?
La musica, le parole nascono sempre da sensazioni e producono a loro volta sensazioni.

Ma secondo voi la musica nasce da una foto o è la colonna sonora di una foto? Nel vostro caso intendo…dato che siete molto molto figurativi nei testi.
Se ti riferisci alle foto della raccolta, la musica non nasce e non si ispira a queste foto, le canzoni non hanno nessun rapporto diretto con le foto del disco né con il quartiere in cui sono state scattate. Si può dire che sono le foto a fare da “colonna sonora” e da sfondo alle canzoni. Il carattere “figurativo” che può riscontrarsi anche nei testi punta a una stimolazione allusiva, più che descrittiva o narrativa, dell’immaginazione.

Ma perché proprio il nome di questo quartiere – Lavatrici – di Genova?
Finito il missaggio cercavamo un’idea per l’artwork. Il titolo era già deciso e nessuno di noi sospettava l’esistenza di un quartiere che si chiamasse come il disco. Abbiamo deciso di andare a vedere questo luogo che si preannunciava inquietante e suggestivo, una location reale e al contempo astratta, essenziale.

La vostra canzone d’autore attinge tantissimo dall’America. Giusto? E per quale motivo lo fa?
Bisogna vedere cosa si intende per “America”, può significare tutto e niente. Sicuramente la musica dipende dagli ascolti di ciascuno di noi, di chi suona e di chi ascolta. Di base c’è rock e swing in forma canzone, la matrice è ovviamente la canzone italiana più contaminata, in questo caso soprattutto con quella anglo-americana e francese. L’unica cosa che non siamo riusciti a capire è se c’è o no l’influenza dei gufi.

Domani siete al 30 FORMICHE di ROMA. Che spettacolo ci sarà? In scena con le “Lavatrici”…
Domani in qualità di rappresentanti di Lavatrici presenzieremo a un’esposizione di prototipi di nuova produzione.

AVAST è sinonimo di “Basta”. Perché fermarsi invece di continuare? Fermarsi dove e con chi?
Avast” è una parola dialettale che può significare tante cose, può servire a molte cose, per esempio a chiudere idealmente un’intervista.

Sintetici quanto basta per lasciare alla gola e alle mani la voglia di andare oltre. Un video ufficiale è in arrivo. Per ora trovo in rete un video live molto carino…per ora trovo il mio equilibrio in bilico in questa voce che pare avere anni e anni di vita e un filo sottile di rame e cemento che lega tra loro parole che a tratti mi fanno ridere e a tratti mi spezzano i sogni. AVAST / lavatrici.