Il Salotto di Malcom: ANCE

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Che dire: dalla scena toscana, amici di Malcom, ultimamente arriva sempre buona musica di qualità. Anche forti di questa RadiciMusic che nel piccolo del suo orticello sforna solo qualità. Almeno ci prova. E oggi, cosa sia la qualità, lo sanno in pochi… e probabilmente interesse ancora a meno persone. Ma io me ne infischio amici miei e in questo salotto virtuale, se sia o non sia qualità didattica, ospito solo cose che ritengo possano arrivarmi bene alle vene… 

ANCE si chiama. ANCE non è il suo vero nome. ANCE è col suo moniker. Lui è Andrea Lovito e la sua voce è in bilico tra il dissacrante e il rassegnato, tra il goliardico e il severo. In modo da prendere per buona la semplicità che arriva ma anche fiero di aver creato consapevolezza e scorza per riderci su e restar fermi in equilibrio. Lui ci parla della società e questo ormai è divenuto un mood assai di comodo per le anime contadine di oggi. Ci anticipa un disco che arriverà poi e lo fa con un singolo che titola “ANCHE SE” che bizzarro si rivela ma anche semplice, come il linguaggio che usa, divertente e divertito. E la semplicità delle volte è l’unica arma affilata ed è la vera spiaggia d’ora a cui tendere. Un brano che in bilico tra le righe ha quello ska che un tempo faceva tendenza, sarà questo ornamento di fiati che spicca a segnare il gusto della melodia. E che sia una resa la sua? O semplicemente una dichiarazione di guerra alla omologazione. Sveglia le coscienze il cantautore o semplicemente – si fa per dire – delle coscienze si burla. E non la manda a dire il nostro partigiano quando gli chiediamo di ieri, di quel Primo Maggio che ormai non è più quello che ci si aspetta. Eppure tutti lo veneriamo perché in fondo, “ANCHE SE” è solo una mercificazione dell’apparire, ci va bene pure questo.

“ANCHE SE”: anche se tutto sembra omologato? Da questa domanda vorrei partire, cosa che tra l’altro nella tua canzone dici a più riprese e in varie salse. Da artista come riesci a farci pace con questa omologazione?

Semplice, non ci riesco. L’omologazione è la sconfitta della sacra originalità di ogni uomo. Qualunque sia cerchia alla fine sta sempre stretta.

Anche se non si va mai al Primo Maggio? Cioè non hai la sensazione che ci siano sempre i soliti nomi a rotazione sui palchi italiani? 

C’è il dualismo Roma-Taranto, il primo arrivato a livelli vergognosi, patinato e malato di pressappochismo, il secondo da qualche anno a far da contraltare, auto-organizzato ed autofinanziato e cercando di tener lo spirito vero della festa. Gli artisti spesso zompano un po’ qui e un po’ là, chi per tornaconto e chi per coerenza. Certo,dovunque siano, quelli che hanno un’aurea in più ci sono e li riconosci fra gli altri. E non si può non pensare all’omonimo brano di Elio (che quest’anno è a Taranto se non mi sbaglio). “Anche se”, alla fine, il problema non esiste. Basterebbe uscire di casa e nei parchi di tante città trovare tante realtà, magari più piccole, ma comunque valide e godibili. Quello è il primo maggio che preferisco. Poi ancora non ho mai capito perché a Roma non riescono mai a fare dei buoni suoni in TV. 

Onestamente, in questa epoca di competizioni celebrate ovunque, cosa pensi di questo essere artista che oggi passa anche e soprattutto dal vincere concorsi, gare e competizioni?

Ci ho scritto una canzone su questo tema che si chiama “Musicopoli”, dove dico: “E un concorso si sa, mica porta al successo, conta solo il coraggio di puntar su se stesso, e ciò che sta dietro al sesso”.  

Poi dipende, bisogna vedere se stiamo partecipando ad un onesto contest di provincia, una rassegna d’autore semifalsata o ad una trasmissione TV che molto spesso ha altre priorità dal lanciare artisti con vero talento. L’intento con cui ci andiamo dovrà essere sempre lo stesso. 

E torando al concetto di questa espressione: anche se: canzone di denuncia, di rivalsa, o semplicemente di accettazione e di resa?

Un po’ tutte insieme, perché la vita stessa è tutto questo. Te la metto così: “Anche se” gli strumenti che ho a disposizione non sono sufficienti per viverci, continuerò a darmi da fare per realizzare i miei sogni, “anche se” c’è la probabilità che sarò l’unico ad accorgermene. E allora va bene così.

E ti lascio con una riflessione: anche se poi alla fine c’è tantissima canzone che resta fuori dai sempre soliti riflettori che fanno la sempre e solita luce per il sempre solito pubblico… ormai neanche più pagante direi…

…quando è vera musica, ovvero quella che tocca corde emozionali anche ad una sola persona, ne varrà sempre la pena di scrivere canzoni.