Il Salotto di Malcom: ALEA

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Largo ai giovani ma soprattutto largo alle belle anime dolci. E una donna ha più dolcezza che un uomo possa mai sperare di avere…in generale sempre!!! ALEA entra in questo salotto con il mio stupore ed il mio fascino nel vedere quanta maturità ci sia dietro un disco importante come questo esordio dal titolo “Spleenless”. Ho Provato a scoprirlo ma non sono ancora sicuro che sia tutta farina del suo sacco. Bellissima prova d’autore e basta, basta con etichette e ricerche…musica di confine e di avventure culturali, che non lascia scampo a riferimenti di stile importanti ed imperiosi. Parliamo di musica leggera italiana in tinte di Jazz e di grande Soul, parliamo di Giorgia e di Etta James, parliamo di quel pop molto poco popolare decisamente da scaffalature pregiate di palati esigenti. Una produzione che sa il fatto suo e una copertina che sinceramente porta fuori pista. In questo salotto c’è spazio anche per anime blues americane e soul di grandi fiati. In questo salotto ci sono anche i vinili di Ella Fitzgerald e quelli di Miles Davis. In questo salotto suona De Gregori piuttosto che Ryan Adams. I vinili dei Gentle Giants sono vicino quelli dei King Crimson, appena dietro alle copie di Bressens e De Andrè. Figuriamoci se non poteva entrare e accomodarsi la sobria delicatezza dell’anima soul che è Alessandra Zuccaro…ovvero ALEA:

Partiamo da una bella frase da film: l’America è la terra promessa?
Forse un tempo si ! Ma c’è stato anche un tempo in cui la nostra terra ha sfornato grandi autori e grande musica, e si andava avanti per merito.
Forse il reale problema da porsi non è se ci sia o no una terra promessa, ma quale possa essere il modo per dare spazio ,nella nostra terra, alla vera musica , alla creatività , alla fantasia e alla vena artistica di un autore, senza voler imporre un unico e periodico sound ispirato alla moda americana. Certo è che la musica indipendente sta sempre più prendendo piede, sgomitando nel sistema per riemergere. Io sono fiduciosa.

Il tuo mondo di scrittura è figlio del tuo percorso, dei tuoi ascolti o di chissà quale altra chimica? In altre parole il gusto di questo disco nasce da chi ti ha educato o da un istinto personale?
Di sicuro siamo ció che mangiamo, ma sinceramente non saprei dirvi se la mia scrittura si avvicina a quella di qualche autore. Di sicuro ho sempre ascoltato ed amato grandi cantautori Italiani per me poeti ma , mentre per la musica ho degli dei e muse ispiratrici , per i testi mi abbandono al naturale flusso dell’ispirazione del momento, in base anche al tema che tratto o al tipo di ritmo che do. Spleenless è un cofanetto di emozioni, di viaggi mentali, di ironia e riflessioni. È il mio modo per sfuggire alla malinconia.

E se ti dicessi VINILE? La tua musica non sarebbe più adatta ad un vinile?
A casa ho una bellissima collezione di vinili che custodisco gelosamente e che cerco sempre di ampliare, quando posso, con pezzi unici e rari. Tra questi c’è il preziosissimo album di mio padre del 74, ma anche un vinile del mio primo EP, pezzo unico che il mio papà mi ha regalato. Per quanto riguarda Spleenless sarebbe bellissimo che ci fosse anche in vinile, ma credo che aspetteró ancora un pochino per farlo.

Che poi si parla di sapore vintage: cioè? Eppure suona piuttosto bene come disco…
È qualcosa che mi dicono in molti quando ascoltano il mio album o quando assistono ad un mio concerto. Sarà la mia faccia?!
Se dobbiamo prendere il senso letterale del termine, “il vocabolo deriva dal francese antico vendenge (a sua volta derivante dalla parola latina vindēmia) indicante in senso generico i vini d’annata di pregio”. Il termine si è pian piano ampliato sino ad indicare la qualità ed il valore di un oggetto prodotto almeno vent’anni prima del momento attuale. Non credo che il mio album sia paragonabile ad un vino d’annata ma credo che , tenendo conto che io ed il mio pianista/arrangiatore abbiamo volutamente scelto tutti suoni vintage ed abbiamo deciso di registrare live in direct, il termine non sia del tutto inappropriato. Di certo il suono è chiaro e pulito, ma siamo pur sempre nel 2016!

Ma secondo te la musica nasce dal suonarla assieme o dal pensarla in privato?
Entrambe le cose. Non c’è una risposta unica. Dipende dal tipo di personalità, dall’ispirazione e dal tipo di sintonia che si ha con i propri collaboratori. Io di solito faccio totalmente in solitudine una prima bozza , ma poi ho sempre bisogno di chiedere un consiglio musicale che possa dare più ampio respiro ai miei brani, e delle volte qualche consiglio l ho anche accettato. Ormai sono circondata da persone con le quali non c’è bisogno di molte parole quando devo spiegare come vorrei che fosse il pezzo. Così è stato per Spleenless con il mio arrangiatore Pasquale Carrieri e con tutte le persone che hanno collaborato con me e che non smetteró mai di ringraziare.

Se potesse scegliere un’epoca in cui tornare…ALEA dove tornerebbe?
Sicuramente in America tra gli anni 40 e gli anni 50 , possibilmente a casa di Charlie Parker a studiare l’arte del bebop :D