Il ritorno di Marina Rei: Pareidolia

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Esce il 30 settembre il nuovo lavoro di Marina Rei prodotto dalla sua etichetta Perenne, con distribuzione Universal.

Questo lavoro farà parlare molto di sé ed i singoli che lo compongono sono eterogenei. Un album che sicuramente non stufa al primo ascolto ma che per essere apprezzato appieno va riascoltato, per coglierne le sottigliezze tecniche che in ogni traccia appaiono diverse. Questo lo si può dedurre anche dagli arrangiamenti che sono sicuramente molto ben curati e che vedono la partecipazione, ai testi ed alla musica, di diversi alchimisti del panorama indipendente.

In Avessi Artigli la collaborazione di Andrea Appino si sente dal primo battito sincopato. La canzone parte subito ritmata, rabbiosa ed è vellutata dalla voce di Marina Rei che riesce ad interpretare fin da subito questa novella d’amore egregiamente.

Ho visto una stella cadere è una canzone “di speranza e di libertà di parlare alla vita” che vuole anche insegnare ad accettare “il male che ha fatto male lo farà sempre, puoi nasconderlo e dimenticare, è parte di te”. Parla di esperienze e di vita, di difficoltà, di vittorie ma sopratutto di perdono.

Lasciarsi Andare sembra raccontare una giornata comune nella quale però non si riesce a lasciare andare un amore e i ricordi ad esso legati, una storia come tante ma allo stesso tempo la propria storia speciale.

In Sole Marina Rei e Pierpaolo Capovilla intrecciano di poesia la melodia composta dalla stessa cantautrice assieme a Giulio Ragno Favero. L’ennesima canzone rabbiosa, di solitudine e di amore in questa società così poco attenta se non a se stessi.

Del tempo perso vede la collaborazione di Marina Rei e Matteo Scannicchio ai testi ed alla musica assieme a Andrea Appino e Giulio Ragno Favero. Una traccia che sembra riprendere i motivi delle precedenti canzoni, amore, ricordi e rimpianti.

In Se Solo Potessi i testi continuano sulla linea delle precedenti tracce con un continuum di paranoie e ipotesi basato su rimpianti di un amore perso.

Pareidolia, la title track, è un brano che cerca il consenso del pubblico più giovane, infatti vede la collaborazione di Zona MC in un freestyle che ben si sposa con le musiche e i testi, giustificando le paranoie delle canzoni precedenti, rendendo questo album quasi un concept.

Infatti in Vorrei Essere esce la parte “idolia” di questo lavoro e i tratti “pare” si scordano facilmente. Finalmente tutto diventa positivo e nello stesso tempo esageratamente positivo.

Un Semplice Bacio vede la collaborazione di Manuele Fusaroli con Marina Rei e Giulio Ragno Favero.
E’ un brano che inaspettatamente, pur criticando il mondo in cui viviamo, appare positivo e ricorda le migliori favole in cui “un semplice bacio ti sveglierà” e “un semplice gesto ti parlerà più di mille parole” un inno alla semplicità.

Fragili continua il leitemotiv dell’album ma contemporaneamente regala un’ ottima istantanea alla vita con una certa malinconia che l’artista, nella sua maturità, sembra esprimere molto bene tra le tracce.

In Annarella, una cover, ritroviamo lo stile inconfondibile dei CCCP Fedeli Alla Linea interpretato in maniera egregia dalla cantautrice.

Pareidolia è un lavoro egregio che vede in Marina Rei un artista matura che riesce a muoversi nell’introsprezione e nella psicologia anche se azzarda un album che a momenti sembra disarmonico per testi e sentimenti che riesce a trasmettere con i suoi momenti UP e i suoi momenti DOWN.